Archivi categoria: oralità

Quaderni di Traduzioni (XXXIX)

Quaderni di Traduzioni
XXXIX. Marzo 2018

Yves Bergeret

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Bégayer/Balbettare (2018)
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Chi leggerà i silenzi? – di Ivan Crico

[IVAN CRICO]

Chi leggerà i silenzi?
Di lingue locali, contemporaneità e moralità.
Una lettera a Flavio Santi.

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L’esercizio della lingua – Lello VOCE

lelloÈ bello vederti morire sentire che tremi Prometeo / È bello sapere che hai paura della nostra stessa paura / È bello il tuo corpo Prometeo scolpito sulla pietra / Giocheremo con le tue grida ci baloccheremo di sangue / Ne berremo a fiotti e poi ci ciberemo delle tue membra vive / E dopo la tua morte Prometeo ci ribelleremo. In nome tuo. (*)

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I ricami del tempo – Maurizio MATTIUZZA

maurizio-mattiuzza1 (Senza titolo)

Lasci il tempo che trovi
come lo trovi
e sai far male senza fare
nulla
forse è proprio questo
quello che
ridendo vino bianco
biciclette sul muro
l’altra estate
pensavamo soffrissero sempre
e solo
altri due che non siamo
mai stati noi
ma adesso, lo vedi, è buio
e la luna sembra
vecchia, […]

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Psicofantaossessioni – Stefano AMORESE

[Da: Faraòn Meteosès
(Stefano Amorese), Psicofantaossessioni,
prefazione di Claudio Comandini,
Faloppio (CO), Lietocolle, 2007.]

     KM 1999

Esserci stati, quando ci dovevamo essere,
dietro le barricate, entro le scuole a studiare il Maoismo
contro i conservatori, a fianco i progressisti,
lungo i corsi centrali, nelle piazze,
durante le marce autogestite,
alle manifestazioni non violente
per i diritti civili, per le lotte sindacali
accanto agli ultimi partigiani, agli antifascisti; Continua a leggere Psicofantaossessioni – Stefano AMORESE

Lo specchio di Dioniso – Gianluca PULSONI

MEDITAZIONE SUL POEMA di Gianluca Pulsoni

[Pubblicato in La Gru – Foglio Quadrimestrale di Poesia e Realtà, Numero 3, Maggio 2006 (Il poema). I quattro numeri della rivista (2005-2006) sono ora disponibili in formato pdf.]

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Manifesto per un teatro poetico – di Ida TRAVI


(Immagine fotografica di Marzia Poerio)

MANIFESTO
per un
TEATRO POETICO

teoria e forma d’un teatro trasparente

FARE POESIA La poesia si fa camminando, lavorando, mangiando, dormendo, sognando. Solo alla fine si può scrivere. La poesia di parola si fa vivendo in quel teatro naturale e trasparente ch’è il mondo visto dall’interno.

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Oralità Poesia Scrittura (II) – Lello VOCE


(Lello Voce e Michael Gross)

Io sono soprattutto un poeta. Tale mi considero, anche se mi è capitato e mi capita di scrivere romanzi, o di collaborare a quotidiani. Questo probabilmente deriva dalla ’fisicità’ della poesia, dal fatto che metto in gioco il mio corpo e la mia voce. Da anni ormai pratico uno strano tipo di poesia ad alta voce che forse si potrebbe definire Spoken Words, o Hip Hop Poetry, o Performance Poetry. Quello che è certo è che non si tratta di ’poesia lineare’, scritta, nè di ’poesia sonora’, almeno non nell’accezione che si dà a questa definizione quando si pensa ai prodotti delle Avanguardie e delle Neo-Avanguardie. E’ un ibrido strano, che si fa sul palco, davanti alla gente, per la comunità. E’ fatta di respiri e sudore, di fiato e di quei pochi pensieri che riesco a mettere insieme, mentre vengo, come voi, centrifugato in quest’enorme frullatore che chiamiamo società postmoderna globalizzata.
Lello Voce
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Oralità Poesia Scrittura (I) – Lello VOCE


(Silvio Merlino, Falena Amazzonica con mina anti-uomo, 1999)

Romance: i due passanti

(Da Lello Voce, I segni i suoni le cose, Manni editore, 1995)

[Ascolta il file .mp3 della regsitrazione del vivo della performance tenuta a Ginevra, nel 1994, nel corso di una serata per celebrare William Burroughs, nell’ambito del Festival de la Batie, diretto da Vincent Barras.]

*

sull’epa sull’epa dove posa il kore sulla sventraglia la parpaglia hic
i due passanti:quello distinto con il vestito grigio e quello distinto
con il vestito grigio
abbandonati a questa sterpaglia di sensazioni
alla mitraglia che raglia l’impiglia senz’alma né epa senz’occhi più
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Dietro il silenzio – Poesie di Isidro CONDORI

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Tre poesie di Isidro Condori
(Da: In Forma di Parole, Libro Terzo, Tomo II, pag. 14-43, cura, traduzione e note di Antonio Melis, Reggio Emilia, Elitropia Edizioni, 1981)

*

Saqsawma Pukara

Noqanchis,
pachat’iqraq apukunata churiaq,
illa teqse wiraqochakunaq churin
yuyaysapa mana ch’apuyuq,
mana ruida reseqseq
karu karu chipchikunata
reqsispa,
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Ossa e Carne – Dome BULFARO

Forme del desiderio e della voce

Quello di Dome Bulfaro è un percorso di ricerca e di scrittura molto suggestivo, che trova nella sperimentazione formale (non solo poetica) il terreno più fertile per le sue intuizioni: una traccia fatta di sbocchi, di sussulti improvvisi, osservata da uno sguardo sempre in movimento che rovescia in visione l’esplorazione e la catalogazione dei frammenti del reale in cui si imbatte. Continua a leggere Ossa e Carne – Dome BULFARO

La traccia vocale dei dispersi – Luigi NACCI

sandy skoglund

(Piccola antologia 2007-2004)  

Da: SS (2007-2006)

I

Dirottiamo aeroplani di carta nei giorni di vento
Tramontana ci porta lontano e maestrale ci impenna
Nella stiva fa freddo si ghiaccia si gelano gli occhi
Non si vedono piste e non sono previsti atterraggi
Ci copriamo con pacchi-lenzuola e con coltri-bagagli
Incrociamo gli sguardi ma senza azzardarci a parlare
Che l’ossigeno è poco e il pensiero si ossida presto
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