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Sul culto della personalità: Stalin e Charms

In un tempo in cui sorgono spontanei interrogativi su quali risorse abbia il linguaggio per smascherare la menzogna del potere – se esista una logica, una parola capace di scardinare l’assurdità della manipolazione dei fatti – diventa necessario più che mai ascoltare la voce di chi ha saputo decostruire il linguaggio del tiranno per tentare di demolirlo, al costo della propria vita.
Riporto in traduzione dal russo il recente articolo dello scrittore Vladimir J. Aleksandrov sul linguaggio di Daniil Charms. Il testo è tratto dal sito https://artifex.ru e si colloca all’interno di un’ampia serie di riflessioni dedicate alla patafisica(1).
Pur estrapolato dal contesto originario e privato dei rimandi ai testi che lo precedono, l’articolo mi è parso attuale anche per il lettore italiano. (Elena Corsino)

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Per il decennale di RebStein, 20

Elena Corsino

da:
A spalancato silenzio
(inediti)

 

Corpi d’intorno stanno
in conchiglia destini
di vuoto
e di madreperla,
percorsi
di midollo, sangue:
materia di buchi
e di commiati.

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Post war city

Fori

Elena Corsino

BY AIR POST

Solo la luce rimane nella post war city
dove non sai come fanno le cicale
a cantare nella canicola del traffico
borghese dell’eternal city war.
La dorata luce arancio sul cielo
affumicato d’asfalto dalla gente –
Love, my dear, from Rome
delle olgettine, delle suorine dal velo
nero, non il hijab, ma il velo nero
del post Ior Vatican rape.(*) Continua a leggere Post war city

Sull’opera “Il compito terreno dei mortali”

Elena Corsino

Sull’opera
Il compito terreno dei mortali
di Flavio Ermini

Prefazione di Vincenzo Vitiello
(Milano-Udine, Mimesis Edizioni, 2010)

 

E sotto il cielo fugace del purgatorio
Noi dimentichiamo spesso che
La custodia celeste e gioiosa
È la casa terrena che si distende.

Osip Mandel’štam(1)

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