Archivi categoria: letteratura spagnola

Bambini

Javier Olivares

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poesie della consumazione

Vicente Aleixandre (francobollo del 1985)
Vicente Aleixandre (francobollo del 1985)

Vicente Aleixandre

Ma se il dolore di vivere come spume scambiabili
poggia sull’esperienza di morire ogni giorno,
non basta una parola a onorarne il ricordo,
perché la morte in lampi come luce ci assedia.

***

La prima produzione poetica di Vicente Aleixandre si inquadra in quel processo di rinnovamento operato da alcuni tra i più noti poeti spagnoli della prima metà del Novecento [Machado, Jiménez, Guillén, Diego, Alonso, e i più noti Cernuda, Salinas, Lorca e Alberti] che la critica spagnola sin dagli albori raggruppò per un giudizio di contiguità generazionale, sotto la denominazione di Generazione del 27; Continua a leggere poesie della consumazione

Lezione di geografia

De los rios oscuros

Yolanda Soler Onís

La poesia di Yolanda Soler Onís vive su un fragile e delicatissimo equilibrio tra la leggerezza formale dei versi, la ricercatezza delle scelte lessicali ed una fittissima rete di richiami ad esperienze personali e collettive raccolte e qui coagulate da luoghi e spazi molto distanti tra loro. In questo modo si materializza un flusso temporale capace di evocare il ricordo e dipingere, con essenzialità e sentimento, i ritratti delle persone che lo hanno abitato. Si tratta certamente di una poesia intima e personale, che però trova una dimensione di comunanza nelle improvvise aperture delle immagini – siano esse tristi o intrise di tenerezza -, nel senso di profondità che pervade la lettura della storia e degli ambienti naturali, nella naturalezza con cui gli oggetti e gli spazi sembrano condividere con gli uomini e le donne la loro esistenza, come se in qualche modo tutti fossero partecipi dello stesso flusso vitale.

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Note di lettura (III) – Luis Martín-Santos

Antonio Scavone

Parole da negare

     Mancano i topi nel laboratorio per la ricerca contro il cancro e il biologo Pedro deve procurarseli in una Madrid difficile e ostile, pronta a ghermire e a straparlare. È questo l’oggetto e il compito del romanzo “Tempo di silenzio” scritto nel 1962 da Luis Martín-Santos e pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 1970 nella finissima traduzione di Enrico Cicogna.
     Dà l’idea di essere un romanzo tortuoso, spregevole per gli ambienti e le persone che evoca, scritto forse con malanimo e controvoglia, come per obbedire a un’insofferenza mai sanata, a un’indignazione mai lenita, lasciata al suo destino turpe e inconcluso per una superiore volontà distruttiva. Ma le idee o le suggestioni che un romanzo suscita per una sua apparente aridità sono poi le stesse che ci consentono di trovare il bandolo del racconto e di apprezzarne il senso della narrazione e la sua fortuna letteraria. Continua a leggere Note di lettura (III) – Luis Martín-Santos

Versi in forma di storia

Leopoldo María Panero

 

 

 

 

“Uomo normale che per un momento
incroci la tua vita con la vita del mostro
devi sapere che non fu per uccidere il pellicano
che fu per niente per cui io giaccio qui tra i sepolcri
e che a niente se non al caso e a nessuna volontà sacra
di demonio o di dio io devo il mio disastro”.

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