Archivi categoria: domenico pinto

Dalla vita di un fauno

Negli anni dal 1939 al 1944 l’impiegato Düring lavora per gli uffici del circondario di Fallingbostel, nella Brughiera di Luneburgo. Incatenato alla rupe di Prometeo delle sue mansioni, e costretto a dividere la propria vita tra le atmosfere naziste e una segreta rivolta dell’intelligenza, coltiva idee di fuga dalla famiglia – partecipe anch’essa dell’ipnosi collettiva – e dalla macchina dello Stato. Il «vedente» Düring, che deve suo malgrado «partecipare al gioco della mosca cieca», ottiene dal Landrat l’incarico di allestire un archivio storico per il circondario. È così che egli può tornare alla sua passione per i dati e le cifre, a cavallo di una bicicletta verso gli archivi di paesi e chiese, raggiungendo in questo modo la distanza apogea dal pianeta concentrazionario.

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La storia dei due gemelli

Hans Henny Jahnn

La storia dei due gemelli

     Nacquero due gemelli. Uno dopo l’altro abbandonarono in fretta il grembo materno. E si mostrò che erano più somiglianti di due oggetti della stessa forma. Crebbero. A distanza di una decina d’anni erano ancora più simili. Si assomigliavano come acqua limpida attinta secchio dopo secchio dallo stesso stagno. Avevano dato loro nomi dissimili. I nomi non erano riusciti a separarli. Il loro corpo aveva un unico scopo: emulare l’altro nelle sembianze. Poiché gli sforzi dell’uno e dell’altro si equivalevano, e il testimone passava da uno all’altro, nessuno dei due acquisiva un vantaggio. E giorno dopo giorno tutto concorreva ad un’uguaglianza sempre maggiore. Se uno si ammalava, l’altro non riusciva ad allontanarsi dal suo letto. Coloro che gli erano vicini presto compresero che le sostanze radunatesi per la crescita di una persona si erano scisse già nel grembo materno per versarsi nei due. Ma pochi anni dopo accaddero cose straordinarie. Sui banchi di scuola l’insegnante non riusciva a distinguerli. Li confondeva. Infatti era dotato solo di occhi e orecchie. Per strada li chiamavano col nome sbagliato. Si rassegnarono a rispondere anche al nome dell’altro.

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Ragna e Nils

Hans Henny Jahnn

    

C’era un giovane pescatore di nome Nils. Possedeva una bella nave libera da ipoteche. Una nave robusta in legno di quercia. Di rame e di ottone a bordo ve n’era moltissimo. Da ciò si poteva comprendere che i talleri tintinnanti nelle sue tasche non erano di latta. Nella cabina, sopra la cuccetta (quella superiore; in quella inferiore soleva dormire un ragazzo, un giovane timoniere), era attaccato un ricciolo di capelli rossi. Nils aveva una donna. Erano in cinque. C’erano cinque uomini sulla nave di Nils. Continua a leggere Ragna e Nils

L’orologiaio

Hans Henny Jahnn

«Apparse presso Rowohlt nel 1954, le 13 storie inospitali chiudono il cerchio delle opere narrative di Hans Henny Jahnn. Questi torsi di prosa ritagliati da Perrudja (1929) e dallo sterminato corpo di Fiume senza rive (1949-61) affidano alle carte una costellazione minima dei temi e delle ossessioni dell’autore. Baedeker di Atlantide, canzoniere ultimo e, insieme, per la sua natura testamentaria, maschera funebre dello stesso Jahnn, le Storie rappresentano l’ideale viatico a un continente inabissato.

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Blakenhof ovvero I sopravvissuti – di Arno SCHMIDT

Il vento, il vento : veniva a lunghi solchi, la testa bassa da bufalo trasvolava, sopra Brands-Haide, sopra la strada transitata, ad altezza di collina sopra nessuna foglia : poi si gettò nello spiazzo, sprizzando ghiaia fino a noi; tuttavia rimanemmo saldi, le braccia scarne avviticciate, Lore, io, Grete.

 

“… è formidabile la sua capacità di mescolare dati e personaggi assolutamente quotidiani e “volgari” con una vertiginosa riflessione sulla Storia e sul nazismo, sulla grandezza e inefficienza della cultura e dell’arte per contrastare i mali del mondo.”
(Goffredo Fofi)

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