Archivi categoria: giuseppe panella

Le immagini della poesia

giovan battista mazzucco

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In memoria di Giuseppe Panella

E’ venuto a mancare nella giornata di ieri il Professor Giuseppe Panella.
La Dimora del Tempo Sospeso ricorda con grande commozione lo studioso e l’amico.

Su Retroguardia, il sito che gestiva insieme a Francesco Sasso, potete trovare parte della notevole mole di studi e di contributi critici che la sua intensa attività ha prodotto nel corso degli anni.
Su questo blog i saggi che ci ha generosamente concesso di pubblicare.

Come i corpi le cose

Pasquale Vitagliano

Pasquale Vitagliano

[…] Il terzo tentativo di Vitagliano si riconnette esattamente a quello che lo ha preceduto ma il tono il passo e l’impegno di scrittura sembrano assai diversi.
Subentra la critica di costume e l’impegno civile si rivela qualcosa con cui bisogna in ogni modo riuscire a fare i conti. Molti dei testi contenuti nella raccolta, infatti, trattano temi di frontiera e sono frutto dell’osservazione di cambiamenti spesso profondi nella cultura italiana (soprattutto di quella meridionale).
[…] Non si tratta comunque di una conversione di Vitagliano alla poesia civile di taglio neorealista quanto della riconversione di certi temi già presenti nei suoi libri precedenti in un’ottica di oggettività descrittiva (il che certamente non esclude la presenza e l’impatto forte con la soggettività). I luoghi e le situazioni rappresentano pur sempre un “paesaggio dell’anima”.
Non si tratta, infatti, di una protesta contro un mondo pietrificato nella sua presenza di sempre quanto la volontà di rappresentare in essi la scarnificazione dei corpi e la trasformazione degli oggetti in una sorta di inquietante materia vivente (come in un romanzo di William S. Burroughs). Continua a leggere Come i corpi le cose

Due commenti ai “Sonetti dolenti e balordi”

Kitez

Lucetta Frisa
Alessandra Paganardi
Giuseppe Panella

Lucetta Frisa Sonetti dolenti e balordi, prefazione di Francesco Marotta, Piateda (SO),CFR Edizioni, 2013.

Lucetta Frisa fa parte della non affollata schiera di poeti per i quali la forma chiusa non è un espediente dotto, ma un luogo naturale d’ispirazione: hortus conclusus, ma anche binario entro cui incanalare una cultura vasta e profonda. Perché la Frisa, coerentemente con il fatto di essere una scrittrice dinamica e vitale, non è soltanto poeta: è storica, studiosa di misticismo, attenta ai meccanismi sottili della mente e alle frontiere sempre impalpabili fra arte e follia. Continua a leggere Due commenti ai “Sonetti dolenti e balordi”

Rifrazioni del sublime

Giuseppe Panella
[Retroguardia]

“Il Sublime è la linea d’ombra della teoria estetica – come quella che attende ciascun marinaio all’Equatore, essa attende pazientemente che le teorie del Bello incappino in qualche punto debole, in una falla, in una dimentica beanza di sé.”

 

Rifrazioni del sublime.
Dall’orrore al grottesco.

«Sublime. Termine designante un tipo di esperienza estetica – fatta oggetto di ampia discussione – che è distinta da quella di bello. Nell’estetica contemporanea ogni riferimento al sublime è da tempo caduto in disuso. Già Benedetto Croce negava a questo concetto una genuina valenza estetica, ravvisando in esso un esclusivo riferimento morale; ma neppure in questa sede la filosofia del nostro secolo ha ritenuto opportuno riservare al sublime sviluppi concettuali nuovi o fecondi». (Enciclopedia Garzanti di Filosofia)

«Rifrazione. Deviazione dei raggi luminosi, rispetto alla direzione originaria, che si verifica sulla superficie di separazione di due mezzi otticamente diversi quando i raggi passano dal primo al secondo mezzo».
(Enciclopedia Europea Garzanti)

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Il tempo immobile e tremendo di Mario Benedetti – di Giuseppe Panella

[RETROGUARDIA]

giovan battista mazzucco

La gloria dell’uomo, allora, consiste nel resistere al tempo che vorrebbe “fiaccarne” le risorse esistenziali e comprendere che c’è qualcosa di più oltre la semplice e compiutamente raffigurabile espressione dell’esistenza che egli porta a compimento nel corso della sua via verso il futuro prossimo: anche l’eternità è fatta di giorni, di ore, di minuti e si ritrova dovunque, in qualsiasi luogo.

 

Il tempo immobile e tremendo di Mario Benedetti.

«Or, perché umana gloria ha tante corna,
non è mirabil cosa s’a fiaccarle
alquanto oltra l’usanza si soggiorna;
ma quantunque si pensi il vulgo o parle,
se ‘l viver vostro non fusse sì breve,
tosto vederesti in fumo ritornarle. –
Udito questo, perché al ver si deve
non contrastar ma dar perfetta fede,
vidi ogni nostra gloria al sol di neve;
e vidi il Tempo rimenar tal prede
de’ nostri nomi, ch’io gli ebbi per nulla,
benché la gente ciò non sa né crede:
cieca, che sempre al vento si trastulla»

(Francesco Petrarca, Triumphum Temporis)

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Elogio della lentezza. Paul Valéry e la forma della poesia – di Giuseppe Panella

[RETROGUARDIA]

richter_valery

ELOGIO DELLA LENTEZZA. Paul Valéry e la forma della poesia.

«La calma nell’azione. Come una cascata diventa nella caduta più lenta e sospesa, così il grande uomo d’azione suole agire con più calma di quanto il suo impetuoso desiderio facesse prevedere prima dell’azione.»

(Fredrich Nietzsche,
Umano, troppo umano, I)

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Dino Campana. La poetica dell’orfismo tra pittura e sogno – di Giuseppe Panella

[RETROGUARDIA]

orfeo
(Univ. di Perugia, Dip. di Chimica, Mosaico romano
raffigurante Orfeo
– II sec.)

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La nostalgia è sempre quella di un tempo – di Giuseppe Panella

[RETROGUARDIA]

(Immagine: Turi Volanti, Memorie, 1987)

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Giuseppe Panella – LA NOSTALGIA E’ SEMPRE QUELLA DI UN TEMPO.
La poesia, i poeti e il Mediterraneo di oggi.

«E poi al mattino dimentichiamo. Non sappiamo neanche più riconoscere le finestre che brillavano nella notte. Tornata la luce del giorno, esse sono tutte uguali. E di giorno, sulla Piazza, tutto è allegro, sempre. Se piove, diciamo: “Che tempo!”; se fa bello, diciamo: “Che tempo!”. Mi sono fatta tornare a casa. Ero pericolosamente vicina a cadere nella cronaca. Non sarebbe mai finito. Non c’era ragione per non continuare fino alla mia morte… Con una certa ipocrisia ho giocato sulle parole “memoria” e “nostalgia”. Non posso giurare di essere stata di una sincerità totale quando affermavo di non provare nostalgia. Ho forse la nostalgia della memoria non condivisa…»

(Simone Signoret, La nostalgia non è più quella di un tempo, trad. it. di Vera Dridso, Torino, Einaudi, II ediz., 1980, p. 390)

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