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Marco Scalabrino e la coralità del Novecento siciliano

Marco Scalabrino

Manuel Cohen
Marco Scalabrino

 

REPERTORIO DELLE VOCI
NUOVA SERIE, N.5 (XXXII)

 

Marco Scalabrino e la coralità
del Novecento siciliano

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Nella “Casa viola”

Pasquale Vitagliano

Nota critica a
Marco Scalabrino, La casa viola, Edizioni del Calatino, 2010.

Staiu / na casa / cu li naschi ciola. / Stulani / a conza / di collamitina. / E lampi / e trona / pi viviruni (Abito / una casa / con le narici viola. / Inquilini / a prova / di colla d’amido. / E lampi e tuoni in terrazza.), sono entrato con curiosità nella Casa viola di Marco Scalabrino. Vi sono entrato inseguendo suggestioni ed associazioni successive. Mi viene in mente la Camera verde di Truffaut o la Camera azzurra di Simenon. Niente di tutto questo. In questa casa non veniamo ospitati né in una cappella sepolcrale e neppure in una alcova clandestina. La casa di Scalbrino si apre su una terrazza ventosa e da qui si sente la Sicilia. Suli-pigghialu / di Frivaru. / Nta na seggia di juncu / a stenniri / l’arma mia / agghiummata (Sole incerto / di Febbraio. / Su una sedia di giunco / è stesa / l’anima mia / ingobbita).

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La casa viola

Marco Scalabrino

Una prima osservazione riguarda la concezione di una silloge in cui le poesie, pur creature a sé stanti, valide perciò singolarmente, compongono altresì un canovaccio, una storia con un fil rouge che è l’uomo, la vita, il bene e il male, i complessi rapporti che ne seguono, oserei dire, l’heideggeriano “ascolto dell’Essere”. Una seconda non può prescindere dall’impatto col linguaggio, che nulla regala e mai ha regalato al minuetto, privilegiando un ritmo secco, intenso, talvolta pausato fino alla stanchezza, tal’altra quasi tambureggiante, ma sempre mirato a penetrare nel cuore di ogni tema trattato. A questo proposito una osservazione speciale merita l’estrema pulizia della cifra poetica, il nitore del dettato; la “grazia del primo verso”, che davvero giunge quando vuole, poco o nulla sarebbe senza un’indispensabile e meticolosa techne. Continua a leggere La casa viola

Palori aschi e maravigghi – Marco SCALABRINO

Marco Scalabrino
Antologia poetica

Papuzzana

Satarii
murritii
ti fissii
strulluchii a leta cera cu mia.
Bedda
ogni jornu chiù
leggia e sapurita
farfalla.

Chiù tardu …
quannu poi pigghi volu
e ti ni vai
ricordati di sta staciuni persa
di stu sularu di li maravigghi
di stu carduni allaccarutu e sulu
e torna
siddu poi
di tantu in tantu.

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