Archivi categoria: inediti

Nel luogo del dolore

Giorgio Stella

ora tu aspetta,
aspetta che le mani

passino sul volto,
sul volto tuo

per poterti levare via
la maschera da morto –

la vita che si trasforma fino
a farti diventare ombra

ha reso possibile
la matrice del calco

di pelle, l’amore
nel luogo del dolore,

la carità nell’aria
che respira

il feto dell’anima

(Tratto da Controsfinge (e altri poemetti),
di prossima pubblicazione in
“Quaderni di RebStein”, LXXIX, sett. 2020)

Brace di porcellana

Giorgio Stella

Brace di porcellana

[Tratto da: Cinque poemetti .II.
di prossima pubblicazione in
“Quaderni di RebStein”, LXXVII, aprile 2020]

 

– 1 – Il parco dei giochi è per i bambini morti –
batte la mirra di seta la tela della conchiglia
col cuore dello stupro nell’amplesso di seta.
Vola bassa dal poligono al miraggio
La eco della foglia radice di mare

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Io sono la letteratura

Stefanie Golisch

Io sono la letteratura

Non amo la letteratura, sono la letteratura, aveva risposto Kafka alla sua fidanzata Felice Bauer, donna pratica che aveva cercato invano di comprendere la natura misteriosa di questo uomo che lei amava, ma non poteva conoscere.
Parliamo di una situazione kafkiana quando ci troviamo in circostanze paradossali, quando ci sfugge il senso di un incontro, un avvenimento, quando non siamo più in grado di orientarci secondo le solide regole che strutturano la nostra vita quotidiana. Entrare nel mondo di Kafka significa lasciare alle spalle tutto quello che crediamo di essere e che il mondo sia. Il messaggio di Kafka è il dubbio: E se tutto quello che vediamo, viviamo, crediamo fosse solo una illusione? Continua a leggere Io sono la letteratura

Riflessi (sette inediti di Gianluca D’Andrea)

Ho l’impressione che, con la coerenza che ne contraddistingue la scrittura, Gianluca D’Andrea stia cercando di andare oltre la cronaca e oltre la storia (presenti e affrontati in maniera convincente in tutti i suoi libri più recenti) per approdare a una visione capace di fondare e, in qualche modo, spiegare il presente e il contingente: il ductus poetico rimane quello di Transito all’ombra (Milano, Marcos y Marcos, 2016), sempre saldo e affidato a una sintassi articolata e sorvegliatissima perché D’Andrea mai ha perso la fiducia nella capacità raziocinante della mente e sempre ha cercato nel linguaggio quegli strumenti capaci di dire con lucidità – le questioni di riferimento possono essere rintracciate, humus fertile, in Postille (Forlì, L’Arcolaio, 2017) e in Forme del tempo (Osimo, Arcipelago Itaca Edizioni, 2019).

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Lungo la linea

Antonio Pibiri

Lungo la linea

La stazione centrale dà fondo
per lasciarsi lontano in partenze.
La tua angoscia è terribile, Rodha.
La bicicletta con cigolii blu
a spruzzi di vernice. – Hauptbahnhof,
scheletro veloce su zampe,
e prospettico cavi, rotaie,
potrebbe coprire intero il pianeta,
trattenere sotto le reti la geodinamica.
In realtà da qui nessuno parte, nessuno resta.
Come fate a vivere città operaie,
ai tragitti? D’infuso rientro penetra i sobborghi
a sera, i bambini con occhi profondi. Continua a leggere Lungo la linea

Nino Iacovella: Le pareti del Minotauro (inedito)

di Nino Iacovella

(inedito dal libro in preparazione “La parte arida della pianura“)

 

Antonietta avrebbe visto il suo destino
ancor prima che nelle carte

dentro al silenzio, al lupo nella stanza,
sulla neve del pavimento
dove brulicano gli inverni
a portata di mano

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