Archivi categoria: antonella anedda

Perlustrazione

Antonella Anedda

Perlustrazione I

Entro con mia madre nella morte. Lei ha paura.
Cerco nella mia filosofia qualcosa che ci aiuti,
parlo della cicuta e degli stoici,
dico la solita frase che quando noi ci siamo, lei,
la morte, scompare, ma non funziona
anzi cresce dentro di me il terrore.
Aspetta, le dico mentre dorme ora vado a guardare.
Perlustro la zona (sarà quella?)
solo per constatare che non c’è difesa,
che il suo spazio, quello che la fisica dice
sia presente fin da quando nasciamo,
è sguarnito di ogni compassione
e il tempo è davvero il buco che divora.
Allora mi stendo contro di lei dentro il suo letto.
Aspetto come smette il suo odore mentre muore.

(da qui)

 

Tratto da:
Historiae
Torino, Einaudi, 2018

Annunci

Il cesto dei libri sulle acque, 1

Antonella Anedda

a Zbigniew Herbert

E’ vero, l’allarme si alza dalle stelle
l’argento non ha luce sul barbaro grido di terrore.
L’imperatore ha spento il lume
ha chiuso il libro.
In basso la terra scuote l’orlo dei vasi e il ferro brucia
freddo sui fili. Lui dorme nel quadrato dei secoli
alti nel vento come aeree gabbie.
Non sente il bronzo del trono sulla nuca
né il rintocco dei chiodi sulle porte.
Dormirà per sempre.
Perciò sospendi tu la quiete
prova a rovesciare il dorso della mano
a raggiungermi nel nome di una lingua sconosciuta
perché parlo da un’isola
il cui latino ha tristezza di scimmia.
Un mare una pianura, nuvole di tempesta contro i fiumi
uccelli nel cui becco gli steli annunciano alfabeti.
Forse solo così – Zbigniew
può viaggiare il cesto dei libri sulle acque
così credo giunga la voce
la stretta del viso nell’orrore
fino a un’orma fenicia, a un basso scudo
privo – come il tuo – di luce.

Antonella Anedda
Notti di pace occidentale
Roma, Donzelli Editore, 1999

Segni del perturbante (II) – Flavio ERMINI

gottfried-ecker.jpg
(Gottfried Ecker, o. T., 2001)

Segni del perturbante

[Tratto da Flavio Ermini, Antiterra, premessa di Marco Ercolani, Novi Ligure, “I Libri dell’Arca”, 2006, pag. 65–67; già in Anterem, XXVIII, n. 66, Giugno 2003. // Qui è possibile leggere “Il perturbante” (I)]

Mi addosso alla sua ombra
raccolgo il suo silenzio tra le mani.

                               JACCOTTET

    Ogni processo approfondito di conoscenza non porta che alla scansione di strati sempre più profondi e abissali d’incomprensibilità.
    Nei suoi sforzi cognitivi, l’uomo segue un itinerario paradossale e contraddittorio nel corso del quale l’attività della mente si manifesta nel sentire e nel pensare contro, giungendo a volgere ogni emozione e concetto nel loro contrario, fino alla sperimentazione dell’indifferenziato. I segni del perturbante ne sono una testimonianza.
Continua a leggere Segni del perturbante (II) – Flavio ERMINI

Se ho scritto è per pensiero – Poesie di Antonella ANEDDA

*

a Sofia

19,11,1993

Davvero come adesso, l’ulivo sul balcone
il vento che trasmuta le nubi. Oltre il secolo
nelle sere a venire quando né tu né io ci saremo
quando gli anni saranno rami
per spingere qualcosa senza meta
nelle sere in cui altri
si guarderanno come oggi
nel sonno – nel buio Continua a leggere Se ho scritto è per pensiero – Poesie di Antonella ANEDDA