Archivi categoria: diritti

Brownsville, Italia

“Mi opporrò con tutte le energie che mi restano a nuove leggi discriminatorie e razziali contro i rom.”
Liliana Segre

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No Tap


Divieto di circolazione a San Foca
Territorio blindato
Puglia sotto assedio
Editoriale di Bill McKibben
Disobbedienza NO TAP in Europa
Il gasdotto dei tre regimi
Chi c’è dietro la TAP
Il Comitato NO TAP su fb

“Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà.” (Primo Levi)

Sabha, Europa

Solo una “civiltà superiore” come quella europea, culla e baluardo dei diritti umani, poteva strappare alla morte in mare migliaia di profughi e migranti. In che modo? Creando corridoi umanitari protetti? Stroncando all’origine il commercio di armi che alimenta sanguinose guerre civili? Investendo nei paesi di provenienza per arrestare desertificazione, carestie e fame? No, niente di tutto questo, troppo dispendioso. Ha elaborato un metodo che elimina il problema alla radice: consegnare i migranti nelle mani dei macellai libici: quelli che sopravvivono a soprusi e vessazioni disumani, avranno sempre la possibilità di essere venduti come schiavi.

Trafficanti di uomini
Il mercato degli schiavi

Compi una buona azione

IL 17 MAGGIO, IN OCCASIONE DELLA
GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OMOFOBIA,
COMPI UNA BUONA AZIONE:
ADOTTA UN OMOFOBO,
NON LASCIARE DA SOLO AL SUO INFELICE DESTINO
UN TUO SIMILE AFFETTO DA UNA COSI’
DEVASTANTE PATOLOGIA!

 

NON FAR FINTA DI NIENTE,
DUNQUE, NON RIMANDARE.
E’ PIU’ FACILE
DI QUELLO CHE SEMBRA,
SOPRATTUTTO
SE VIVI IN ITALIA:
TI BASTA SOLTANTO
USCIRE DI CASA,
E NON HAI CHE L’IMBARAZZO
DELLA SCELTA.’


Libertà per Ashraf Fayadh

Ashraf Fayadh

Libertà per Ashraf Fayadh

Ashraf Fayadh, poeta, curatore e artista, è stato condannato a morte da un tribunale dell’Arabia Saudita, paese dove è nato da genitori palestinesi. È accusato di aver promosso l’ateismo con i suoi testi inclusi nell’antologia poetica Instructions within (2008), di aver avuto relazioni illecite, di aver mancato di rispetto al profeta Maometto e di aver minacciato la moralità saudita. La sentenza è stata emessa il 17 novembre ed è previsto che Fayadh possa presentare una richiesta d’appello entro trenta giorni.

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Legge di iniziativa popolare per la scuola

provaci ancora lip

Il prossimo 2 ottobre la LIP (Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica) verrà ripresentata pubblicamente, a Roma, alla presenza di parlamentari di diversi schieramenti politici, sindacati, associazioni, movimenti e giornalisti. La LIP nasce dal mondo della scuola, è stata discussa e sottoscritta da oltre 100.000 persone, presentata in Parlamento da un gruppo di senatori di diversi Gruppi come disegno di legge rispettivamente 1583 al Senato e 2630 alla Camera. Quale differenza con la “Buona Scuola” di Matteo Renzi (vedi qui), calata dall’alto, annunciata con un filmato, oggetto di un questionario a risposta chiusa in cui non è possibile esprimere dissenso. Facciamo nostro l’invito di Marina Boscaino “Che i Presidenti della Camera e del Senato intervengano per garantire che la proposta di legge di iniziativa popolare (LIP), formalmente presentata da parlamentari di diversi gruppi politici (PD compreso) sia portata al confronto con la proposta governativa in modo da consentire all’opinione pubblica un corretto e democratico confronto”. […]

(Continua a leggere su “Vivalascuola“, il settimanale curato da Nives Camisa, Giorgio Morale e Roberto Plevano su “La Poesia e lo spirito“. Qui l’archivio di tutti gli articoli pubblicati.)

La fabbrica della cattiveria

Rogo al campo nomadi

Sergio Baratto

La fabbrica della cattiveria, come ogni impresa che si rispetti, ha dirigenti, quadri intermedi, lavoratori dipendenti. A diversi livelli della gerarchia, tutti lavorano al funzionamento della fabbrica. È ridicolo prendersela con il consiglio d’amministrazione e dimenticare la rete capillare di amministratori locali, militanti, semplici elettori, cittadini senz’altra specifica che come tanti ingranaggi hanno partecipato al movimento generale della macchina. Ogni atto, piccolo o grande, può contribuire a perpetuare o a fermare quel movimento. E, come in tutti gli stabilimenti, esiste pur sempre la – dolorosa – possibilità di tirarsi fuori. Di licenziarsi o, quanto meno, di sabotare il lavoro della fabbrica della cattiveria. In altre parole, non sto affatto parlando della tragedia di una nazione oppressa da un’oligarchia politica nemmeno tanto abilmente celata dietro la foglia di fico della democrazia. Sto parlando della catastrofe di una collettività che a quell’oligarchia empia (uso la parola che più mi sembra conforme alla sua natura) dà il proprio consenso. Di più: sto parlando di un «popolo» che è consustanziale alla propria «casta».

(Continua a leggere qui…)

Parole
Atti
Lo sgombero del campo nomadi di Opera
Fuori gli stranieri
Lo sgombero della baraccopoli di Via Rubattino

L’autoconservazione

Cloaca maxima

Antonio Scavone

L’autoconservazione

     L’omeostasi è la proprietà che un sistema (fisico, chimico) ha di riprodursi e di mantenersi in equilibrio per evitare – e realisticamente annullare – processi di disgregazione della sua unità e delle sue risorse originali. Continua a leggere L’autoconservazione

Gli impresentabili

vaticalia

Gennaro Carotenuto

La classe dirigente, la generazione, il sesso maschile che ha portato l’Italia al disastro dovrebbe salvarla? Questa accozzaglia di partitocrazia e grand commis, tutti maschi, anziani, ricchissimi, sarebbe il meglio che questo paese può schierare per indicare cosa è urgente fare per il paese? La classe dirigente che negli ultimi 40 anni ha distrutto il paese dovrebbe salvarlo?

Possono essere saggi i tagliagole leghisti che hanno voluto la morte di 5.000 migranti che riposano sui fondali del Mediterraneo? Sarebbero saggi quelli che hanno votato che Ruby era la nipote di Mubarak? Sarebbe saggio colui che provò a legittimare i torturatori repubblichini chiamandoli “ragazzi di Salò”? Chi rappresentano i dieci saggi di Napolitano? Le privatizzate, le banche, la confindustria, la grande finanza che lucra sullo sfascio, i precarizzatori del lavoro, la nomenklatura partitocratica?

Niente donne, niente giovani, niente società civile, niente cultura, niente ricerca, niente diritti, niente disagio! È così evidente che questi dieci non rappresentano il paese reale ma sono chiamati a garantire, in un momento nel quale il crollo di un regime appare dietro l’angolo, quei poteri che rappresentano al di sopra e al di fuori del gioco democratico.

(Continua a leggere su Giornalismo partecipativo)

Epistola adversus oclocraticos

Dopo aver completamente colonizzato la rete letteraria, le truppe cammellate dell’invasione accademico-editoriale sono finalmente passate alla bonifica del territorio, che viene ormai battuto palmo a palmo per sgominare le ultime sacche di resistenza e distruggere definitivamente i santuari dai quali pochi fanatici irriducibili continuano a lanciare i loro deliranti proclami inneggianti alla libertà di pensiero e di critica.

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