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Peripezia

Giorgio Stella

Peripezia, cosa troppo
assurda per i mortali –
il vuoto opprime la lunghezza
del buio, fiore che sboccia
per seminare terre –
il mio testamento esplode
nel silenzio, solamente sulla propria
lapide lo si potrebbe scrivere
prima di morire

‘la paura dell’orrore
lo colse nel suicidio delle ore’

banale se non conoscono te –
chi ha spento la luce?
chi ha verniciato la stanza
che non ha pareti?
oh madre mia!
come foto
mettici quella d’identità…
riesumatemi,
mi riconoscerete

DOPO LE COSE

Dorata[mente]

Giorgio Stella

Lo smalto generale
Prevederebbe
Una rapina nell’apostrofo
Di un supposto atlante - 
Vaso di regina
Piega la forma in 
Cesso di plastica per i manovali
Di cui l’acqua calda d’estate
È fredda - [ io] con loro
Ho condiviso solamente le stoviglie
Mai il companatico
Coi caschi gialli in mano rosa -
Rotta chi trema la freme
Diagonale al puro 
Respiro di una dote di procura
Dal sud al nord - 
Le fedi vendute nelle morti
Degli sposi che carta da culo
D’identità ricicla quel futuro 
addirittura funerali di stato

Leggi l’intero poemetto

DORATA[MENTE]

Non si sveglia chi muore

Giorgio Stella

Non si sveglia chi muore
Non si deve svegliarlo
La palude è attesa con le ali –

Mi sono fatto i tarocchi da solo
Una miriade di bicchieri
E bottiglie
Ridotti a vetri rotti –
E poi ridotti
Ad essere ricomprati
Da chi non li ha mai avuti –

L’asso di gesso
Pietra mi passa –
Sono nubi
Nere sui palazzi bianchi.

[Roma, notte di Natale 2020]

Aspasia tarocca (e altri versi)

Giorgio Stella

ASPASIA TAROCCA

L’ultima volta che vidi il cielo
era il raggio del cerchio
a reggere la notte [ ]
[con] l’uniforme della stagione
[con] la pistola della morte –
i diritti dell’uomo sono
diritti privati, tra l’occidente
e la terra che avviene
nelle chiese di Dio, a oriente
del [proprio] essere niente – Continua a leggere Aspasia tarocca (e altri versi)

Nel luogo del dolore

Giorgio Stella

ora tu aspetta,
aspetta che le mani

passino sul volto,
sul volto tuo

per poterti levare via
la maschera da morto –

la vita che si trasforma fino
a farti diventare ombra

ha reso possibile
la matrice del calco

di pelle, l’amore
nel luogo del dolore,

la carità nell’aria
che respira

il feto dell’anima

(Tratto da Controsfinge (e altri poemetti),
di prossima pubblicazione in
“Quaderni di RebStein”, LXXIX, sett. 2020)

Brace di porcellana

Giorgio Stella

Brace di porcellana

[Tratto da: Cinque poemetti .II.
di prossima pubblicazione in
“Quaderni di RebStein”, LXXVII, aprile 2020]

 

– 1 – Il parco dei giochi è per i bambini morti –
batte la mirra di seta la tela della conchiglia
col cuore dello stupro nell’amplesso di seta.
Vola bassa dal poligono al miraggio
La eco della foglia radice di mare

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