Archivi categoria: breve saggio

Breve saggio su Milano (un notturno)

Il centro di Milano va svuotandosi delle persone, chiudono gli ultimi locali di ristoro, quasi più nessuno nelle strade e nelle piazze, piccoli mezzi del servizio di nettezza urbana, i lampeggianti accesi, ronzano a ridosso di un marciapiedi o in un angolo.
Il centro di Milano senza vocio e quasi senza rumori, senza andirivieni e senza l’eccesso delle luci che esplode dai negozi in strada, cerco il centro di Milano restituito al silenzio e alla solitudine apparente dei suoi edifici.

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Breve saggio balbettante (Port Bou: dedicato a Walter Benjamin)

 

 

 

 

studiare:………………..conoscere:……………….capire

e quegli occhi miopi dietro le lenti rotonde vedevano meglio e più in profondità; lo incontravi nella sala di lettura della Bibliothèque Nationale (scriveva di  rues,  boulevards, passages) contemporaneo ed epigono di Baudelaire – sodale e lettore di Baudelaire

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Il passo della pioggia

Il passo di Giacometti è quello delle sue ombre, le sue ombre sono materia scultorea – o l’avanzo, carbonizzato e irriducibile, di quello che il fuoco ha finito di bruciare e più non sa bruciare. Questa pioggia non estingue il fuoco, ma allarga il respiro, cade sulla testa e sulle spalle.

Il passo stretto di Giacometti sotto la pioggia è quello di ogni viandante che, per istinto, cerchi di bagnarsi il meno possibile o sia stato sorpreso dall’acquazzone. Sembra ben più sorpreso d’essere inquadrato dall’obiettivo dell’amico fotografo.

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Breve saggio sui trenini elettrici

La fascinazione che proviene dal trenino elettrico (limitata ai “maschi”?) non è soltanto un richiamo dall’infanzia né soltanto una nostalgia, ma il persistere dell’incanto esercitato da quello che, miniaturizzato, allude nello spazio di una stanza o di un tavolo alle dimensioni eccessive d’interi paesaggi – ché, foss’anche solo il cerchio dei binari e un solo passaggio a livello, il giuoco del trenino elettrico dona l’illusione di dominare rotaie, vagoni e locomotive che, nella realtà, eccedono grandemente le forze di ognuno.  Continua a leggere Breve saggio sui trenini elettrici

Breve saggio su Parigi (ovvero: una flânerie di Julio Cortázar)

(o anche: Hommage à la France)

Quante città sanno essere anche una biblioteca, anche una macchina delle storie, anche un collidere e mescidarsi d’innumeri universi? Non molte, a ben pensarci. E Parigi sembra possedere in grado supremo tale capacità.

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Breve saggio sui libri intonsi

So bene che questo scritto si configura come nostalgico omaggio a un mondo che (forse) sta scomparendo o, almeno, a una pratica che potrebbe apparire arcaica e inutile (utile / inutile: orribile terminologia ma coerente con una mentalità mercantile e, appunto, utilitaristica): il tagliare i bordi dei libri intonsi.

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Breve saggio sugli androni

L’androne è il luogo di transizione tra la strada (pubblica) e gli ambienti (privati) di un edificio; può esservi presente o meno un portone ed eventualmente una cancellata: l’androne è luogo complesso che possiede la virtù pratica di ospitare talvolta la portineria, sempre di offrire un riparo dal sole eccessivo o dalle intemperie (quando, ovviamente, non ci si trovi di fronte a un portone chiuso). Continua a leggere Breve saggio sugli androni

Breve saggio sul camminare

(L’idea di questo scritto deriva da uno splendido e vibrante intervento di Jonny Costantino pubblicato sul Primo amore il 5 maggio 2018: L’Austria di Bernhard specchio dell’Italia di oggi).

: ma, più che un saggio, scriverò un elogio del camminare, anzi un doppio elogio di un doppio modo di camminare: l’andare a piedi (ma, anche, integrando il camminare, quando necessario, con un tragitto in autobus o in treno, in automobile o in bicicletta) e lo scrivere (sempre rigorosamente a mano).  Continua a leggere Breve saggio sul camminare

Breve saggio sugli oggetti inapparenti

È colma la nostra giornata di oggetti e, alla lettera, non vediamo molti di essi, anche mentre li stiamo usando. Li usiamo, appunto, senza prestare loro attenzione, se non nel caso si rompano o manchino.

La bottiglia di vetro: al di là dell’enorme produzione industriale di questo contenitore, si dovrebbe talvolta riflettere sulla sua umile bellezza che, oltre a contenere l’acqua o il vino (o altra bevanda) si mostra, modesta e fedele, spesso sotto slanciata forma e capace di rifrangere la luce secondo gamme variabili, per cui sono la bottiglia e il bicchiere a convogliare la luce (elettrica o naturale) dell’ambiente, stabilendo strette relazioni tra vetro, liquido contenuto, luminosità circostante.

