Archivi categoria: ivano mugnaini

Manganese

Ivano Mugnaini

Non esistono i presagi: il destino non manda araldi.
È troppo saggio o troppo crudele per farlo.

Oscar Wilde

È ora che si sappia: l’orgoglio della Reale Marina Britannica, il Titanic, è stato sabotato. Allegramente, disperatamente, inesorabilmente sabotato. Così come gli Egizi facevano erigere le loro Piramidi, il geometrico progetto di apparentare l’umano al divino, alle maestranze indigenti, sinonimo elegante di schiavi, allo stesso modo i civilissimi inglesi all’inizio del secolo scorso hanno avuto la brillante idea di far costruire la più imponente delle loro navi a Belfast. Continua a leggere Manganese

Il Decreto

Fahrenheit 451

Ivano Mugnaini

IL DECRETO

    

Chissà com’è il tempo oggi – si chiese Manuel, mentre ascoltava gli schiocchi sordi delle ossa che accompagnavano gli stiracchiamenti e gli sbadigli abissali con cui cercava di scrollarsi il sonno di dosso ogni mattina. Si alzò, annaspò a lungo in cerca delle ciabatte, raggiunse la finestra, si chinò, è infilò la spina del computer nella presa. Continua a leggere Il Decreto

L’algebra della vita

Ivano Mugnaini

Gli sviluppi nel corso del tempo dell’arte del racconto hanno evidenziato e messo definitivamente a fuoco una precipua caratteristica del genere: il suo essere, in buona sostanza, un banco di prova ineludibile per chiunque coltivi ambizioni di scrittura fuori dal circuito della serialità programmatica e dalle secche di una narrazione che si consuma, soprattutto oggi, nella pura e semplice rappresentazione del dato, nell’ordinario e rituale esercizio affabulatorio che ha come unico fine quello di raccogliere i frammenti del reale e di ricondurli a un paradigma teorico preesistente, canonizzato. Il corpo a corpo con la scrittura, nel caso del racconto, avviene invece in un tempo metamorfico non mai assolutizzato, in un paesaggio altro dove le coordinate non sono mai prefissate ma si definiscono, nella loro essenzialità, solo nel farsi del discorso, nell’oltranza della narrazione – alla presenza, silenziosa e discreta, della tradizione, che agisce come propulsore e catalizzatore di voci, attraverso i fantasmi che lascia emergere, a ondate, dalle acque mobili del suo mare inattuale. Esattamente quello che avviene in questo libro. […]

(Francesco Marotta, L’algebra della vita: il racconto tra ratio gnoseologica e istanza etica.)

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Il tempo salvato

Ivano Mugnaini

C’è in questa raccolta, sfrangiata e accattivante, un costante bisogno di confronto con l’alterità del mondo, tra un passato sentito come un “cappio” e un presente “incurante del baratro”, al pari di un ponte interrotto che la grammatica del pensiero (ovvero le parole) si incarica di ricongiungere. Poesia, dunque, come “dizione” e “ascolto” allo stesso tempo; ascolto di un io che si sente inadeguato ma che non rinuncia a quel confronto e che si dispone, ora con aria infantile (come quella del puer ingenuo, figura spesso ricorrente nella poesia di Mugnaini), ora con atteggiamento dolorosamente consapevole della propria inadeguatezza, ma che pur non esita a offrirsi ogni volta in tutto il suo disarmante candore. [L. Fontanella, dalla Prefazione]

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L’incanto dei brutti ricordi

Ivano Mugnaini

Forsan
et haec olim
meminisse iuvabit.

Forse un giorno
sarà dolce ricordare
anche questo.

(Virgilio, Eneide,
canto I, v. 203)

     Guido la mia auto a passo di fuga sotto un cielo cupo. Nuvola dopo nuvola mi segue, come una colpa, come una condanna. Dietro e di fronte a me lamiere ignote sfrecciano e sfregiano ma non scalfiscono la cappa di piombo che opprime fuori e dentro. Improvvisamente, per un dono inatteso, o per aggravio di pena, scorgo un’area illuminata da un sole intenso, strano, un enigmatico messaggio di luce disteso su un grumo di case, cortili polverosi e campi di stoppie. La macchia luminosa è in posizione scomoda per me, avulsa, laterale. Continua a leggere L’incanto dei brutti ricordi

