Archivi categoria: dissenso

Primo Maggio di lotta

(Articolo tratto da Umanità Nova)

Il Primo Maggio è giorno di lotta, nato dal sangue degli anarcosindacalisti che, nel 1886, furono assassinati a Chicago per reprimere la lotta per le otto ore lavorative giornaliere.

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Benjamin Péret – Io non mangio di quel pane

peret-mangone-matisklo Benjamin Péret
Carmine Mangone

(… ) I testi di Je ne mange pas… sono di chiara ascendenza surrealista. Le invenzioni automatiche che li costellano sono infatti numerosissime e anche fin troppo evidenti per star qui a discuterne. La loro elaborazione parte però invariabilmente da eventi, istituzioni, personaggi famosi, ecc., scelti deliberatamente dall’autore. Péret seleziona con cura i suoi obiettivi e li riunisce non certo a caso; si pensi, ad es., allo sviluppo di composizioni come Il cardinale Mercier è morto, Epitaffio su un monumento ai caduti o Il 6 dicembre. Siamo in presenza di circostanze reali e che determinano gran parte degli elementi creativi, il che ci conduce ad una conclusione quasi ovvia: la raccolta Je ne mange pas… è formata da “scritti di circostanza” lampanti, indiscutibili, quantunque assai diversi rispetto alla poesia sociale o variamente impegnata del Novecento. Continua a leggere Benjamin Péret – Io non mangio di quel pane

Libertà per Ashraf Fayadh

Ashraf Fayadh

Libertà per Ashraf Fayadh

Ashraf Fayadh, poeta, curatore e artista, è stato condannato a morte da un tribunale dell’Arabia Saudita, paese dove è nato da genitori palestinesi. È accusato di aver promosso l’ateismo con i suoi testi inclusi nell’antologia poetica Instructions within (2008), di aver avuto relazioni illecite, di aver mancato di rispetto al profeta Maometto e di aver minacciato la moralità saudita. La sentenza è stata emessa il 17 novembre ed è previsto che Fayadh possa presentare una richiesta d’appello entro trenta giorni.

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Legge di iniziativa popolare per la scuola

provaci ancora lip

Il prossimo 2 ottobre la LIP (Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica) verrà ripresentata pubblicamente, a Roma, alla presenza di parlamentari di diversi schieramenti politici, sindacati, associazioni, movimenti e giornalisti. La LIP nasce dal mondo della scuola, è stata discussa e sottoscritta da oltre 100.000 persone, presentata in Parlamento da un gruppo di senatori di diversi Gruppi come disegno di legge rispettivamente 1583 al Senato e 2630 alla Camera. Quale differenza con la “Buona Scuola” di Matteo Renzi (vedi qui), calata dall’alto, annunciata con un filmato, oggetto di un questionario a risposta chiusa in cui non è possibile esprimere dissenso. Facciamo nostro l’invito di Marina Boscaino “Che i Presidenti della Camera e del Senato intervengano per garantire che la proposta di legge di iniziativa popolare (LIP), formalmente presentata da parlamentari di diversi gruppi politici (PD compreso) sia portata al confronto con la proposta governativa in modo da consentire all’opinione pubblica un corretto e democratico confronto”. […]

(Continua a leggere su “Vivalascuola“, il settimanale curato da Nives Camisa, Giorgio Morale e Roberto Plevano su “La Poesia e lo spirito“. Qui l’archivio di tutti gli articoli pubblicati.)

La fabbrica della cattiveria

Rogo al campo nomadi

Sergio Baratto

La fabbrica della cattiveria, come ogni impresa che si rispetti, ha dirigenti, quadri intermedi, lavoratori dipendenti. A diversi livelli della gerarchia, tutti lavorano al funzionamento della fabbrica. È ridicolo prendersela con il consiglio d’amministrazione e dimenticare la rete capillare di amministratori locali, militanti, semplici elettori, cittadini senz’altra specifica che come tanti ingranaggi hanno partecipato al movimento generale della macchina. Ogni atto, piccolo o grande, può contribuire a perpetuare o a fermare quel movimento. E, come in tutti gli stabilimenti, esiste pur sempre la – dolorosa – possibilità di tirarsi fuori. Di licenziarsi o, quanto meno, di sabotare il lavoro della fabbrica della cattiveria. In altre parole, non sto affatto parlando della tragedia di una nazione oppressa da un’oligarchia politica nemmeno tanto abilmente celata dietro la foglia di fico della democrazia. Sto parlando della catastrofe di una collettività che a quell’oligarchia empia (uso la parola che più mi sembra conforme alla sua natura) dà il proprio consenso. Di più: sto parlando di un «popolo» che è consustanziale alla propria «casta».

