Archivi categoria: inediti

Quegli azzurri fuochi

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Il libro delle sparizioni

Dinamo Seligneri

[Ecco un capitolo di una storia che forse vedrà la luce per intiero forse no, che ho intitolato Lo strano libro dei processi e delle sparizioni (aspirazioni al dimenticatoio) perché di questi argomenti tratta e ben ci calza.
Inizia così:]

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Nessuno è imperfetto

Dinamo Seligneri

Da tempo mi sono imparato questa strada per andare a lavoro. All’inizio non credevo ai miei occhi; non credevo cioè che potesse esistere una strada proprio lì. Mi sembrava che dopo una certa trattoria davvero a buon mercato ma dove danno addirittura da dormire, diverse stanze poi, pensavo che dopo quella trattoria-pensione, non ci fosse nulla. Invece c’era la strada che faceva per me. Continua a leggere Nessuno è imperfetto

Creazione continua, IV

Giuseppe Feola

Rumore di fondo

Calpesto in silenzio il volto del mondo:
l’acqua del cielo rispecchia i miei passi.

Venti, onde, alberi, uccelli: in alto, in basso,
forme s’intrecciano
– si svolgono, diffondono segnali.

Nel cavo dell’orecchio, nello specchio
dell’occhio, crescono
le nuvole di antichi temporali.

Il favo del tempo è un bianco ruggito
d’oceano: si struggono le cose;
trapassano nel grembo risonante
del reale.

Dell’universo ascolto il
riverbero:

ascolto il grande rumore di fondo.

Tratto da: CREAZIONE CONTINUA, IV

Lucetta Frisa: Cronache di estinzioni (inediti)

Vulcani

Hawai, Kilauea.
Guatemala, Fuego.

Davanti alle indifferenti
lenti degli occhiali e del pc
lava e fumo incontenibili avanzano
fino alla mia scrivania.
Il video testimonia – in diretta –
l’orrore dormiente chissà in quali caverne
oltre mari e fusi orari
il cieco assassinio
dei due vulcani risvegliati uno dopo l’altro
con la testa sfavillante di fuoco:
Odo le flebili grida atterrite di persone in fuga
(io mi aggrappo ai braccioli della poltrona)
che presto moriranno incenerite.

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Nino Iacovella: La donna del lago (inedito)

La donna del lago

La testa snodata, infinita del sogno
che nuota nell’acqua scura del lago

Ci si desta sempre quando lo scenario non coincide,
ma adesso non ci sono risvegli ad attendere

ed è un abisso il fondale delle notti

“L’amore è bello solo se è vero amore” scriveva Gabriella
come se le parole riemergessero a galla,
un colpo di pistola, la testa bucata nel sonno
un corpo alleggerito dalla morte che risale
con il pigiama, le mani legate, i piedi senza scarpe

Il sogno non distingue appieno la natura degli ostacoli
se tronco, pietra, corpi, come un pesce nuota

con occhi divisi e contrapposti
per guardare l’intero spazio, profondo
degli uomini che vanno a morire

Il sogno guarda, sgrana la catena che oscilla
come un’alga sul fondale, un cordone ombelicale
che arriva sino alla donna affiorata sul limbo dell’acqua,

Il corpo di lei era avvolto con un telone di plastica bianca,
legato in tre punti con cinghie da tapparella
appesantito da tre blocchi di cemento armato
ai quali il suo uomo l’aveva incatenata

Dicono che i circuiti neurali durante le notti
s’illuminano, arabeschi di luce, fuochi d’artificio
in un giorno di festa,
e qui la pietà è un filo che non si spezza

dalla nuca come un sogno che entra nel sogno,
il proiettile cambia sembianze, non è più un cuneo di piombo,
ma la macchia nera che vediamo quando si guarda in faccia il sole

ed è un attimo, quell’attimo di grazia
che oscura l’esplosione del colpo
e le nasconde l’arrivo della morte

inedito da Madre della violenza (La Parte arida della pianura)
Omicidio di Cernusco