Archivi categoria: linguaggi

Attraverso la cruna di un ago

Raffaele Perrotta

Raffaele Perrotta

abolito il quarto d’ora accademico,
abolita la conferenza con il tavolo
e il bicchiere e la bottiglia
d’acqua minerale,
si afferma il dibattito,
la ricerca comune
(per un manifesto da apporre
sui muri di stradella
in occasione di un dibattito
sul teatro pirandelliano)
(sonatasituazione, p. 13, il periplo 1969)

alla distesa delle acque filosofia è il pensare problematicamente l’entità dell’ente; il linguaggio ne è il luogo. è nel procedere del discorso che s’accresce l’intensità del dire. dobbiamo alla civiltà greca se è filosofia, e dobbiamo alla lingua greca se è il parlare nostro. se ti va assegnarmi il titolo di filosofo, io non te lo impedisco, a patto che tu lo faccia precedere dalla specificazione di scrittore. un po’ di fierezza non guasta mai, tendere l’orecchio, sía la massima! e di nuovo, come sempre: (¿vo a significarmi con parole mie? per quanto la scuola abbia a vincere su di me, la sua di parola.) il filosofo aspira a essere sé stesso; ¿ma questo filosofo ha fatto i conti con sé stesso quale uomo? la mente e il significato: nobiltà questo e nobiltà quella. ‘le origini dell’universo’, ma ‘universo’ è una parola; con il che ne viene di conseguenza il discorso letterario. ancóra la mente e il significato, due orizzonti e due abissi. Continua a leggere Attraverso la cruna di un ago

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EX.IT 2013

ex-it-2013

EX.IT

Materiali fuori contesto

Biblioteca Comunale “Pablo Neruda”
Albinea (Reggio Emilia)
12-13-14 aprile 2013

scrittura, video e musica
reading, proiezioni audiovideo e
performance sonore

in tre giornate di incontri
ideati e curati da
Marco Giovenale, Mariangela Guatteri,
Giulio Marzaioli, Michele Zaffarano

Il programma completo

Sms, una breve estetica

Antonio Scavone

Saranno ancora molti gli adolescenti che, col telefono cellulare, inviano sms (short message service) con gli acronimi fin troppo elementari e convenzionali (“tvb”, “tvtb”), come saranno moltissimi gli adolescenti che con un’implacabile digitazione compongono in tempo brevissimo messaggini d’amore o comunicazioni per così dire di servizio per i loro amici, le loro famiglie.
     La tecnologia dall’evoluzione infinita dei cellulari ha imposto una forma di comunicazione scritta che sostituisce per i costi minori una telefonata e che possiamo imparentarla tanto al linguaggio parlato (immediato, assertivo), quanto a formule più ricercate di scrittura (su tutte l’epigramma). Continua a leggere Sms, una breve estetica

Steli rivolte a Mezzogiorno

Victor Segalen

“Les stèles étaient des montants destinés à faciliter la mise en terre des cercueils. On y inscrivait des commentaires en guise d’oraison funèbre. Elles sont maintenant des plaques de pierre, montées sur un socle, dressées vers le ciel et portant une inscription.”

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Lezioni di scrittura

Giuseppe Zuccarino

Lezioni di scrittura

1. Per quanto abbia assunto, attraverso gli anni, forme assai diverse, l’interesse per il tema della scrittura può dirsi una costante del lavoro di Roland Barthes. È appena il caso di ricordare che già il suo primo libro, Le degré zéro de l’écriture (edito nel 1953 ma iniziato nel 1947), verteva proprio sulla proposta di un nuovo e originale concetto di scrittura. Continua a leggere Lezioni di scrittura

Di un’altra lingua

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Ivan Crico

    

Le acque verdi dell’Isonzo, oltre gli argini, scorrono a poche centinaia di metri da casa mia, a Pieris. Fin da piccolo, in pochi minuti, potevo raggiungere di corsa i grandi, aridi greti di ciottoli bianchi dove qua e là, timidamente, spuntavano i fiori gialli di topinambùr. Il verde intenso di quelle acque ed il biancore silenzioso di quelle distese senza fine, che mettevano ancora più in risalto l’azzurro sfolgorante del cielo, iniziavano a diventare, così, i colori della mia anima. Quel paesaggio, conosciuto in ogni sua impercettibile mutazione, nell’oro dei tramonti come nelle nevi sui salici, per me diventava un varco verso l’invisibile, il mondo dei morti, la corrente a cui affidare le mie domande senza risposta. Continua a leggere Di un’altra lingua

