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La complicità del plurale

Marco Bellini

Anche tu hai scritto
con le molte ore di lavoro e dei campi.
La pergamena tra la nuca
e dove il collo diventa schiena
gli scavi del sole fitti di memoria
come gli anelli distesi nel tronco
del castagno avanti casa.
Stupito ti guardavo e vedevo
imprevista, un’incisione verticale
deporre nella pelle
il riassunto di un crocifisso

                    (da La complicità del plurale, di Marco Bellini)

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Due “letture” dell’opera:
di Antonio Devicienti
e di Marco Ercolani.

Seguendo l’acqua

Ponte sull'Adda

Marco Bellini

Si può seguire il corso di un fiume come fa l’acqua, che obbedisce alla forza di gravità e così compie il suo destino, oppure cercando le anse, le pozzanghere, quei luoghi cioè dove c’è il tempo per riposare e guardarsi attorno. E’ forse una questione di prospettiva e di punti di vista: rallentare permette di fissare lo sguardo sulle cose e sulle persone, di guardare le case dall’interno dei cortili e non dalla strada, scorgere dal basso il ponte e la traiettoria del salto definitivo dei suicidi. Continua a leggere Seguendo l’acqua