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Parole
Atti
Lo sgombero del campo nomadi di Opera
Fuori gli stranieri
Lo sgombero della baraccopoli di Via Rubattino

L’autoconservazione

Cloaca maxima

Antonio Scavone

L’autoconservazione

     L’omeostasi è la proprietà che un sistema (fisico, chimico) ha di riprodursi e di mantenersi in equilibrio per evitare – e realisticamente annullare – processi di disgregazione della sua unità e delle sue risorse originali. Continua a leggere L’autoconservazione

Una nazione geneticamente modificata

Morandini

Luciano Morandini

Luciano Morandini (1928-2009) è stato uno dei più importanti poeti e scrittori friulani del secondo dopoguerra. Formatosi nella cultura politica della Liberazione, dai primi anni Cinquanta si pose alla ricerca di una lingua originale, innestando criticamente la sua esperienza umana e poetica nel solco del neorealismo. La sua produzione si dispiegò nei decenni seguenti in molteplici e originali forme, raggiungendo nel 1984 il vertice narrativo di San Giorgio e il drago. Gli ultimi anni della sua vita furono scanditi da opere poetiche sempre più scabre ed essenziali, talvolta visionarie, e ispirate a una disincantata e amara indignazione civile.
Il volume L’onestà del poeta (a cura di Giuseppe Marini) contiene una selezione degli oltre trecento articoli che Luciano Morandini pubblicò tra il 2001 e il 2009 sulla rivista Il Nuovo Friuli, trattando di attualità politica, iniziative culturali, mostre d’arte, ma soprattutto di letteratura e poesia. In quegli scritti Morandini profuse un impegno instancabile – sollecitato dall’assillo quotidiano di un mondo involgarito, mercificato e dimentico dei valori fondativi della repubblica democratica – nella difesa del lavoro poetico come espressione della “persona” e scavo di verità, in uno con la rivendicazione della sabiana “onestà del poeta”.

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Gli impresentabili

vaticalia

Gennaro Carotenuto

La classe dirigente, la generazione, il sesso maschile che ha portato l’Italia al disastro dovrebbe salvarla? Questa accozzaglia di partitocrazia e grand commis, tutti maschi, anziani, ricchissimi, sarebbe il meglio che questo paese può schierare per indicare cosa è urgente fare per il paese? La classe dirigente che negli ultimi 40 anni ha distrutto il paese dovrebbe salvarlo?

Possono essere saggi i tagliagole leghisti che hanno voluto la morte di 5.000 migranti che riposano sui fondali del Mediterraneo? Sarebbero saggi quelli che hanno votato che Ruby era la nipote di Mubarak? Sarebbe saggio colui che provò a legittimare i torturatori repubblichini chiamandoli “ragazzi di Salò”? Chi rappresentano i dieci saggi di Napolitano? Le privatizzate, le banche, la confindustria, la grande finanza che lucra sullo sfascio, i precarizzatori del lavoro, la nomenklatura partitocratica?

Niente donne, niente giovani, niente società civile, niente cultura, niente ricerca, niente diritti, niente disagio! È così evidente che questi dieci non rappresentano il paese reale ma sono chiamati a garantire, in un momento nel quale il crollo di un regime appare dietro l’angolo, quei poteri che rappresentano al di sopra e al di fuori del gioco democratico.

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Le braccia, lo stomaco, lo sfintere

Sergio Baratto

Le braccia, lo stomaco, lo sfintere
Ovvero un nuovo apologo di Menenio Agrippa.

Le braccia

Una cosa che il governo Monti ha messo in luce è la sostanza di ciò che in Italia si concepisce come “destra”.
Mi spiego meglio: per la prima volta da tempo abbiamo in Italia un governo – quello guidato da Monti, per l’appunto – che tenta di applicare una politica di centrodestra, liberale e liberista, così come la si intenderebbe in un qualsiasi paese democratico dell’Europa civilizzata.
Ebbene, in Italia succede che la parte di opinione pubblica che si autodefinisce (è) di destra reagisca rabbiosamente proprio a questa politica di destra. Perché evidentemente in Italia la “destra” si identifica non con il liberalismo conservatore, ma con la sempiterna poltiglia ideologica populista, demagogica, pataccara, violenta che in altra epoca ha prodotto il fascismo storico e nell’ultimo ventennio ha originato fenomeni politici e sociali come il berlusconismo e movimenti neofascisti come la Lega.

(Continua a leggere su Il Primo Amore…)

Nomi e cognomi

SAMB MODOU e DIOP MOR:
trucidati dall’odio razziale
in un paese dove la xenofobia negli ultimi anni
si è fatta sistema e istituzione.
Venivano da una terra nella cui lingua non esiste la parola STRANIERO.

L’ANTIRAZZISMO SIA IL SEME DI UNA NUOVA RESISTENZA.

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Razzismo e responsabilità della destra.
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Il nuovo governo di Vaticalia

Paolo Farinella

[Articolo tratto da Arcoiris TV del 28 novembre 2011]

Da anni dico, e nel 150° anniversario dell’unità di Italia ho proposto, di sciogliere il parlamento, abolire il governo e «annettere l’Italia al Vaticano». Avremmo il papa re d’Italia come ai bei tempi e molti vantaggi: saremo clericali evidenti e non sottobanco. Leggi e decreti verranno stilati direttamente in latino preconciliare, come la Messa concessa ai lefebvriani. In tutti i luoghi pubblici, oltre al crocifisso, sarà obbligatorio avere il quadro del Sacro Cuore di Maria, la statua di Padre Pio e quella di Wojtyła. Tre volte al giorno in tutti gli uffici e luoghi pubblici e parapubblici (chiese, oratori, conventi, casa di Vespa, sede della Cei, ecc.) bisognerà cantare l’Alleluja in gregoriano. I funzionari pubblici maschi avranno il titolo di «Monsignore», le funzionarie donne si chiameranno «Madonna mia bella».

