Archivi categoria: breve saggio

Breve saggio sulle mani (dedicato a Miles Davis)

Irving Penn fotografa Miles Davis nel 1986 per l’apparato iconografico dell’album Tutu: il fotografo vede sia la scultorea bellezza che la forza espressiva della mente musicale che si concentra nel volto e nelle mani.
Spiritualità delle mani, le prime facitrici.
Il pregiudizio platonico e poi cristiano che tende a separare lo “spirito” dal “corpo” commette un’ingiustizia d’incalcolabile portata nei confronti di quest’ultimo ogni volta che tende a privilegiare il primo sul secondo o ad affermarne in maniera più o meno esplicita la supremazia o la maggiore “nobiltà”.
E invece, a osservare queste fotografie, si riceve netta l’impressione che mente e corpo, pensiero creatore e mano facitrice siano tutt’uno.

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Breve saggio su “Another place” di Antony Gormley

Sono convinto che Sebald avrebbe apprezzato queste 100 figure di cui Antony Gormley ha disseminato la spiaggia di Crosby nei pressi di Liverpool. Mi piace immaginare un capitolo mai composto degli Anelli di Saturno in cui lo scrittore tedesco s’aggira fra quegli uomini nudi che contemplano l’orizzonte marino, lui che spesso guarda al mare, spiandone la vastità che, dall’Inghilterra toccando a est il continente, viene a chiamarsi Germania: il Mare del Nord rievoca ancora, a guardarlo da una sponda o dall’altra, le trasvolate dei bombardieri che andavano a colpire le une o le altre città, l’urlo delle sirene, i fasci dei riflettori scagliati contro il cielo notturno, il fischio delle bombe. Il Mare del Nord si distende sempre ad additare distanze e vastità di un’Europa che, nell’arte, non vuole smettere di essere una.

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Breve saggio sul volto (dedicato a Samuel Beckett)

 

L’unico film sceneggiato da Samuel Beckett è del 1964, si chiama Film e ha come attore protagonista Buster Keaton per la regia di Alan Schneider, fotografia di Boris Kaufman. È un cortometraggio di 22 minuti sul tema della percezione: partendo dall’affermazione di Berkeley “esse est percipi” Beckett scrive una sceneggiatura in base alla quale un uomo, inquadrato sempre di spalle, cerca di sfuggire lo sguardo altrui con il fine di riuscire a svanire nel momento in cui non venisse più, appunto, percepito: nella sceneggiatura lo sguardo che Continua a leggere Breve saggio sul volto (dedicato a Samuel Beckett)