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Della (rara) capacità aggregativa

Esiste anche una capacità che definirei aggregativa nella poesia e nella personalità di Domenico Brancale: nel mese di giugno 2020 stampato da Prova d’Artista della Galerie Bordas di Venezia esce Cadavere squisito e in luglio Metromania Bacon/Artaud per un teatro che non andrà mai in scena. Si tratta di edizioni a tiratura limitata e numerata (ma non è la prima volta che ne scrivo qui) che, liberate da vincoli tipografici quali vengono tradizionalmente imposti alle pubblicazioni appartenenti a una stessa “collana”, assumono i formati più diversi diventando progetti d’arte e di scrittura (anche oggetti) molto originali e stimolanti. Continua a leggere Della (rara) capacità aggregativa

Apologia di un perdente

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Marco Vetrugno
Apologia di un perdente
Roma, Elliot, 2018

Se un tale di nome Ezra, richiuso nelle sale di un museo, avendo in testa Shakespeare e di fronte agli occhi i fantasmi in bianco e nero di tele famose (e famigerate), inizia a parlare, cosa può mai dire, e soprattutto che facoltà ha? Mistero. A meno che non si riesca, da un anfratto nascosto, a osservarne il corpo e le sue deformità, in guisa proporzionale dedicate dal cielo a quelle carni. L’inferno, probabilmente, ne aveva già compiuto giusta causa, vale poco ricordarlo, altrimenti Ezra non si troverebbe in quel sito. Non sfuggirà il fardello informe stretto fra le braccia, respirante o meno, avvolto in panno bianco, preda carnale, ostaggio, o esserino irrisolto e inconsapevole da proteggere. Accanto, in una teca traslucida, appare un teschio di donna. Questa la scena abitata da un rintanato, superstite nucleare, rinchiuso a forza, segregato per sua volontà, oppure no. Continua a leggere Apologia di un perdente