 
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Breve saggio sul saggio

Avrei potuto titolare “breve saggio sulla felicità di scrivere saggi”, ma il titolo apparentemente tautologico e quasi claustrofobico mi serve per costruire un testo che, invece, suggerisca quanto necessario sia comporre un saggio che non abbia una tesi già precostituita da sostenere, ma che, appunto, saggi varie direzioni, riuscendo a diventare felice proprio nel momento (o nei momenti) in cui la scrittura è atto di scoperta, incanalandosi verso orizzonti poco prima inaspettati e insospettati.

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Breve saggio sul corpo (dedicato a Michel Petrucciani)

Che cosa sa e che cosa realmente comprende chi non vive nel corpo in difficoltà di chi, al contrario, deve fare i conti con una limitazione, una mancanza, un impedimento di carattere fisico?
Nulla. In tutta onestà (almeno facendo riferimento alla mia esperienza) nulla. Continua a leggere Breve saggio sul corpo (dedicato a Michel Petrucciani)

Breve saggio sugli orti botanici

Spesso questi “brevi saggi” nascono dalla fascinazione derivante da luoghi, oppure da letture o ancora da incontri ed esperienze personali. Questa volta si aggiunge l’idea che saggio e orto botanico possano essere la diversa manifestazione del medesimo concetto di base: un luogo conchiuso (ma non precluso) all’interno del quale si coltiva l’osservazione calma e commossa di un germogliare, di un dischiudersi al ciclo delle stagioni e di un percorso non necessariamente prestabilito, ma comunque ordinato e coerente e sempre foriero di scoperte o di sorprese.

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Breve saggio di paesologia

La parola “saggio” possiede anche il significato di “prova” oppure vuol dire “esercizio, dimostrazione di” – in quest’esercizio di paesologia mi proverò, allora, a raccontare del mio paese natale scrivendo di luoghi altri da lui. La scienza della paesologia credo ammetta tali apparenti contraddizioni, perché i paesi respirano talvolta anche all’ombra o per affinità o per contrasto con luoghi altri.  Continua a leggere Breve saggio di paesologia

Breve saggio “a due ante”

(Desidero che questo scritto sia come le due ante di un dittico da aprire per cominciare la lettura e da richiudere a lettura ultimata: le due parti si richiamano tra di loro).

PRIMA ANTA: ARCHITETTURE INDUSTRIALI DI BERND E HILLA BECHER

Fotografano stabilimenti minerari, gasometri, serbatoi dell’acqua, ponti per il manovramento dei treni, altiforni.

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Breve saggio sulle mani (dedicato a Miles Davis)

Irving Penn fotografa Miles Davis nel 1986 per l’apparato iconografico dell’album Tutu: il fotografo vede sia la scultorea bellezza che la forza espressiva della mente musicale che si concentra nel volto e nelle mani.
Spiritualità delle mani, le prime facitrici.
Il pregiudizio platonico e poi cristiano che tende a separare lo “spirito” dal “corpo” commette un’ingiustizia d’incalcolabile portata nei confronti di quest’ultimo ogni volta che tende a privilegiare il primo sul secondo o ad affermarne in maniera più o meno esplicita la supremazia o la maggiore “nobiltà”.
E invece, a osservare queste fotografie, si riceve netta l’impressione che mente e corpo, pensiero creatore e mano facitrice siano tutt’uno.

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Breve saggio su “Another place” di Antony Gormley

Sono convinto che Sebald avrebbe apprezzato queste 100 figure di cui Antony Gormley ha disseminato la spiaggia di Crosby nei pressi di Liverpool. Mi piace immaginare un capitolo mai composto degli Anelli di Saturno in cui lo scrittore tedesco s’aggira fra quegli uomini nudi che contemplano l’orizzonte marino, lui che spesso guarda al mare, spiandone la vastità che, dall’Inghilterra toccando a est il continente, viene a chiamarsi Germania: il Mare del Nord rievoca ancora, a guardarlo da una sponda o dall’altra, le trasvolate dei bombardieri che andavano a colpire le une o le altre città, l’urlo delle sirene, i fasci dei riflettori scagliati contro il cielo notturno, il fischio delle bombe. Il Mare del Nord si distende sempre ad additare distanze e vastità di un’Europa che, nell’arte, non vuole smettere di essere una.

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Breve saggio sul volto (dedicato a Samuel Beckett)

 

L’unico film sceneggiato da Samuel Beckett è del 1964, si chiama Film e ha come attore protagonista Buster Keaton per la regia di Alan Schneider, fotografia di Boris Kaufman. È un cortometraggio di 22 minuti sul tema della percezione: partendo dall’affermazione di Berkeley “esse est percipi” Beckett scrive una sceneggiatura in base alla quale un uomo, inquadrato sempre di spalle, cerca di sfuggire lo sguardo altrui con il fine di riuscire a svanire nel momento in cui non venisse più, appunto, percepito: nella sceneggiatura lo sguardo che Continua a leggere Breve saggio sul volto (dedicato a Samuel Beckett)