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La dimora insonne

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Daniela Pericone
La dimora insonne
Bergamo, Moretti & Vitali 2020

La supremazia del pensiero è sempre più irriducibile nelle poesie di Daniela Pericone, dai libri precedenti giunta in piena forma soprattutto in quest’ultimo: fino a una spregiudicatezza sollevante polveri, e significati scoscesi ai tanti che nella poesia cercano ben altre sicurezze, o certezze, o debolezze, e infine stupidaggini. Si potrebbero suggerire diverse prospettive ai contendenti la lingua della poesia, nelle conversazioni quotidiane su cibi e ricette d’essai. Molto più semplice rievocare la gentilezza di arbusti e fogliame, di giorni e stagioni che trovano dimora nelle singole poesie, grati dell’accoglienza. Le poesie, appunto, sottolineano la competenza degli affittuari che saggiano il territorio ricavando dall’opera quel che di buono contiene. Continua a leggere La dimora insonne

Distratte le mani

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Daniela Pericone
Distratte le mani
Coup d’idée Edizioni d’arte
Torino, 2017

Impaginazioni del pensiero verso i paesaggi naturali di cui si scriveva a proposito del precedente L’inciampo. Nel libro c’era ancora diffidenza verso le radici sentimentali offerte dal linguaggio, pur essendo già lontano dagli inutili vellicamenti d’intelletti contemporanei. E poi si mandava a quel paese l’abilità. In Distratte le mani finalmente la scrittura si arrende alla supremazia del pensiero, mai corteggiato allo scopo di far giungere l’indicibile, ma riportato indietro dagli esili che la vita impone. Il poeta invece dovrebbe affermare il suo vuoto, la sua accoglienza, perfino l’ambiguità dei desideri. Somigliasse alle sue parole (il poeta), il linguaggio sarebbe a posto, ben impaginato dove festeggiano le proporzioni dell’opera. Continua a leggere Distratte le mani

Per il decennale di RebStein, 17

Daniela Pericone

*

Vi hanno detto
che non esiste il tempo
dovreste gioire alla notizia
niente inizio né fine
il tempo freccia è una bugia
come la barba di dio
tuttavia siete voi, esposti sul filo
a volere che sia, basta volgersi
a una qualsiasi direzione
e il tempo prodigiosamente appare
vostro proprio vostro solo vostro
– sembra che ogni visione sia vera
per sottrazione di dettagli –
suprema (dis)umana illusione
non ve l’hanno ancora detto?
non c’è nulla che resti mai
uguale a sé stesso, che resista
più d’un tempo sospeso
non la pietra ch’è un fitto
di polvere, non questo vibrato
di carne, questa luce scritta
su un suono nel solo
istante che viene.

(10 agosto 2017)