Archivi categoria: edmond jabès

Per il decennale di RebStein, 4

Giuseppe Zuccarino

Tre note su Jabès

 

Per Francesco Marotta, alias Reb Stein

     L’arte di domandare

     Nel 1963, Edmond Jabès pubblica Le Livre des Questions, destinato a dare avvio al ciclo di sette volumi che reca lo stesso titolo, e che costituisce la sua opera principale[1]. Può sembrare strano il fatto di porre un lavoro così insolito per la forma di scrittura adottata (che mescola poesia, prosa, aforisma e dialogo) all’insegna delle questions, ossia delle domande. Ma esistono, per una tale scelta, diverse spiegazioni. La prima è di ordine generale, legata proprio al fatto che si tratta di un’opera letteraria. Contrariamente al luogo comune secondo cui gli scrittori forniscono risposte agli interrogativi di fondo che animano o inquietano l’esistenza umana, vale piuttosto l’inverso, ossia che essi tendono a formulare ipotesi e a porre domande. Diceva giustamente Roland Barthes che «si può accordare alla letteratura un valore essenzialmente interrogativo; la letteratura diviene allora il segno (e forse l’unico possibile segno) di quell’opacità storica in cui viviamo soggettivamente; […] la verità della letteratura è al tempo stesso l’impotenza a rispondere alle domande che il mondo si pone sulle sue disgrazie, e il potere di porre interrogativi reali, domande totali, la cui risposta non sia già presupposta, in un modo o nell’altro, nella forma stessa della domanda»[2]. Continua a leggere Per il decennale di RebStein, 4

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Tutte le parole del libro

Giuseppe Zuccarino
Edmond Jabès

La Bibliothèque nationale de France rende omaggio ad Edmond Jabès, nel centenario della nascita, con un’esposizione di volumi e documenti. La sede è senza dubbio la più adatta, visto che a questa grande biblioteca parigina lo scrittore aveva nel 1990, ossia l’anno prima della morte, fatto dono dei propri manoscritti. In occasione della mostra, appare anche un piccolo catalogo: Edmond Jabès . ( ), a cura di Aurèle Crasson e Anne Mary (Paris, Hermann, 2012). La stranezza grafica del titolo ne imita un’altra: il più famoso dei vari cicli di opere jabesiani, Le Livre des Questions, si concludeva infatti con un volume dal titolo anomalo, costituito da un punto e da un sottotitolo fra parentesi, • (El ou le dernier livre). L’autore stesso lo spiegava facendo riferimento all’idea dei kabbalisti secondo cui «Dio, El, per rivelarsi, Si manifestò attraverso un punto». Continua a leggere Tutte le parole del libro

Il libro delle somiglianze

Edmond Jabès

Edmond Jabès è uno dei più importanti scrittori di lingua francese del Novecento. Nato al Cairo nel 1912, nel 1955, in seguito alle leggi antiebraiche promulgate da Nasser, si trasferisce a Parigi dove muore nel 1991. Continua a leggere Il libro delle somiglianze

Il gioco e la metamorfosi. Su Francis Bacon

Michel Leiris
Edmond Jabès

[Nota del traduttore] Le grand jeu de Francis Bacon (1977) era la prefazione al catalogo di una mostra di Bacon alla Galerie Claude Bernard di Parigi, poi ripresa in M. Leiris, Bacon le hors-la-loi, Paris, Fourbis, 1989, pp. 7-26. La presente traduzione è già apparsa in «Arca», 5, 2000, pp. 105-109. Les métamorphoses de Bacon è un testo del 1977, ripreso in E. Jabès, Un regard, Montpellier, Fata Morgana, 1992, pp. 23-25. [Giuseppe Zuccarino]

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V’erba

Edmond Jabès


Tout devenir se fonde sur un inconnu qui,
une fois connu, devient aussitôt mystère initial.
Le futur ne serait que l’ignorance d’un passé à découvrir.
Cette ignorance est le vrai savoir tragique dans la nuit,
entre les étoiles, ses chemins royaux.
Reste à atteindre cette nuit.

