Archivi categoria: musica

La Biblioteca di RebStein (LXVII)

La Biblioteca di RebStein
LXVII. Marzo 2017

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Marco Ercolani

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Galassie parallele. Libri II-III (2017)
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La Biblioteca di RebStein (LXVI)

La Biblioteca di RebStein
LXVI. Marzo 2017

etretatlibraryyq7

Marco Ercolani

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Galassie parallele. Libro I (2017)
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Post-Kult, 3

Londra, settembre 1940, Biblioteca di Holland Park

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Post-Kult, 1

Londra, settembre 1940, Biblioteca di Holland Park

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Supplique pour être enterré à la plage de Sète

George Brassens

Supplique pour être enterré à la plage de Sète

La camarde, qui ne m’a jamais pardonné
D’avoir semé des fleurs dans les trous de son nez
Me poursuit d’un zèle imbécile.
Alors, cerné de près par les enterrements,
J’ai cru bon de remettre à jour mon testament,
De me payer un codicile.

Trempe, dans l’encre bleue du golfe du Lion,
Trempe, trempe ta plume, ô mon vieux tabellion,
Et, de ta plus belle écriture,
Note ce qu’il faudrait qu’il advînt de mon corps,
Lorsque mon âme et lui ne seront plus d’accord
Que sur un seul point: la rupture.

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Poetica del basso continuo

Ida Travi, Poetica del basso continuo Ida Travi

Il vincolo

Come un bambino la parola nasce e non è sola. Nasce da un essere umano, ma non nasce una volta sola. Nasce continuamente, muore continuamente, per questo il mondo non le apparterrà mai. Per questo il mondo non avrà mai una parola definitiva.

La parola esce dalle labbra in stato d’emergenza. E’ un movimento d’uscita, sì – va verso il fuori, venendo da dentro. Coincide col movimento del ritorno e dell’addio. E più la parola è poetica – cioè più autenticamente politica -, più stretta è la porta da cui riesce a passare. Stretto è il passaggio da cui esce la parola, stretta è la parola finché qualcuno non la spalanca in chiacchiera.

La parola non nasce libera, viene al mondo in un vincolo, e sì, la vita della parola è il movimento di liberazione da quel vincolo. Come il primo respiro, come quando la testa esce dall’acqua e incontra un volto, la terra: fuori!… qui si nasce! Qui si afferma un distacco: movimento di liberazione dal chiuso, dalle cose come stanno, dalla insopportabile oscurità del più luminoso pensiero. (pag. 47)

Ida Travi
Poetica del basso continuo
La scrittura, la voce, le immagini

Bergamo, Moretti & Vitali Editori
“Le forme dell’immaginario”, 2015

Canti della tradizione anarchica italiana

Montelupo
Il canzoniere anarchico
(Canti della tradizione anarchica italiana)

Goodfellas, 2014

Recensione di Camilla Galbiati
tratta da Rivista Anarchica, 235 (febbraio 2015)

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Note di ascolto (V) – ¡España!

habanera

Antonio Scavone

Note di ascolto (V) – ¡España!
(de Falla – Rimskij-Korsakov – Bizet)

     Il linguaggio della musica ha sempre travalicato i confini geografici della terra d’origine dei compositori. Pur ispirandosi a storie o leggende del milieu territoriale cui apparteneva, la musica ha anticipato una “globalizzazione” (rilettura o innovazione di atmosfere e stili) tra le attribuzioni precipue di un popolo (contesto e tipologia culturale) e la condivisione di un patrimonio tendenzialmente compatibile. Molto più della parola letta o udita, la musica ha sempre affermato e imposto un’intelligibilità “naturale” (cosa c’è di più universale di un “suono”?), anche quando quella parola si esprimeva nell’armonia del canto (opera lirica, in primis). Ci sono stati musicisti per così dire “nazionali” (il cèco Smetana, il finlandese Sibelius) e altri di un respiro sovranazionale, che hanno ricreato un’atmosfera d’ambiente con una fedeltà idealmente sostenibile. Continua a leggere Note di ascolto (V) – ¡España!