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Emilio Coco, Inediti da “La casa”

Nella zona più buia della casa
dove le tapparelle sono sempre abbassate
e le luci del grande lampadario
in falso stile inglese vittoriano
è da anni che si sono fulminate
e nessuno si è preso mai la briga
di sostituire con le nuove a led
le nere lampadine a tortiglione
troneggianti sui bracci con doratura a foglia
che farebbero gola
ai fanatici amanti del vintage.

In questa stanza di quaranta metri
che funge ancora da salotto e studio
anche se ormai non v’entra più nessuno
si aggira traballante un uomo solo
cercando compagnia tra i vecchi libri
che piangono l’assenza di una mano
sul dorso o tra le pagine.
Quasi a chiedere scusa, allunga le sue dita
a tastare la pelle raggrinzita
dei classici Aguilar, li sfiora a uno a uno,
quei corpi inerti, che più non sobbalzano
alle folli lanciate del cavaliere errante.

Senza profferire una parola
accosta il petto allo scaffale e cinge
in un unico abbraccio incontenibile
tutti e trenta i volumi.
Resta così finché viene distratto
da un brusio di passi alle sue spalle,
volge lo sguardo e scorge Dulcinea
splendente come rosa,
in abito di schiuma vaporosa
coi capelli che indorano
la sua svelta figura.

Un’alchimia di luci e di colori
riempie la sala mentre la donzella
stringe il suo cavaliere contro il seno.
Si spengono le luci e nuovamente il buio
ogni cosa ricopre col suo velo
nella mia stanza triste di poeta.

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Hjalmar Flax, IL ricordo del sogno

Traduzione di Emilio Coco


Un cierto despertar

Esta mañana de metales mórbidos
la brisa duerme. El humo de las fábricas
inserta el horizonte
de inmensas rosas malvas deshojadas.

Pero mi corazón está tranquilo.
La noche le rindió sus apagadas
distancias, sus luceros
iluminaron besos y miradas.

Se levantan los ruidos. Resplandece
el sol de la ciudad.
La brisa duerme aún y malvas rosas
adornan las montañas.

No alzaré las cortinas. Ella duerme
y el recuerdo del sueño dura en mí.

Un certo risveglio

Questa mattina di metalli morbidi
la brezza dorme. Il fumo delle fabbriche
intreccia l’orizzonte
con immense rose malva sfogliate.

Ma il mio cuore è tranquillo.
La notte gli ha consegnato le sue spente
distanze, le sue stelle
hanno illuminato baci e sguardi.

Si alzano i rumori. Risplende
il sole della città.
La brezza dorme ancora e rose malva
ornano le montagne.

Non alzerò le tende. Lei dorme
e il ricordo del sogno dura in me.

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