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“Claustrofonia” di Doris Emilia Bragagnini

Enzo Campi

nota critica a: Doris Emilia Bragagnini  Claustrofonia (Giuliano Ladolfi Editore, 2018)

Derrida diceva: “se ne parla sempre per figure”, ma le nostre figure sono fatte di parole. Si fanno di parole, anche in senso allucinogeno se volete. Del resto una chiara impostazione onirica e una predisposizione all’artificio sono riscontrabili in molti passaggi dell’opera. Le figure della nostra autrice si costituiscono a partire da parole. Esistono, persistono e si dissolvono nelle parole. Continua a leggere “Claustrofonia” di Doris Emilia Bragagnini

Oltreverso

Oltreverso (il latte sulla porta )

Doris Emilia Bragagnini

[…] “Contro il silenzio e il rumore invento la Parola, libertà che si inventa e mi inventa ogni giorno”, scrive Octavio Paz, e la Bragagnini lo segue come una fedele allieva. La sua è una poesia solitaria, per solitari, spiriti aristocratici, che non cercano la complicità delle passioni, ma la lampada che ti guida all’ingresso del sogno, la bilancia che pesa la verità e il desiderio, l’osso fiorito per attraversare “un labirinto da tradurre / quella morsa attorno al collo/ come ciondolo di morte” (pag.73).

E’ la poesia della solitudine, dell’insonnia, della sterilità, della frammentazione, della disgregazione, della morte. Che non ha paura delle trappole, delle insidie, delle mani vuote, dei movimenti delle nubi, del tremore degli alberi, dello stupore dello spazio, degli assoluti, dell’eternità con i suoi angeli e demoni. L’inferno e il paradiso stanno già su questa terra. Nessuna chiesa, nessun partito, nessuna ideologia, e persino l’erotismo, il grande feticcio del nostro secolo freddo e crudele, salva dalla distanza, dalla dissolvenza, dall’autodistruzione […]

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