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Note di lettura (XI) – Leopoldo Attolico

Leopoldo Attolico Antonio Scavone

Il commiato del cuore

     Leopoldo Attolico è un poeta che non si fa illusioni: né su se stesso quando scrive d’amore né sulle lacerazioni “esaltanti” che l’amore procura a un uomo e una donna innamorati. È un approccio ostico quello dei poeti con l’amore: lo magnificano negandolo, lo declinano spesso in una rappresentazione tanto esagitata quanto controversa. La poesia d’amore (o sull’amore) è quel sentiero impervio e insidioso che il poeta accuratamente attraversa col dubbio e la speranza, col fantasma del disamore. Continua a leggere Note di lettura (XI) – Leopoldo Attolico

La realtà sofferta del comico

Leopoldo Attolico

“Questo tuo libro è un libro importante. Mi piacerebbe che diventasse un viatico per tutti quelli che pretendono d’essere poeti dimenticandosi che la poesia è un gioco. Mica un gioco da niente! Un gioco di parola, come quello di quel Fiat che giocò a modellare (dal fango, appunto!) una vita di per sé assolutamente ridicola, se non finisse sempre in tragedia. Ridicola perché senza fine, senza scopo, sempre malgiocata. Eppure da quel fango, da quella creta chi voglia – rinunciando tuttavia alle altre voglie strumentali e utilitaristiche – può ricavare appunto il gioco, che è la poesia dell’inutile, ultimo, estremo, (abissale) baluardo dell’indicibile verità.” (Gio Ferri, dalla Postfazione)

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