Archivi categoria: giorgio manganelli

Resurrezione annunciata

Ma poi, esiston davvero codesti fatti? Era forse, e più semplicemente, l’omonima, anonima “casa”? O non più tosto “la vasta, infinita casa deserta, dove tutti possono trovare amica accoglienza”?

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Quaderni delle Officine (XLIII)

Quaderni delle Officine
XLIII. Maggio 2014

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Luigi Sasso

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Dittico per Giorgio Manganelli (2001, 2003)
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Esisteva un tempo in cui non c’era letteratura

Giorgio Manganelli

     Esisteva un tempo in cui non c’era letteratura. Oh, non fu un tempo lungo. Diciamo tra i diecimila e tremilioni di anni. Il tempo per la terra di cambiare il trucco tre volte, andare due volte a teatro, cinque al cinema, e iniziare una analisi. Riesco ad immaginare un tempo senza auto, senza locomotive, senza bandiere, primi ministri, preti, zoo, valige ventiquattrore, televisione e dischi microsolco, ma non riesco ad immaginare un mondo, un tempo, una serie, un rosario di generazioni senza letteratura. Non posso non considerare che quegli uomini, quelle donne, avevano assolutamente tutto per fare della letteratura: avevano parole, cimiteri, esclamazioni, malattie, fame, incertezza del domani, fuoco caldo, fuoco ustionante, innamoramenti e disamori, famiglie e adulteri, aborti e stragi, ma non potevano avere la letteratura. Mancavano di cose vilissime che si possono comprare in una tabaccheria; ma i nostri antenati, i pre-Agatha Christie, non avevano tabaccherie. Continua a leggere Esisteva un tempo in cui non c’era letteratura

Manganelli, ascoltatore maniacale

Rosa Pierno

Nel delizioso libretto, “Giorgio Manganelli, ascoltatore maniacale“, pubblicato dalla casa editrice Sellerio (2001), Paolo Terni raccoglie i testi di quattro trasmissioni radiofoniche, ideate insieme a Manganelli, e ci consente di entrare nel vivo dell’esperienza di ascolto di uno fra i più originali scrittori del Novecento italiano. La musica, nella cultura italiana già di per sé patente, soffre in maggior misura e le parole di Paolo Terni denunciano, inoltre, il confinamento della disciplina in ambiti chiusi e inaccessibili: vi è “la reale incapacità di far ascoltare, direttamente, il linguaggio della musica, il suo dire di per sé” anche da parte degli stessi “operatori culturali”. La volontà di abbattere questo muro creatosi intorno alla musica conduce Terni all’ideazione di un ciclo di trasmissioni radiofoniche in cui uomini di cultura vengono invitati a parlare del loro rapporto con l’ascolto musicale.

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Dall’inferno

Giorgio Manganelli

     Secondo ragione, dovrei ritenere d’esser morto; e tuttavia non ho memoria di quella lancinante decomposizione, l’opaca decadenza corporale, né delle smanie interiori, terrori e speranze, che dicono accompagnino il percorso verso la morte; ma sì rammento una tal quale aridità e del corpo e della mente; una neghittosità taciturna, un continuato distogliermi da pensieri gravi, per indugiare su immagini tra povere e sordide, quasi giocherellassi con le sfrangiate nappe dei miei terrori. Una pigrizia fonda, e la tenace riluttanza ad una persistita esistenza in luoghi sempre più estranei. Ma non dolore del corpo, e se i gesti mi si facevano via via più angusti, non veniva se non da una mia ripugnanza a muovermi, ad agire nel mondo. Né rammento gesti violenti contro di me: non mi sono suicidato. Continua a leggere Dall’inferno

Omaggio a Giorgio Manganelli (II)

Giorgio Manganelli

Un libro non si legge; vi si precipita; esso sta, in ogni momento, attorno a noi. Quando siamo non già nel centro, ma in uno degli infiniti centri del libro, ci accorgiamo che il libro non solo è illimitato, ma è unico. Non esistono altri libri; tutti gli altri libri sono nascosti e rivelati in questo. In ogni libro stanno tutti gli altri libri; in ogni parola tutte le parole; in ogni libro, tutte le parole; in ogni parola, tutti i libri. Dunque questo ‘libro parallelo’ non sta né accanto, né in margine, né in calce; sta ‘dentro’, come tutti i libri, giacché non v’è libro che non sia ‘parallelo’.

[Nel ventennale della scomparsa, un omaggio alla figura e all’opera di Giorgio Manganelli, uno dei più geniali autori della letteratura italiana del Novecento. Di seguito, la seconda parte di un’intervista esclusiva alla figlia Lietta, curata da Alessandra Pigliaru, e una “iperbolica, cronica cronachetta” di Giovanni Campi.]

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Omaggio a Giorgio Manganelli (I)

Giorgio Manganelli

Un libro non si legge; vi si precipita; esso sta, in ogni momento, attorno a noi. Quando siamo non già nel centro, ma in uno degli infiniti centri del libro, ci accorgiamo che il libro non solo è illimitato, ma è unico. Non esistono altri libri; tutti gli altri libri sono nascosti e rivelati in questo. In ogni libro stanno tutti gli altri libri; in ogni parola tutte le parole; in ogni libro, tutte le parole; in ogni parola, tutti i libri. Dunque questo ‘libro parallelo’ non sta né accanto, né in margine, né in calce; sta ‘dentro’, come tutti i libri, giacché non v’è libro che non sia ‘parallelo’.

[Nel ventennale della scomparsa, un omaggio alla figura e all’opera di Giorgio Manganelli, uno dei più geniali autori della letteratura italiana del Novecento. Di seguito, la prima parte di un’intervista esclusiva alla figlia Lietta, curata da Alessandra Pigliaru, e una riflessione di Enzo Campi.]

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Modi e nodi del trattato in Manganelli

Giuseppe Zuccarino

Modi e nodi del trattato
in Manganelli

Antiromanzi

     Remoto e spaesato all’interno del sistema letterario contemporaneo: tale deve necessariamente apparire un testo narrativo che assuma in questo secolo la forma desueta del trattato. È il caso di due tra le opere più singolari e rilevanti di Manganelli, vale a dire Hilarotragoedia e Nuovo commento(1). In questa provocatoria riesumazione di un genere che in ambito letterario può dirsi senz’altro defunto (mentre sopravvive semmai, in modi diversi, nella pratica del discorso scientifico) si può agevolmente sospettare un’intenzione ironica o polemica. E nel gesto manganelliano sono riscontrabili, in effetti, entrambe queste componenti. Continua a leggere Modi e nodi del trattato in Manganelli