Indefinito canone

Mirko Servetti

Contiene un’esuberanza vigilata, un lirismo conscio del peso del tempo, la poesia di Mirko Servetti. Nelle poesie qui proposte il linguaggio spazia con misura e padronanza dal racconto al sogno, dalla descrizione di stati d’animo all’analisi attenta, a volte ruvida, di situazioni e rapporti interpersonali. E’ una scrittura, quella di Servetti, che ha piena coscienza di quanto sia presente e in qualche modo ineluttabile questa “età delle parole/ mutile di luce e superflue al cuore”, e quanto sia crudo questo “inesorabile tempo presente / senza suono e senza terra”. Ma il suono, un’aspirazione ad una forma possibile di armonia, Servetti lo ricerca e lo attua comunque, con sentimento e tecnica, seppure per rappresentare, con onestà, una terra che soffoca e opprime o una donna che offre “amore di lupa che irretisce / il doppio di me riflesso ai miraggi”. Continua a leggere Indefinito canone

Una lettura di Ritorno alla spiaggia

Ivano Mugnaini
Lucetta Frisa

Nota di lettura

La letteratura e la vita, la malattia e la cura. Essere sospesi tra queste due entità, senza sapere mai, per fortuna, quale sia l’una e quale l’altra: se sia più folle scrivere o vivere, sognare o dare fiato al respiro dirigendo il passo verso qualche luogo. La poesia di Ritorno alla spiaggia di Lucetta Frisa è tutto questo: un caleidoscopio di rimandi, intrecciati e avviluppati, tra citazioni, osservazioni del mondo e dell’animo umano, escursioni nei meandri bui e nei sentieri assolati della mente. Le pagine di questo libro sono solcate da un verso magmatico, eppure nitido, un’esondazione di sensazioni racchiuse con metodo, con la pazienza e l’energia della passione, in torrenti paralleli di fuoco, acqua e terra. Continua a leggere Una lettura di Ritorno alla spiaggia

Il faro di Ustica

Ivano Mugnaini

Non sono venuto a Ustica per cercare la verità. Sarebbe folle, assurdo. Non riesco a trovare neppure la mia di verità, i come, i quando e i perché della vita che mi è toccata in sorte. Sono venuto qui solo per viaggiare, per allontanarmi dalla morsa del quotidiano. Sono qui per riposarmi e guardare il panorama. Per stare giornate intere sotto il sole a fare niente. Qualche granita da succhiare pigramente, un po’ di pesca senza nessuna convinzione, un buon libro e molte ore di sonno profondo e assoluto come quello di un bambino. Continua a leggere Il faro di Ustica

Il mondo nuovo

Ivano Mugnaini

 

 

 

 

MONDO NUOVO SRL

     Quando vidi quel cartello pensai ad uno scherzo. Sulla mia solita strada piena di curve e prati stinti, coperti da un velo di gelo di notte e storditi di giorno dal sole e dal niente, spiccava un rettangolo colorato con su scritto “Mondo Nuovo – Inaugurazione”. Rallentai, tolsi il piede dall’acceleratore e la macchina si fermò davanti a quel prodigio di nome, incredula, anch’essa, come il cavallo di Don Chisciotte di fronte ai mulini a vento. Un cartello del genere a mezzo chilometro da casa mia equivaleva almeno a mezzo miracolo, o a tre quarti di presa in giro. Continua a leggere Il mondo nuovo

Viale Voltaire – Racconto inedito di Ivano Mugnaini

[IVANO MUGNAINI]

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VIALE VOLTAIRE

Alziro è seduto lì. Al solito posto, sul solito marciapiede. Un fagotto dotato di occhi, insondabili, e di bocca, un brandello di sorriso strappato a denti ossidati di rabbia e paura. Alziro sta lì e non si muove. Oscilla solamente il busto, ogni tanto, a ritmi impalpabili di brividi e note. Accordi di musiche arcane, o forse semplici scosse nervose, sussulti epilettici orchestrati da dita nodose di follia.
     Sì, è folle in tutto e per tutto la montagna di cenci e parole accatastate sul selciato. E’ strano in tutto. A partire dal nome: Alziro. I più ritengono che sia un nome inventato, inesistente. Continua a leggere Viale Voltaire – Racconto inedito di Ivano Mugnaini

Inadeguato all’eterno – di Ivano MUGNAINI

Testi tratti da: Ivano Mugnaini, Inadeguato all’eterno, San Giuliano Terme (PI), Felici Editore, 2008.

     Inadeguato all’eterno

Se le braccia spalancate
della ragazza nuda
avranno la pietà del miele
selvatico, se il suo sorriso
enigmatico, sconosciuto e impuro
ti darà la certezza del corpo Continua a leggere Inadeguato all’eterno – di Ivano MUGNAINI