Archivi categoria: filosofia

Nancy e Hantaï

simon-hantai Giuseppe Zuccarino

Scrivere tra le pieghe. Nancy e Hantaï

Tutto inizia con un duplice paradosso. Da una foto scattatagli da Antonio Semeraro nel 1994, il pittore Simon Hantaï ritaglia un particolare (che mostra le ginocchia, sformate e impolverate, dei propri pantaloni) e lo glossa sul retro con la scritta: «Ho passato la vita a quattro zampe. Scultura fatta dal corpo (Duchamp). Autoritratto, dunque» (Nancy, 2000, figura 13 e p. 9; tr. it. p. 108). Se già questa, come immagine o sineddoche di sé, appare sorprendente, non lo è meno l’inclusione del particolare fotografico in un libro del filosofo Jean-Luc Nancy dal titolo Le Regard du portrait, accanto ad altre riproduzioni, quasi tutte di ritratti o autoritratti tradizionalmente intesi. Certo, considerando che il pittore ungherese ha dipinto gran parte delle proprie tele non su un cavalletto ma appoggiandole sul pavimento dell’atelier, si capisce in quale senso egli possa vedere nel dettaglio della foto un’immagine eloquente di se stesso. Da parte sua, Nancy prende sul serio tale definizione di ‘autoritratto’ perché si rende conto che, nell’arte contemporanea, la centralità dello sguardo della persona raffigurata si perde spesso a favore di più indirette rappresentazioni del soggetto, o di nuovi e imprevisti trattamenti «del sub e del getto (del supporto e della pittura)» (p. 83; tr. it. p. 64).

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Char e Heidegger

rene-char-e-martin-heidegger

Giuseppe Zuccarino
Una strana amicizia. Char e Heidegger

     Dal 27 agosto al 4 settembre 1955 si tiene a Cerisy-la-Salle un convegno, organizzato da Jean Beaufret, dal titolo Qu’est-ce que la philosophie? Autour de Martin Heidegger, con la presenza del filosofo tedesco. Ricordiamo che Beaufret è all’epoca il principale diffusore del pensiero heideggeriano in Francia, nonché il destinatario della Lettera sull’«umanismo». Preparandosi al viaggio, Heidegger esprime un desiderio: «Sarei molto lieto di fare conoscenza con Georges Braque e René Char». C’è da chiedersi come egli sia entrato in contatto con l’opera del poeta francese. A fare da tramite è stato probabilmente Roger Munier, amico e traduttore del filosofo. Infatti due anni prima egli aveva indirizzato a Char una lettera in cui chiedeva: «Accetterebbe che io scriva di lei a Heidegger? Mi sembra che, se la conoscesse, riconoscerebbe in lei uno di quei “pensatori essenziali” le cui intuizioni raggiungono le proprie. Heidegger allea sempre “die Denkenden und die Dichtenden”, i “pensatori e i poeti”, in una medesima stima. Penso che sarebbe felice e onorato di ricevere i suoi libri».

(Leggi l’intero saggio su Philosophy Kitchen)

Il mondo nella scrittura

g-zuccarino-prospezioniMarco Ercolani

IL MONDO NELLA SCRITTURA
I libri di Giuseppe Zuccarino

Un’impresa chimerica

     Da L’immagine e l’enigma (Genova, Graphos, 1998) a Critica e commento. Benjamin, Foucault, Derrida (ivi, 2000), da Percorsi anomali (Udine, Campanotto, 2002) a Il desiderio, la follia, la morte (ivi, 2005), da Il dialogo e il silenzio (ivi, 2008) a Da un’arte all’altra (Novi Ligure, Joker, 2009), da Note al palinsesto (ivi, 2012) a Il farsi della scrittura (Milano-Udine, Mimesis, 2012) fino al più recente Prospezioni (ivi, 2016), la ricerca di Zuccarino si frastaglia, si affina, si cesella nella forma del saggio e nell’esercizio della traduzione (da Mallarmé a Bataille, da Klossowski a Blanchot, da Caillois a Barthes). Continua a leggere Il mondo nella scrittura

Frammenti d’esilio, 13

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Questo dovevo dirvi. È in una sera
dipinta sulla seta che vi lascio…
Vittorio Bodini

 

frammento 13

401. Eh no, amico Kiarostami, se noi fossimo sempre consapevoli del fatto che ogni attimo computato sull’orologio ci avvicina di quell’attimo alla morte, non potremmo, letteralmente non potremmo vivere, impazziremmo per il panico del senso che diventerebbe imprendibile alla mente e della mancanza di tempo che verrebbe giustamente percepita come inarrestabile. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 13

