Archivi categoria: i luoghi / le scritture

Di persone senz’ombra (una Wanderung berlinese)

Quando nel 1812 Adelbert von Chamisso fa ritorno a Berlino, ha alle spalle due anni di studi di botanica (oltre che la frequentazione con Madame de Staël); nella capitale prussiana prosegue gli studi scientifici e l’anno seguente scrive La straordinaria storia di Peter Schlemihl, il racconto di colui che vende la propria ombra al diavolo; nel 1815 s’imbarca sulla nave russa Rurik per effettuare un viaggio a scopi scientifici intorno al mondo e nel 1819, dopo il suo ritorno, viene nominato responsabile dell’erbario reale presso l’Orto botanico di Berlino che allora si trovava nell’area dell’attuale Kleistpark – sarà verso la fine dell’Ottocento che, per esigenze di spazio, l’Orto botanico verrà trasferito nell’area in cui adesso si trova, cioè da Schöneberg a Lichterfelde. Continua a leggere Di persone senz’ombra (una Wanderung berlinese)

Il Declaro, il giogo del calcinaccio, un carnevale di pietra, una città spaccata

Il Declaro: il 17 maggio 1991 un uomo alto e dinoccolato, folta la barba sul viso, vende per le strade di Lecce un foglio ciclostilato che si chiama Il quotidiano dei poeti. Lo stesso farà ogni giorno fino al 30 maggio e, in molte città italiane, amici e collaboratori distribuiranno quel foglio che non parla di poesia, ma pubblica quotidianamente poesia. Quella persona timida, determinata e geniale si chiama Antonio Leonardo Verri ed è un intellettuale e poeta che si nutre della tradizione popolare salentina e del dialetto (Verri è di Caprarica – la “città delle capre” dove ancora si usa il griko, l’antica parlata neoellenica frammista a vocaboli neolatini) e delle più audaci sperimentazioni a lui contemporanee: è scrittore e animatore culturale instancabile. Verri muore in un incidente automobilistico il 9 maggio 1997. Continua a leggere Il Declaro, il giogo del calcinaccio, un carnevale di pietra, una città spaccata

John Berger: “Sulla motocicletta”

Scrittura è apertura e attenzione al mondo, scrittura è uno dei modi tramite i quali la mente (e il corpo) attraversano il mondo.
Così come lo è il disegno.
È nota l’importanza che John Berger attribuisce al disegno, conosciuta anche la sua passione nei confronti della motocicletta. In questo libro, Sulla motocicletta (Neri Pozza Editore, Vicenza, 2019), formato da scritti provenienti da fonti diverse, letteralmente “inventato” e tradotto con l’amore che la caratterizza da Maria Nadotti, John Berger scrive dell’andare in motocicletta come di un atto somigliante al disegno. Di conseguenza l’apertura al mondo presente in questo libro avviene su tre piani perfettamente intersecantisi: la scrittura, il disegno e l’andare in motocicletta (ovviamente questi ultimi due s’esplicano qui in scrittura e la scrittura rimanda a loro). Continua a leggere John Berger: “Sulla motocicletta”

Saline

1.

Il senso del viaggio è andare a cercare un luogo o una persona o un qualcosa (spesso ancora indefinito). Corretto è anche affermare che quel luogo, quella persona, quel qualcosa ti hanno cercato e chiamato. Il viaggio è, dunque, un incontro.

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Amburgo città d’acque

Una città d’acque mi si dispiega davanti agli occhi; sguardo e scrittura sono inscindibili: Amburgo avvia immediata la gioia di scriverne, la sua elegante architettura (ardito equilibrio tra tradizione e modernità) (incontro dell’uomo e dell’acqua) racconta una continuità traverso il tempo.

Città votata da sempre al commercio, vi si può approdare dal mare e poi entrando nell’amplissimo, profondo estuario dell’Elba: un porto vastissimo e dai mille anfratti e, lo confesso, riemerge in me lo stesso stupore di quand’ero bambino, di quando mi portavano al porto di Otranto o di Gallipoli (minuscoli porti di sud est, favolosi ed enormi allora per un’infanzia facilmente incline alle fascinazioni del mondo): nella zona dei cantieri navali di Amburgo gli scafi sollevati delle navi, enormi, rivelando la chiglia e l’elica normalmente invisibili, hanno magia e sentore di mondi nascosti, di rotte lontanissime, mentre le gru attendono i carichi da sollevare ed erano, un tempo, merci favolose (spezie, caffè), oggi tonnellate di globalizzate cose stipate nei container.

L’Elba, grande Fiume che unisce Amburgo a Dresda, ha quest’oggi una nota lunga di metallico colore, un’eco di bellezza e di memoria: quando gli Alleati bombardavano a ondate impietose la Germania e quando Lessing rifletteva sul teatro e sulla vita.

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