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Non luoghi

Giovanni Giovannetti

“viviamo ammassati in tre per ogni cella ovvero con un letto a castello per due persone ed una brandina volante per la notte con spazi di movimento che non superano il metro quadro per detenuto … l’acqua calda non esiste se non di tanto in tanto in due docce, mal funzionanti, per settanta persone […] Le celle dell’ultimo piano sono incrostate d’umidità, come le altre, ma con un optional in più: piove dentro ad ogni temporale e si dorme con teli di plastica addosso […] Gli oltre 900 detenuti, cioè il doppio di quelli per cui questa “galera” è stata costruita, sono costretti per 20 ore in 7,5 metri quadri tutto compreso. Il rapporto con il personale di sorveglianza è gerarchicamente malsano. Nessuno è responsabile di niente tranne che della sua funzione di schiavettare mille volte al giorno come se da questa parte delle sbarre ci fossero animali.”

(Leggi l’intero articolo su Il Primo Amore)

Mantra del sollevarsi (15 Ottobre e dintorni)

Franco Berardi Bifo

“Il mio dovere non è isolare i violenti, il mio dovere di intellettuale, di attivista e di proletario della conoscenza è quello di trovare una via d’uscita. Ma per cercare la via d’uscita occorre essere laddove la sofferenza è massima, laddove massima è la violenza subita, tanto da manifestarsi come rifiuto di ascoltare, come psicopatia e come autolesionismo. Occorre accompagnare la follia nei suoi corridoi suicidari mantenendo lo spirito limpido e la visione chiara del fatto che qui non c’è nessun colpevole se non il sistema della rapina sistematica”.

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Sbilanciamoci!

Giulio Marcon

“Una manovra disperata, iniqua e senza futuro”, questo il giudizio della campagna Sbilanciamoci! sulla manovra del governo varata lo scorso 14 agosto. E’ una manovra che non rilancia l’economia, non aggredisce strutturalmente il problema del debito, non colpisce i privilegi, mentre si accanisce ulteriormente contro i lavoratori, i pensionati, i cittadini. Il taglio di quasi 10 miliardi di euro ai trasferimenti verso gli enti locali comporterà la chiusura di molti servizi sociali e l’aumento dei tributi locali. Al provvedimento del governo, Sbilanciamoci! contrappone una sua contromanovra da 60 miliardi, 30 da destinare alla riduzione del debito e 30 al rilancio dell’economia, alla difesa dei redditi, al welfare, alla protezione dei più deboli, alla scuola e all’università. L’introduzione di una tassa patrimoniale, una sovrattassa del 15% sui capitali evasi e beneficiati dallo scudo e la riduzione del 20% delle spese militari, queste le proposte principali sul fronte delle entrate e di riduzione di spesa.

(Leggi il testo della “contromanovra” qui…)

La morte di Tersite

Nevio Gàmbula

“Dopo anni di solo teatro, torno alla poesia, a quello che è il mio cruccio permanente, la mia protesta in versi. E ci torno passando da quella che è stata la mia partecipazione al progetto àkusma, nato tra il 1999 e il 2000 e che è sfociato in incontri, discussioni, un convegno e una pubblicazione. Come scriveva Giuliano Mesa nella presentazione, l’obiettivo di Àkusma «coincide col suo stesso esistere come occasione di confronto, di dialogo fra alcuni autori che hanno accolto l’invito a reinterrogare insieme le ragioni e modi del loro scrivere e del loro agire. E’ la proiezione – in contatti, incontri, letture, e pagine stampate – del desiderio e della volonta’ di ricominciare dalle opere, dalle poesie, la cui conoscenza diretta e’ stata troppo spesso sacrificata al culto delle poetiche aggreganti, dei precetti teorici, al pregiudicante (e pre-testuale) incasellamento di un autore all’interno di una tendenza o contro di essa, nonche’ alla sua collocazione nel risibile e ultracompetitivo “mercato dei versi”». Continua a leggere La morte di Tersite

La crisi o la speranza

Il programma completo delle manifestazioni del decennale.

Dieci anni fa centinaia di migliaia di persone, giovani e adulti, donne ed uomini, di tutto il mondo si diedero appuntamento a Genova per denunciare i pericoli della globalizzazione neoliberista e per contestare i potenti del G8, intenti a convincere il mondo che trasformare tutto in merce avrebbe prodotto benessere per tutti.
Le persone che manifestavano a Genova erano parte di un grande movimento “per un mondo diverso possibile” diffuso in tutto il pianeta. Era nato a Seattle nel 1999 con una grande alleanza fra sindacati e movimenti sociali, e ancor prima nelle selve del Chiapas messicano. Nel gennaio 2001 si era incontrato nel grande Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre in Brasile che aveva riunito la società civile, i movimenti, le organizzazioni democratiche di tutto il mondo.

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