Archivi categoria: musica e poesia

Mal di terra

Claudio Sanfilippo

PRIMA
Nota dell’autore a ‘Mal di terra’

Non so esattamente cosa mi accade quando scrivo poesie e non lo so nemmeno per le canzoni, nonostante ne abbia composte molte. So che in entrambi i casi, quando l’ascolto si trasforma in ispirazione, avverto qualcosa che somiglia a ciò che ritengo sia vero, ma non è niente di più che un generico “sentire”, un avviso più sensoriale che razionale.
Un po’ come quando appena sveglio sei certo di aver sognato, ma percepisci solo il sapore interrotto di qualche frammento sbiadito, in lontananza.
Nasce tutto da lì, da uno spazio indefinibile in cui ti riconosci e che ti chiama a dire, un porto franco dalle coordinate vaghe e imminenti.

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Leggere, oggi

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Quaderni di Traduzioni (XXXIX)

Quaderni di Traduzioni
XXXIX. Marzo 2018

Yves Bergeret

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Bégayer/Balbettare (2018)
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Balbettare

Yves Bergeret

[E’ possibile ascoltare questo testo, con tutti i suoi inserti musicali e etnomusicologici, dalla voce dell’autore sul sito e la webradio del Festival 2018 Primavera delle Arti di Montecarlo, nella trasmissione intitolata Notte del balbettamento e prodotta da David Christoffel. A questo indirizzo: Nuit du bégaiement.]

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Supplique pour être enterré à la plage de Sète

George Brassens

Supplique pour être enterré à la plage de Sète

La camarde, qui ne m’a jamais pardonné
D’avoir semé des fleurs dans les trous de son nez
Me poursuit d’un zèle imbécile.
Alors, cerné de près par les enterrements,
J’ai cru bon de remettre à jour mon testament,
De me payer un codicile.

Trempe, dans l’encre bleue du golfe du Lion,
Trempe, trempe ta plume, ô mon vieux tabellion,
Et, de ta plus belle écriture,
Note ce qu’il faudrait qu’il advînt de mon corps,
Lorsque mon âme et lui ne seront plus d’accord
Que sur un seul point: la rupture.

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Amore e furto

Bob Dylan

Giovanni A. Cerutti

Amore e furto

A Cheveu-de-Vénus,
venuta dal mare

Nel capitolo conclusivo della biografia di Bob Dylan1 pubblicata nel 1986 dopo una attesa di quasi vent’anni, Robert Shelton si chiedeva quale ne sarebbe stato il futuro artistico immaginando due possibili scenari, ricalcati sulla parabola di due grandi poeti: Arthur Rimbaud, che smise di scrivere a diciannove anni dopo aver lasciato un segno indelebile nella storia della letteratura, e William Butler Yeats, che alla soglia dei settant’anni aveva attraversato nuovamente una stagione di grande creatività. Dylan allora di anni ne aveva quarantacinque, ma aveva già lasciato un segno indelebile nella storia della musica popolare, ridefinendo il senso stesso della scrittura delle canzoni, esplorandone le capacità espressive e affrancandole definitivamente dall’industria dell’intrattenimento. Anche se da quel momento in poi non avesse scritto più nulla di significativo, la sua opera era già diventata un punto di riferimento decisivo.

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Chanson pour l’Auvergnat

A Massimiliano Damaggio

Chanson pour l’Auvergnat

Testo e musica di Georges Brassens
(1955)

Elle est à toi cette chanson
Toi l’Auvergnat qui sans façon
M’as donné quatre bouts de bois
Quand dans ma vie il faisait froid
Toi qui m’as donné du feu quand
Les croquantes et les croquants
Tous les gens bien intentionnés
M’avaient fermé la porte au nez Continua a leggere Chanson pour l’Auvergnat

John Berryman: tutti i volti del suicidio

John Berryman, Canti Onirici e Altre Poesie, 1978
John Berryman, Canti Onirici e Altre Poesie, 1978

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