Archivi categoria: classici

Sotto tutte le forme dei mortali

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I Giganti a teatro

I giganti della montagna

Antonio Scavone

I Giganti a teatro
(Luigi Pirandello)

      In una villa alle falde di una montagna vivono gli Scalognati: chi sono? Sono uomini e donne respinti dalla società, vivono di tutto e niente, animati da un ineffabile disincanto e da strambe premonizioni ma vigili e custodi della loro integrità, del loro essere quello che vogliono essere. Il nano Quaquèo, il dispettoso Doccia, l’eccentrico Milordino, la muta e sensuale Maddalena, Mara detta la Scozzese e la fervida Sgricia si affidano al loro capo, al loro demiurgo, il mago Cotrone che si presenta bardato da turco, col fez, perché i cristiani non l’hanno capito. Continua a leggere I Giganti a teatro

I teologi

Jorge Luis Borges

I Teologi

     Devastato il giardino, profanati i calici e gli altari, gli unni entrarono a cavallo nella biblioteca nel monastero e lacerarono i libri incomprensibili, li oltraggiarono e li dettero alle fiamme, temendo forse che le pagine accogliessero bestemmie contro il loro dio, che era una scimitarra di ferro. Bruciarono palinsesti e codici, ma nel cuore del rogo, tra la cenere, rimase quasi intatto il libro dodicesimo della Civitas Dei, dove si narra che Platone insegnò in Atene che, alla fine dei secoli, tutte le cose riacquisteranno il loro stato anteriore ed egli, in Atene, davanti allo stesso uditorio, insegnerà nuovamente tale dottrina. Continua a leggere I teologi

Gadda, Carlo Emilio (X)

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

18-12-1986

Il tema del sogno è uno dei temi cui ci si imbatte percorrendo gli itinerarj gaddiani (1), quasi una tappa obbligata, necessaria: si veda, per esempio, il sogno ultimo del Pasticciaccio, e per farlo seguiamo ancora Roscioni nel IV° capitolo de La disarmonia prestabilita, intitolato a Il groviglio conoscitivo:

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Gadda, Carlo Emilio (IX)

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

17-12-1986

Certo non è un’Italia ancora autarchica l’Italia di quegli anni, che si chiude per ciò in sé e nei suoi proprj modelli. Eppure le riviste giovanili, dette cosí per la giovane età degli autori e dei collaboratori che poi scriveranno, da protagonisti talvolta, le pagine letterarie del novecento, non hanno una struttura chiusa, ed anzi, assurgono ad una vorace militanza, sono anche aggressive e piú di quanto si possa immaginare; gli autori, altre volte, hanno degli umori tetri, per cui è difficile, se non improbabile, un’associabilità di tali umori – degli uomini quindi – in quanto c’è un forte quanto implacato senso dell’individualismo in ciascheduna delle loro proprie sensibilità. Si crea, tuttavia, un’attesa, tanto piú spasmodica quanto piú essa si prolunga. Continua a leggere Gadda, Carlo Emilio (IX)

Gadda, Carlo Emilio (VIII)

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

16-12-1986

Occorre non soltanto percorrere l’interno dell’opera gaddiana, quanto anche porsi all’esterno e scrutarla dal di fuori. Nel momento in cui egli esce dall’ombra, dall’isolamento, egli farà parte, e anche parte notevole, della rivista fiorentina Solaria; è certo ch’egli ancora condurrà un’esistenza pressoché randagia, ma è altrettanto certo che quel luogo, non soltanto quello figurato dalla rivista, ma anche quello geografico di Firenze e della Toscana tutta, che quel luogo diverrà un epicentro: al contempo, egli stesso diverrà una parte estremamente attiva d’un progetto comune e proprio della rivista. Continua a leggere Gadda, Carlo Emilio (VIII)

Gadda, Carlo Emilio (VII)

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

11-12-1986

Nel “Racconto” viene a profilarsi la certificazione, l’arrivo della questione della scrittura di quegli anni. Molto si deve al critico Dante Isella per la sistemazione di questi appunti, di questi frammenti di cui è composto, come molto gli si deve per la sistemazione di tutti gli autori della cosiddetta ‘linea lombarda’: egli è difatti il massimo competente di questa cerchia d’autori lombarda. Il “Racconto” aveva come titolo primo ed originario “Cahier d’études”, e consta di tre quadernetti, di cui il primo è di novantotto fogli, preceduti dal foglio ‘A’ e seguiti dai foglj ‘Z’ ed ‘extraZ’, il secondo è di centosettanta foglj ed il terzo di quarantasette: questi quadernetti contengono scritti varj degli anni che vanno dal 1924 al 1927. Solo il primo reca l’intestazione “Cahier d’études”, titolo che forse tende a giustificare e a ordinare la materia trattata; in esso vi si scrive Continua a leggere Gadda, Carlo Emilio (VII)

Esisteva un tempo in cui non c’era letteratura

Giorgio Manganelli

     Esisteva un tempo in cui non c’era letteratura. Oh, non fu un tempo lungo. Diciamo tra i diecimila e tremilioni di anni. Il tempo per la terra di cambiare il trucco tre volte, andare due volte a teatro, cinque al cinema, e iniziare una analisi. Riesco ad immaginare un tempo senza auto, senza locomotive, senza bandiere, primi ministri, preti, zoo, valige ventiquattrore, televisione e dischi microsolco, ma non riesco ad immaginare un mondo, un tempo, una serie, un rosario di generazioni senza letteratura. Non posso non considerare che quegli uomini, quelle donne, avevano assolutamente tutto per fare della letteratura: avevano parole, cimiteri, esclamazioni, malattie, fame, incertezza del domani, fuoco caldo, fuoco ustionante, innamoramenti e disamori, famiglie e adulteri, aborti e stragi, ma non potevano avere la letteratura. Mancavano di cose vilissime che si possono comprare in una tabaccheria; ma i nostri antenati, i pre-Agatha Christie, non avevano tabaccherie. Continua a leggere Esisteva un tempo in cui non c’era letteratura

Gadda, Carlo Emilio (VI)

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

10-12-1986

Il linguaggio d’uno scrittore certamente è la fonte da cui discende quel flusso naturale della sua lingua che alcuni manuali poi fanno rientrare in un genere letterario naturalmente considerato. Gli appunti privati, raccolti nel ”Giornale” o nel “Racconto”, sono tipicamente personali, propri dell’uomo Gadda. Mandare alle stampe un libro, e dunque pubblicare, significa arrivare ad una comunicazione con un pubblico di lettori la cui attesa per certi versi può dirsi spasmodica. Continua a leggere Gadda, Carlo Emilio (VI)

Conglomerati

Andrea Zanzotto

troppe troppe candeline

Candelete, inciampi
venir meno in strappi
e dolori ed escoriazioni
cadute rattratte
di corpi per baricentri sbilanciati
osteoporosi no, ostinazione
di gomiti e stinchi crudi
di presenze
semmai debolezze, amori brevi
per la dura terra che senza
far moto o motto ci risucchia
e noi pinocchi dai violenti occhi
dal peso dei disfatti baricentri
facciamo ballare gl’indecenti ventri

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