Sconfinamenti

PHILOSOPHY KITCHEN

Samuel Beckett Georges Bataille Pierre Klossowski, 1 Maurice Blanchot, 1

Giuseppe Zuccarino
Quattro Sconfinamenti

Blanchot e i filosofi di Thomas
Sulla teoria dell’opera pittorica in Klossowski
Fisiologia fantastica. Bataille e Descartes
Fare l’immagine. Deleuze su Beckett

Frammenti d’esilio, 11

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Stamane
per la prima volta dopo lungo
tempo di nuovo la gioia di
immaginare un coltello girato
nel mio cuore.
Franz Kafka

frammento 11

336. In che cosa consiste il piccolo? Il piccolo evento, la piccola idea, il piccolo racconto? La micrologia finisce per disperdere l’osservatore, che non riesce più a raccogliere tutto ciò che vede sotto un solo orizzonte, e questo lo inquieta, in qualche caso lo spinge a non accontentarsi, in molti altri lo deprime, poiché la mancanza di una qualche solidità d’orizzonte viene subito identificata con l’insensatezza. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 11

Frammenti d’esilio, 10

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Pel di Carota, vista persa la giornata,
non tenta più di divertirsi.
Ha perso una bella festa.
I rimpianti sono in cammino.
Li aspetta.
Solitario, indifeso, lascia venire
la noia, e la punizione applicarsi da sé.
Jules Renard

frammento 10

306. Questa è l’immagine: «Quel giovane davvero non è capace di godere dell’attimo presente, rimanda alla memoria di quell’attimo la gioia che gliene potrebbe venire ora, e non sa ancora che il godimento dell’oggi e la gioia del ricordo sono due forme del sentire benessere ben diverse. Andrebbero d’accordo se fossero vissute ambedue, ma quando si differisce la prima sovrapponendola alla seconda si falliscono ambedue i bersagli, e si diventa degli infelici cronici. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 10

Frammenti d’esilio, 9

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Sì, catena di giorni che s’affolla
addensa l’esperienza
del soffrire.
Sofocle

 

frammento 9

275. Puoi dire di conoscere una persona solo dopo che l’hai vista nuda nelle sue manifestazioni affettive negative, per esempio quando è adirata, o quando si annoia, o quando mette in evidenza le differenze nel comportamento rispetto a quello che sembrava il suo modo d’essere con gli altri, con te, e rispetto alle tue aspettative generali quando ti immagini la persona giusta sulla tua misura di carattere e di gusti. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 9

Frammenti d’esilio, 8

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Ogni uomo cammina e non sa
se ha principiato o finito
se va da sua madre da sua figlia o dall’amata
se sarà giudice o imputato
se evaderà, se è già scampato:
non lo sa.
Giorgio Seferis

frammento 8

243. E’ possibile compilare una storia della filosofia occidentale per coppie oppositive concettuali di questo tipo: molti/uno, parte/tutto, parte/intero, finito/infinito, fenomeno/noumeno, apparente/inapparente, diversità/identità, disordine/ordine, dicibile/ineffabile, ecc, e anche: dire/mostrare, uomo/oltreuomo ecc. In queste coppie il primo elemento guarda in faccia il secondo e vi trova il suo senso, e il secondo è dunque il luogo del senso. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 8

Frammenti d’esilio, 7

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

La poesía substituye,
la palabra substituye,
el hombre substituye,
los vientos y las aguas substituyen…
la derrota se repite a través de los tiempos
¡ay, sin remedio!
Álvaro Mutis

frammento 7

203. Per quanto logorante possa essere il contatto continuato ed eccessivo coi propri simili, per quanto detestabile sia anche la sola idea di una perfetta solitudine, è fuor di dubbio che noi abbiamo bisogno, rispetto al logorio, di vedere e sentire tutti i giorni degli esseri umani, possibilmente amandone la presenza (ma questo è già chiedere troppo, se non si è riusciti a restare inseriti nelle formule relazionali istituzionali e codificate) e, rispetto all’isolamento, di raggiungerlo per qualche tempo Continua a leggere Frammenti d’esilio, 7

Quaderni delle Officine (LXIII)

Quaderni delle Officine
LXIII. Novembre 2015

quaderno part_ b_n

Giuseppe Zuccarino

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Due immagini-chiave per Quignard (2015)
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