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Est elladico

Adelia Noferi

L’opera di Lucio Saffaro (triestino, vivente a Bologna, laureato in fisica pura) si svolge parallelamente, e con stretti rapporti di interrelazione, nell’area delle arti figurative (ricordiamo le metafìsiche geometrie delle tavole del Tractatus Logicus Prospecticus, quelle per il Polifilo del Colonna, le recenti mostre, del 77, a Bologna e a Milano), ed in quella delle arti del linguaggio, collocandosi in una singolare posizione nel panorama culturale contemporaneo: una posizione, cioè, insieme eccentrica e centrale, dal momento che il suo lavoro, mentre appare isolato e distaccato rispetto alle sperimentazioni ed alle prove delle più recenti avanguardie, risulta tuttavia motivato e strutturato dalle tensioni intellettuali che più profondamente percorrono e sommuovono, specie sul versante scientifico, la cultura novecentesca.
La singolarità della scrittura di Saffaro è anzitutto riconoscibile nel suo porsi all’intersezione del modello-progetto scientifico con il modello-progetto letterario: luogo critico per eccellenza, dal momento che lì si scontrano e si confrontano due sistemi di funzioni diverse (opposte?) all’interno delle strutture concettuali e operative del linguaggio, del simbolo e della forma.

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Il sito della Fondazione Lucio Saffaro

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Opere edite e inedite di Lucio Saffaro

Lucio Saffaro, Il tempio di Talete

Lucio Saffaro

“L’ancora è propriamente quella istituzione dello spirito che consente l’attesa dell’essere e la dimenticanza del tempo. Gettata nel mare, un’ancora crea gorghi e passioni. La sua forma s’ispira al modello circolare dei ricordi e la catena che la tiene avvinta dipende dalla trasformazione stessa di tutte le memorie. Questa grande T moltiplicativa è il simbolo stesso della metamorfosi, lo scettro unitario e trasparente delle affinità del pensiero.”

Su floema, la rivista telematica del sito dia.foria curato da Daniele Poletti e Pierfrancesco Biasetti, è stato pubblicato un interessantissimo dossier dedicato alla figura e all’opera di Lucio Saffaro, con testi editi e inediti corredati dai contributi critici di Gisella Vismara, Rubina Giorgi e Rosa Pierno. Il lavoro è disponibile gratuitamente anche in formato e-book nella “Biblioteca di floema“.

Disputa cometofantica

Lucio Saffaro

Disputa cometofantica è una narrazione in forma di poesia. Della narrazione ha tutte le caratteristiche: c’è una vicenda, c’è un paesaggio, ci sono dei personaggi” scrive Flavio Ermini nell’introduzione a quest’opera inedita che è l’ultimo lavoro di Saffaro, terminato pochi mesi prima della morte, e ci viene consegnato come un enigma testamentario.

Un’interrogazione sul linguaggio e sulla lingua degli umani che si scoprono dotati di parola in grado quindi di nominare e di numerare con uno “strumento già accordato fin dal principio” pronto all’uso della comunicazione. Lucio Saffaro anche in questo lavoro completamente inedito rappresenta una personalità intellettualmente poliedrica, il cui particolare sguardo attento e originale sull’esistenza non smise mai di indagare in modo interdisciplinare tra letteratura, arte e scienza.

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