Archivi categoria: giancarlo pontiggia

Il moto delle cose

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Giancarlo Pontiggia
Il moto delle cose
Lo specchio Mondadori, Milano 2017

Terza raccolta di poesie per Giancarlo Pontiggia in venti anni. Il rigore del tempo è dalla sua almeno quanto la cesellata formazione dei versi. Che non s’intenda come sviamento o ostruzioni delle attitudini percettive. Il suo rapporto, e l’intrattenimento, con la lingua non ammette interruzioni, ma legami di cui ci si nutre attraverso il punto di vista della verità. Assunta come scelta decisiva verso un mistero, o una visione improvvisa che sorga dal vuoto, da indagare (“È notte, sei / tra le cose del mondo, le cose / solide, vaganti, che si sfanno / in altre cose: cose / su cose…”). È un fatto che i suoi versi indaghino il pensiero che arriva dal profondo, e quasi sempre da un nodo temporale agguantato: notte, sera, ora albale o crepuscolare. Queste sono zone dove l’arcano comincia a distinguersi sull’orizzonte. E verso quel luogo lo sguardo di Pontiggia si rivolge, attento poi a dirigere la propria voce all’ascoltatore giusto. Continua a leggere Il moto delle cose

Annunci

Dentro la vita – Angelo FERRANTE

Angelo Ferrante

Giunto alla sua ottava raccolta, Angelo Ferrante si rivela come uno dei pochi poeti contemporanei capaci di coniugare un lirismo alto, di ascendenza leopardiana (e non solo il Leopardi idillico, ma anche quello, più severo, dei Canti di Aspasia), con un’intensa passione civile – spesso nutrita di toni aspri e polemici, ma anche di una tormentosa e umanissima pietas -, di ascendenza questa volta pasoliniana (e non a caso sotto il segno, anche stilistico, di Pasolini è posta tutta la seconda parte della raccolta).
    Poeta lirico e morale, alieno da ogni forma di minimalismo e di intimismo, Ferrante – come già dicono le programmatiche quartine dell’esordio – si pone dunque dinanzi all’opera del tempo, cosmico e umano, nella duplice attitudine di chi vuole contemplarne, foscolianamente, “l’orme / che vanno al nulla eterno”, ma anche di chi non vuole disperdere le memorie storiche: il linguaggio dell’idillio potrà allora fondersi con le crudezze del lessico quotidiano; il mondo della natura con quello della città; la tenerezza con la rabies; la nostalgia per la giovinezza troppo lontana con la fermezza di uno sguardo lucidamente puntato sul nostro presente. Continua a leggere Dentro la vita – Angelo FERRANTE