Modalità di lettura-scrittura in Derrida

Giuseppe Zuccarino

Tout se réfléchit dans le medium ou le speculum de la lecture-écriture…

(J. Derrida, La double séance)

Porre il problema del rapporto, o dei diversi tipi di rapporto, tra le posizioni teoriche di Jacques Derrida e la letteratura significherebbe già discostarsi, almeno in parte, dal punto di vista dell’autore. Questi, infatti, non ha mai inteso assumere gli ambiti letterario e filosofico, e i loro modi di discorso, come semplicemente delimitati o delimitabili. Ai suoi occhi non si tratta dunque, e per esempio, di fare dei testi letterari un oggetto eventuale dell’interrogazione filosofica, ma piuttosto di riflettere in primo luogo sulla linea di demarcazione che si ritiene separi le due aree culturali. Continua a leggere Modalità di lettura-scrittura in Derrida

Due opere di Bruno Conte – di Marco Furia

Estreme collezioni

Con “Stremisti collezionisti”, Bruno Conte presenta una galleria d’insolite esistenze interamente asservite alla tirannica passione di possedere certi oggetti.
I personaggi (dal collezionista di mappamondi costretto a muoversi “in modo sinuoso, cioè a S” nella sua abitazione, allo strano tipo “convinto dell’avanzamento del freddo, fino a che una grande nevicata invernale persisterà oltre l’estate”, al surreale individuo disposto a cedere un proprio dente molare per un cammeo), i personaggi, dicevo, vengono definiti in maniera nitida, precisa, per via di tratti ordinati, per nulla inquieti o nervosi. Continua a leggere Due opere di Bruno Conte – di Marco Furia

Chi leggerà i silenzi? – di Ivan Crico

[IVAN CRICO]

Chi leggerà i silenzi?
Di lingue locali, contemporaneità e moralità.
Una lettera a Flavio Santi.

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Insiemi non disgiunti

[INSIEMI NON DISGIUNTI]

Insiemi non disgiunti, la mostra con cui la galleria La Nube di Oort ha voluto rendere omaggio all’anno internazionale dell’astronomia 2009, nasce da un idea della scrittrice Rosa Pierno che ha voluto accostare immagini del mondo della scienza e dell’arte e opere di poeti che hanno voluto ispirarsi a esse, in una visione trasversale sul mondo dell’intelletto. La mostra non vuole avere un carattere ideologico o programmatico, è un invito a riflettere sulle affinità formali sorprendenti tra alcune opere d’arte e disegni e immagini del mondo della scienza. Non viene suggerita una qualche influenza reciproca diretta; a volte le similitudini sono frutto del caso, a volte l’impatto delle conquiste della scienza trova una eco emotiva più forte e sofisticata nell’immaginario degli artisti, ma a volte ci sembra trovare, e questo è più sottile, una diretta matrice comune, un qualche substrato mentale comune responsabile dei formalismi con cui ci si esprime. Continua a leggere Insiemi non disgiunti

Scritti su Henri Michaux (III) – di Giuseppe Zuccarino

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

Jean%20Dubuffet%20-%20Henri%20Michaux Figure della follia

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Nel 1922, Henri Michaux, allora ventitreenne, pubblica sulla rivista d’avanguardia belga “Le disque vert” il suo primo testo, dal titolo Cas de folie circulaire(1). L’espressione “follia circolare”, a prima vista bizzarra, appartiene in realtà al vocabolario tecnico della psichiatria, del quale era entrata a far parte già nell’Ottocento, grazie ad opere come quelle di Falret e Ribot(2). Continua a leggere Scritti su Henri Michaux (III) – di Giuseppe Zuccarino

Scritti su Henri Michaux (II) – di Giuseppe Zuccarino

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

Ideogramma pittorico e lingua universale (2.)

