Archivi categoria: inediti

Io sono la letteratura

Stefanie Golisch

Io sono la letteratura

Non amo la letteratura, sono la letteratura, aveva risposto Kafka alla sua fidanzata Felice Bauer, donna pratica che aveva cercato invano di comprendere la natura misteriosa di questo uomo che lei amava, ma non poteva conoscere.
Parliamo di una situazione kafkiana quando ci troviamo in circostanze paradossali, quando ci sfugge il senso di un incontro, un avvenimento, quando non siamo più in grado di orientarci secondo le solide regole che strutturano la nostra vita quotidiana. Entrare nel mondo di Kafka significa lasciare alle spalle tutto quello che crediamo di essere e che il mondo sia. Il messaggio di Kafka è il dubbio: E se tutto quello che vediamo, viviamo, crediamo fosse solo una illusione? Continua a leggere Io sono la letteratura

Riflessi (sette inediti di Gianluca D’Andrea)

Ho l’impressione che, con la coerenza che ne contraddistingue la scrittura, Gianluca D’Andrea stia cercando di andare oltre la cronaca e oltre la storia (presenti e affrontati in maniera convincente in tutti i suoi libri più recenti) per approdare a una visione capace di fondare e, in qualche modo, spiegare il presente e il contingente: il ductus poetico rimane quello di Transito all’ombra (Milano, Marcos y Marcos, 2016), sempre saldo e affidato a una sintassi articolata e sorvegliatissima perché D’Andrea mai ha perso la fiducia nella capacità raziocinante della mente e sempre ha cercato nel linguaggio quegli strumenti capaci di dire con lucidità – le questioni di riferimento possono essere rintracciate, humus fertile, in Postille (Forlì, L’Arcolaio, 2017) e in Forme del tempo (Osimo, Arcipelago Itaca Edizioni, 2019).

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Lungo la linea

Antonio Pibiri

Lungo la linea

La stazione centrale dà fondo
per lasciarsi lontano in partenze.
La tua angoscia è terribile, Rodha.
La bicicletta con cigolii blu
a spruzzi di vernice. – Hauptbahnhof,
scheletro veloce su zampe,
e prospettico cavi, rotaie,
potrebbe coprire intero il pianeta,
trattenere sotto le reti la geodinamica.
In realtà da qui nessuno parte, nessuno resta.
Come fate a vivere città operaie,
ai tragitti? D’infuso rientro penetra i sobborghi
a sera, i bambini con occhi profondi. Continua a leggere Lungo la linea

Nino Iacovella: Le pareti del Minotauro (inedito)

di Nino Iacovella

(inedito dal libro in preparazione “La parte arida della pianura“)

 

Antonietta avrebbe visto il suo destino
ancor prima che nelle carte

dentro al silenzio, al lupo nella stanza,
sulla neve del pavimento
dove brulicano gli inverni
a portata di mano

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Io e Bacchelli

Dinamo Seligneri

Bacchelli

Il mio primo incontro con Bacchelli avvenne una sera d’estate, di quelle sere calde calde che non si respira, nella cucina dei miei zii, non saranno passati più di sette-otto anni, credo.

……I miei zii vivevano allora un periodo tempestoso della loro vita coniugale, più tempestoso del solito, diciamo.
Le urla che si lanciavano contro rimanevano a galleggiare per ore nell’aria del quartiere, un quartiere tutto sommato tranquillo, fino ad arrivare, nei momenti di massima concitazione, a scavalcare le mura dello stadio comunale che distava dalla casa non meno di cinque chilometri in linea d’aria. Continua a leggere Io e Bacchelli

Obliqui accadimenti

Anna Leone
Poesie inedite

Bastevole ed essenziale

Fiato lungo d’infinito andare,
verbo che non sfronda,
nonostante gli occhi spaesati,
a misurare il passo alla paura.

Cuore grande d’immenso amare,
verbo che si spreca nell’ognuno,
senza cantico per lo sposo
e una lingua prolissa
a roteare l’ugola del per sempre.

Sarà così, che ci ritroveremo,
un giorno, in un buio recesso
senza abbracci.

Resto per quella gioia soltanto, per un’alcova di resina chiara, senza sperpero.

A sfatarmi miraggi su orizzonti lontani, per un bastevole caldo anfratto ed un labiale essenziale.

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Marco Ercolani: le mura intorno (inedito)

 Marco Ercolani ha affidato alla Dimora del Tempo sospeso un suo libro inedito, scritto tra l’agosto 2018 e il settembre 2019, intitolato Le mura intorno. 

Per tre lunedì consecutivi pubblicheremo frammenti dal libro e poi, nella Biblioteca di Rebstein, l’opera completa.

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In cosa consiste il lavoro

Antonio Pibiri

Inediti (2019)

La ghianda e la quercia

………………………………..(Così noi)
onoravamo Sun Tsu e l’autunno
nei colori disintegrati di Kiefer:
una scaltra battagliata di ghiande
marce, da frantumo – o acerbissime,
bossoli sordamente al rimbalzo
su schiene lanciate nel bosco.
Le urla in fuga disperavano i rifugi.
Pini e ruderi. Rovi. Filati.
Dove s’impolpa la tibia, lì il dettagliante
sceglie a quale prezzo il sangue.
I rovi sul litorale godevano al nostro urto,
si aprivano alle vocali della gioia.
A volte la ghianda schiantava il giovane petto.
Delle volte sino al fondo, nella torba.
La quercia sarebbe cresciuta col tempo
in un altro tempo. La quercia
nel teatro di guerra. Base sicura.
Le Case in costruzione sugli alberi.

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Creazione continua, V

d4c5a6a09aacc5c3bca72e6295565699_mediumGiuseppe Feola

Esistere / Creazione (XXVII)

Nello spazio del mondo trova posto
la vertigine nuova dell’esistere:
lo sguardo delle cose
chiama il tuo sguardo;
i fiori dell’oceano, le stelle del-
la terra, i vortici del cielo: insistere
del moto; la torsione
di tutto su se stesso:
e sotto a tutto,
dentro la notte ultima del senso,
quest’universo che non ha riposo.

Tratto da:
CREAZIONE CONTINUA, V