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Scritti su Edmond Jabès (I) – di Giuseppe Zuccarino


(
Luisella Carretta, Miraggi, 2001)

                   Il Libro e i libri

(Tratto da: Giuseppe Zuccarino, Il dialogo e il silenzio, Campanotto Editore, “Le Carte Francesi”, Pasian di Prato (UD), 2008.)

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LEOPARDI e JABÈS (III) – di Alberto FOLIN


(Pablo Picasso, Le repas de l’aveugle, 1903)

Tratto da: Edmond Jabès. Alle frontiere della parola e del libro, cura e traduzione di Alberto Folin, Padova, Casa Editrice Il Poligrafo, “Saggi”, 1991 (Ed. orig.: Écrire le livre: autour d’Edmond Jabès, Seyssel, Editions Champ Vallon, 1989)

[La prima parte qui, la seconda qui.]

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LEOPARDI e JABÈS (II) – di Alberto FOLIN

edmond-jabes

Tratto da: Edmond Jabès. Alle frontiere della parola e del libro, cura e traduzione di Alberto Folin, Padova, Casa Editrice Il Poligrafo, “Saggi”, 1991 (Ed. orig.: Écrire le livre: autour d’Edmond Jabès, Seyssel, Editions Champ Vallon, 1989)

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LEOPARDI e JABÈS (I) – di Alberto FOLIN

LA FIGURA DEL SILENZIO NELL’IMMAGINARIO MODERNO: LEOPARDI E JABÈS

Tratto da: Edmond Jabès. Alle frontiere della parola e del libro, cura e traduzione di Alberto Folin, Padova, Casa Editrice Il Poligrafo, “Saggi”, 1991 (Ed. orig.: Écrire le livre: autour d’Edmond Jabès, Seyssel, Editions Champ Vallon, 1989)

(Introduzione)

     Potrebbe sembrare strano che due scrittori così lontani tra loro nel tempo e nella formazione culturale, come Leopardi e Jabès, vengano posti a raffronto, in rapporto a una stessa «figura» ampiamente ricorrente nell’opera di ambedue, quale è quella del silenzio. Certo, un accostamento del genere è senz’altro indebito, qualora lo si intenda sul piano di una filiazione. Non esiste rapporto diretto tra l’opera di Jabès e quella di Leopardi, sia perché essi hanno attinto a fonti completamente diverse, sia perché – sul piano strettamente storiografico – essi vivono in aree differenti spazialmente e cronologicamente.
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Edmond JABÈS nella lettura di Antonio PRETE

L’esilio dal libro – di Antonio Prete

Passaggio al libro

La scrittura di Jabès è un’esegesi che muove non dal libro, ma dalla sua mancanza, non dal senso, ma dalla sua indecifrabilità, non dal volto di Dio, ma dalla sua assenza. Assenza che ha consegnato l’uomo alla lotta con il dolore, con la sparizione, con il vuoto.
    Scrittura come allegoresi di una speranza e di una ferita. Questa separazione e questa ferita aprono un varco tra la lettera e il senso. Il senso si allontana verso quel confine dove la sabbia, il silenzio, la cenere, sono le sole linee di un paesaggio traversato dal vento del nulla. E la lettera modula, nella sua metamorfosi, nel suo divenire, nel suo disperdersi, la possibilità che un nome, tra infiniti nomi, raccolga l’eco del primo Nome. Continua a leggere Edmond JABÈS nella lettura di Antonio PRETE

Della solitudine come spazio di scrittura – di Edmond JABÈS

E. Jabès

Della solitudine come spazio di scrittura

(Tratto da: Edmond Jabès, Il libro della sovversione non sospetta (Le petit livre de la subversion hors de soupçon, 1982), traduzione di Antonio Prete, Milano, Feltrinelli, “Impronte”, 1984, pg. 43-48).

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