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     6. A circa quarant’anni di distanza da Un barbare en Asie, Michaux torna ad occuparsi della scrittura ideografica orientale, dimostrando in tal modo la costanza di certi suoi interessi. Nel 1971, infatti, scrive, come prefazione a un libro sulla calligrafia cinese, un saggio che quattro anni dopo diverrà un volumetto dal titolo Idéogrammes en Chine(36). In questa occasione, l’autore non soltanto mostra di accettare, ma anche elogia con finezza sia i segni più arcaici sia quelli più recenti (purché elevati a superiore eleganza ed efficacia dall’arte calligrafica). Egli riconosce subito che gli ideogrammi di oggi si presentano a chi li osservi “senza corpi, senza forme, senza figure, senza contorni, senza simmetria, senza un centro, senza richiamare alcunché di noto”, ma si affretta a ricordare che, all’opposto, “vi fu un’epoca in cui i segni erano ancora parlanti, o quasi, già allusivi, rivelando, più che cose, corpi o materie, rivelando gruppi, complessi, presentando situazioni”(37). Continua a leggere Scritti su Henri Michaux (II) – di Giuseppe Zuccarino

Scritti su Henri Michaux (II) – di Giuseppe Zuccarino

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

Ideogramma pittorico e lingua universale (1.)

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     1. Sulla rivista “Écrits du Nord”, nell’ambito di una rubrica dal titolo Chronique de l’aiguilleur, il giovane Henri Michaux pubblica un testo piuttosto singolare, saggistico per l’intenzione, ma bizzarro e irriverente per la forma e il tono(1). La tesi di fondo da lui sostenuta è quella, in apparenza ovvia, che la sensibilità degli uomini muta notevolmente attraverso i secoli, per effetto delle innovazioni artistiche e tecnologiche specifiche di ogni epoca. Così, mentre a partire dal Rinascimento si è assistito al predominio dell’“immagine grafica”, legata all’invenzione e alla diffusione della stampa, in tempi più recenti, per effetto della fotografia e soprattutto del cinema, è prevalsa l’“immagine mimica”. Inoltre l’uomo contemporaneo, grazie allo sviluppo dei mezzi di trasporto e di comunicazione, può dire di aver raggiunto una certa “ubiquità”. L’arte è parte integrante di questi cambiamenti, sicché ad esempio “il cubismo, in pittura e scultura, nasce dallo stesso bisogno attuale di universalità e semplicità da cui è sorto l’Esperanto”. Anche in ambito linguistico, infatti, l’uomo ha elaborato attraverso i secoli una molteplicità di lingue, dialetti e gerghi, “ma adesso: ESPERANTO”(2). Continua a leggere Scritti su Henri Michaux (II) – di Giuseppe Zuccarino

Le sirene, tra silenzio e canto – di Giuseppe Zuccarino

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

Sirena, Museo el Louvre

Le sirene, tra silenzio e canto

     Una delle Nuove poesie di Rilke introduce una insolita trattazione del tema dell’incontro fra Ulisse e le sirene. L’eroe greco, non nominato ma facilmente identificabile, confessa la difficoltà che sperimenta quando, nel narrare la storia dei suoi viaggi, tenta di trasmettere agli ascoltatori un’adeguata sensazione di spavento, allorché giunge a parlare «di quell’isole // la cui vista fa sì che muti volto / il pericolo, e non è più nel rombo, / non nel tumulto come sempre era; / ma senza suono assale i marinai // i quali sanno che là su quell’isole / dorate qualche volta s’ode un canto, / ed alla cieca premono sui remi, / come accerchiati // da quel silenzio che tutto lo spazio / immenso ha in sé e nelle orecchie spira / quasi fosse la faccia opposta del silenzio / il canto cui nessun uomo resiste»(1).

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Scritti su Henri Michaux (I) – di Giuseppe Zuccarino

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

          L’altra finestra.
          Per una lettura di Déplacements, dégagements
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     Nell’ambito della ricca produzione letteraria di Henri Michaux, accanto ai volumi più noti, ve ne sono altri meno frequentati dalla critica, ma di cui sarebbe opportuno evidenziare la rilevanza. È il caso di Déplacements, dégagements, che, pur essendo uscito postumo, è stato predisposto da Michaux per la pubblicazione, e costituisce dunque a tutti gli effetti il suo ultimo libro(1). L’insieme dei testi in esso riuniti ha il merito di suggerire con notevole efficacia la varietà dei procedimenti formali e l’originalità dei nuclei tematici che caratterizzano l’intera opera dello scrittore. Continua a leggere Scritti su Henri Michaux (I) – di Giuseppe Zuccarino

Hermann Broch e il romanzo polistorico – di Stefano Zangrando

Zibaldoni

Stefano Zangrando – Hermann Broch e il romanzo polistorico
(Tratto da: Zibaldoni, Anno VII, Quarta Serie, del 7 novembre 2008)

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