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Frammenti di una poetica infelicità

Marco Ercolani
Marco Amendolara

“I piedi non indovinavano
la terra, e la tua mente
ti illuminava a intermittenza,
come un mirabile neon consumato.
Rovinando, formulavi
una domanda vana.
Rimorso o minaccia, lo sguardo
colpiva per annullare
papaveri, centocchi, serpilli.
Nessuna dolcezza,
e deserti i dintorni della persona.”

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In memoria di Marco Amendolara

(Marco Amendolara, 1968-2008)
amenmarc
Dopo un incendio di parole
Bisogna che le stelle
Invitino il poeta a riposarsi.
Nella cenere del sonno
Le palpebre si socchiudono,
Il sogno prende ali di rosa
Diviene fiore e sigillo
Del giorno venuto e venente.
Nella Venere del cielo
Gli occhi riconoscono
La propria struttura acquea,
E si chiudono nel bianco
Di nuove ipotesi
(I guanti rosa di Baudelaire
Sono un’altra meraviglia
del mondo).

Nella ricorrenza della scomparsa di Marco Amendolara, oggi, mercoledi 15 luglio 2009, alle ore 20.00, a Salerno, presso lo Spazio Brancaccio Ecostyle (via Papio, 39), alcuni amici:

Alfonso Amendola   Giuseppe Campagnuolo
Olga Chieffi   Alfonso Conte   Mario Fresa
Tonia Marchesiello   Aura Mele   Mattia Mele
Marcello Napoli   Corradino Pellecchia
Paolo Romano   Daniele Santoro

leggeranno i suoi testi poetici per onorarne la memoria.

 

***

In memoria di Marco AMENDOLARA (1968-2008)

Marco Amendolara

I piedi non indovinavano
la terra, e la tua mente
ti illuminava a intermittenza,
come un mirabile neon consumato.
Rovinando, formulavi
una domanda vana.
Rimorso o minaccia, lo sguardo
colpiva per annullare
papaveri, centocchi, serpilli.
Nessuna dolcezza,
e deserti i dintorni della persona.

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