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Necessitata scrittura

“Necessitata scrittura” significa che il testo nasce e si compone perché il pensiero avverte verso di lei e traverso di lei una precisa necessità espressiva; è il caso di Mariella Mehr e della sua scrittura in versi.
Premetto che legittimi sono i riferimenti, già formulati da lettori e da critici, a Nelly Sachs, a Paul Celan e ad Antonin Artaud, ma che è necessario riconoscere la saldezza espressiva, tematica e concettuale della scrittura di Mariella Mehr, capace di dar vita a un universo poetico ben riconoscibile anche perché generato da una necessità reale e ineludibile. Non siamo di fronte, voglio dire, a una poesia artificiosa e atteggiata, ma perfettamente controllata sul discrimine tra stile e ragioni personali, culturali, storiche.

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Before the flood, 7

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Mariella Mehr

      (Notizie dall’esilio)

      Niente,
      nessun luogo.
      C’è ancora rumore
      di sventura nella testa,
      e sulla mappa del cielo
      io non sono presente.

      Mai è stata primavera,
      sussurrano le voci di cenere,
      sulla bilancia del linguaggio
      sono una parola senza peso
      e trafiggo il tempo
      con occhi armati.

      Futuro?
      Non assolve
      me, nata sghemba.
      Vieni, dice,
      la morte è un ciglio
      sulla palpebra della luce.

(Traduzione di Anna Ruchat)

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Ognuno incatenato alla sua ora

Mariella Mehr

Ancora ti prospera il fogliame intorno
al cuore]
e una fresca presa di sale
impregna il tuo sguardo.

Di me nessuno vuol sapere,
di chi io sia la spezia
e di quale amore la durata.

Spesso canta il lupo nel mio sangue
e allora l’anima mia si apre
in una lingua straniera.

Luce, dico allora, luce di lupo,
dico, e che non venga nessuno
a tagliarmi i capelli.

Mi annido in briciole straniere
e sono a me parola sufficiente.
Effimero, mi dico,
perché presto cesserà ogni annidare,

e scorre via il resto di ogni ora.

E’ uscito in questi giorni nella Collana bianca dell’Einaudi Ognuno incatenato alla sua ora, antologia poetica tratta da alcune raccolte di Mariella Mehr, forte, straziante e alta poetessa zingara di etnia Jenisch, per la traduzione e la cura di Anna Ruchat. La sua è una poesia piena di violenza e dolcezza, drammatica, sghemba, esplosiva, pagata fino all’ultima goccia. Leggetela, amatela.

(Antonio Moresco
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Notizie dall’esilio – di Mariella MEHR

Mariella Mehr, Notizie dall'esilio

A me è rimasto un cantare,
una manciata di speranza alla vista
della verità, che conosce soltanto me e
non può essere la verità di nessun altro.
Un girasole forse, un regalo
alla vita del quale nessuna morte si avvicina
e nessun paese non scritto.

Un poeta che scrive una cosa simile va abbracciato quasi con passionale ferocia. Io la amo, questa donna.
Franz Krauspenhaar
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