Archivi categoria: maurizio manzo

Per il decennale di RebStein, 10

Maurizio Manzo

La resilienza della sagoma

imperdibile a volte decapitata
la sagoma fa una densa danza
e rotola dove finisce la luce
la rivedi al mattino
quando persino il destino
sogna una propria sorte meno decisiva

se riparte da un punto
perde l’orientamento
per ogni discussione
si ritira in sé stessa
non spera in comprensione
lei, la sagoma, non sa cosa sia speranza

non rispetta le regole
formule sconosciute
rifiuta il cibo
e per questo pare ribelle
anche se ci provano
il seme non attecchisce e spesso rimbalza

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Partizioni

Elio Copetti Maurizio Manzo

Partizioni
(inedito, 2014)

TENSIOATTIVO

Ciò che slitta vorresti
afferrarlo con la stessa bellezza
con cui l’osservi andare via
una scalata
che sposta il cuore fissa la
luce che perde squame
assottiglia il destino –
il giorno parli poco lasci
i dialoghi ai sogni coi volti
che brillano e perdono odore e
stupore poi ti fermi
più volte guardi
il carrello della spesa
che ti trascina
e lo riempi di brillantante.

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Consigli per gli acquisti

Michelangelo Pistoletto, Venus of Rags, 1967

Maurizio Manzo

Consigli per gli acquisti e altre news

1

Il sapore c’investe
il divieto allenta lo sguardo
in avere si pensa
scorra la nostra vita
rispecchiata al glucosio
rivestita in fusioni
perfettina lucente
epidermide tiepida
ti separa la luce
l’immortale sensore
l’animale tuo fiuto
un volgare richiamo.

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Pieghe

Nicola Samorì, 2012

Maurizio Manzo

Pieghe

1

A provare a pensarci si ritrova inadatto l’ultimo soffio che solleva oltre ai capelli le palpebre e il silenzio di un colore sciupato finisce col sfinirti e rivelarsi chiassoso dei precedenti istanti ripetuti nel sorriso che nelle pieghe della pelle si inoltra trattenuto dal cervello coltello che difende dalla tristezza dei giorni dalla pazienza della malinconia.

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Micro Prose

Jaume Plensa, 2011

Maurizio Manzo

MECCANISMO

Il meccanismo richiedeva di provare a stendere le braccia così come alcuni millepiedi le zampe e abbracciare più tempo rimasto a scivolare sulla schiena. Molto cantavano i nervi stirati nel percorso irato tra lo iato e il dattilo scritto a mano e il peso conteso tra la lingua e il candore. Sempre articolata anche l’anca dolorante deambulante pari a un sogno svegliato che si astiene confuso mentre era ancora visibile il fumo soffiato via dal mare per le stelle cadute a spegnersi così come quando smette di stringerti la vita e rilascia scaglie forate di derma creando un polverone che parla in controluce.

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Etica catodica

Maurizio Manzo

Da: All’ombra dei pixel

Nel vedersi riflesso in un vecchio tv bombato catodico Rolando intravede della sua immagine l’iride che si guarda guardato ma non si sente, non ha voce e non ne avrà più una sua; seguirà il torpore che ronza e gironzola attorno al suo vivere.

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