Archivi categoria: letteratura brasiliana

Menotti del Picchia


Il volo

Goditi l’euforia del volo dell’angelo perduto in te.
Non chiedere se le nostre strade, tempo e vento,
cadono nell’abisso.
Che cosa sai tu della fine?
Se temi che il tuo mistero sia una notte,
affollala di stelle.
Conserva l’illusione che il tuo volo ti levi
sempre più in alto.
Nello stordimento dell’ascensione
se senti che domani sarai muto,
svuota come un uccello le canzoni che hai in gola.
Canta. Canta per preservare l’illusione di festa e di vittoria.

Chissà le canzoni faranno addormentare le bestie
che aspettano di divorare l’uccello.
Fin da quando sei nato non sei altro che un volo nel tempo.
Verso il cielo?
Che importa la rotta.
Vola e canta finché reggono le ali.

*

O voo

Goza a euforia do vôo do anjo perdido em ti.
Não indagues se nossas estradas, tempo e vento,
desabam no abismo.
Que sabes tu do fim?
Se temes que teu mistério seja uma noite, enche-o
de estrelas.
Conserva a ilusão de que teu vôo te leva sempre
para o mais alto.
No deslumbramento da ascensão
se pressentires que amanhã estarás mudo
esgota, como um pássaro, as canções que tens na garganta.
Canta. Canta para conservar a ilusão de festa e de vitória.

Talvez as canções adormeçam as feras
que esperam devorar o pássaro.
Desde que nasceste não és mais que um vôo no tempo.
Rumo do céu?
Que importa a rota.
Voa e canta enquanto resistirem as asas.


Menotti del Picchia (1892-1988)
tradotto da Emilio Capaccio

di prossima pubblicazione in
Quaderni di Traduzioni LXXVI

Copertina: Menotti del Picchia, Grattacieli, 1924

Fame di forma di fame

Haroldo de Campos2

poesia em tempo de fome
fome em tempo de poesia

poesia em lugar do homem
pronome em lugar do nome

homem em lugar de poesia
nome em lugar do pronome

poesia de dar o nome
nomear é dar o nome

nomeio o nome
nomeio o homem

no meio a fome
nomeio a fome

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Un tisico professionista

Manuel Bandeira

Provinciale mai stato capace
d’abbinare la giusta cravatta
Pernambucano cui fa ribrezzo
il coltello del pernambucano
Poeta scarso che nell’arte della prosa
s’è fatto vecchio nell’infanzia dell’arte
e che pure scrivendo delle cronache
è rimasto un cronista di provincia
Musicista e architetto fallito:
una volta ha inghiottito un piano:
la tastiera è rimasta fuori
Senza famiglia e filosofia
né religione e poco portato
all’inquietudine dello spirito
che viene dal soprannaturale
E in materia di professione
un tisico professionale

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Quaderni di Traduzioni (XXXVIII)

Quaderni di Traduzioni
XXXVIII. Marzo 2018

Ana Martins Marques

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Antologia poetica (2011-2015)
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Il libro delle somiglianze

Ana Martins Marques

Podemos atear fogo
à memória da casa
desaprender um idioma
palavra por palavra
podemos esquecer uma cidade
suas ruas pontes armarinhos
armazéns guindastes teleféricos
e se ela tiver um rio
podemos esquecer o rio
mesmo contra a correnteza
mas não podemos proteger com o corpo
um outro corpo do envelhecimento
lançando-nos sobre a lembrança dele

Possiamo dare fuoco
alla memoria della casa
dimenticare un idioma
parola per parola
possiamo scordare una città
le sue vie i ponti le mercerie
i magazzini le gru le teleferiche
e se ha un fiume
possiamo scordare il fiume
anche contro la corrente
ma non possiamo proteggere con il corpo
un altro corpo dall’invecchiare
gettandoci sul suo ricordo

(Traduzione di Massimiliano Damaggio)

Quattro poesie di Alberto Da Costa E Silva

Eram belas as vozes
de que fui o segredo

e que ouvi, longe em mim,
a contar-me o que cedo

ao órfão, ao desditoso,
ao coberto de fezes

– alguém que vai profundo,
sendo êxtase e beijo,

no corpo que me serve,
e me vê no que vejo.

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