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In memoria di Lucia Tosi

A un anno dalla scomparsa, ricordiamo con infinito affetto Lucia Tosi, una cara amica di questo blog e una persona vera di cui avvertiamo sempre più dolorosamente l’assenza.
Vi invitiamo a leggere, a scoprire e riscoprire i suoi testi, la cui radicale e umanissima sostanza etica emerge già in questa breve poesia, capace di demolire in otto versi l’ipocrisia di un mondo tutto votato e dedito alla finzione assoluta, in primo luogo dei sentimenti.
Ciao Lucia, ci manchi molto. Davvero. (RebStein)

Amicizia

Esplosioni: poi, il deserto.
Sul terreno lasciti di carne
facili brandelli di teatro:
potrai
contare sempre su di noi.
Neanche la più insospettata
delle creature si salva dal germe
della chiacchiera infinita: poco ti costa
essermi amico, se sono inerme.

Ciao, Lucia

Lucia TosiIn memoria di Lucia Tosi

Con dolore e sgomento apprendiamo da Natalia Castaldi della scomparsa di Lucia Tosi, una carissima amica di questa dimora e di tutte le persone che nel tempo l’hanno animata e frequentata. Commossi la ricordiamo con questi versi, tra gli ultimi che ha pubblicato sul suo blog.

di che parla la poesia?

di che parla la poesia?
della morte.
solo della morte?
della morte, sicuro.
ma non è vero: c’è di tutto nella poesia.
c’è di tutto, sì: ma lei è sempre lì.
ci sono alberi e vento e acque…
…ma lei è sempre e ovunque: in quegli alberi
in quel vento e nelle acque.
non posso pensare che i poeti mi parlino solo della morte.
se i poeti sono poeti ti parleranno sempre e soltanto della morte
che la nominino o la tacciano, la morte di tutti,
la loro stessa morte
è sempre e ovunque.
non ci credo.
ora non lo pensi: ma poi lo penserai.
e quando?
quando incontrerai davvero un poeta. e lo incontrerai
dentro di te e dentro
di te ti parlerà con parole che non si leggono
che non si possono sentire.
e dietro gli alberi i volti le case la guerra l’amore
sentirai che si nasconde lei.
ti prenderà un brivido una vertigine ti stringerà alla gola.
sarà terribile, sarà spaventoso?
sarà scoprire che si può amare la vita.

L’onda sulla pellicola

Lucia Tosi
Michele Lupo

Michele Lupo, L’onda sulla pellicola

“uomo, si fa per dire: la sua evoluzione si era arrestata a uno stadio adolescenziale, primo perché gli faceva comodo, secondo perché non aveva un briciolo di curiosità per ciò che viene dopo e terzo perché questo lo rendeva antipatico a un sacco di gente, e stare sulle palle a tanti subendone la sdegnata disapprovazione era un modo sfizioso per impallinare la noia.” (p. 200)

La quarta di copertina del romanzo d’esordio di Michele Lupo, L’onda sulla pellicola, Besa, 2004 potrebbe agevolmente avvalersi di queste righe, circa sei nell’originale, per illustrare il personaggio di Livio Viola, il protagonista. Detto tra noi: ad un pubblico di lettori non ingenui tale descrizione dovrebbe bastare per indurli a leggere il libro, ma è più probabile che il lettore viziato-smaliziato invece pensi: “L’ennesimo inetto? E che ce ne facciamo?” Ce ne facciamo, e molto. Continua a leggere L’onda sulla pellicola