Archivi categoria: pensiero

Per poco che sia

“Siamo pervasi di parole inutili, di una quantità folle di parole e di immagini. La stupidità non è mai muta né cieca. Il problema non è più quello di fare in modo che la gente si esprima, ma di procurare loro degli interstizi di solitudine e di silenzio a partire dai quali avranno finalmente qualcosa da dire. Le forze della repressione non impediscono alla gente di esprimersi, al contrario la costringono ad esprimersi. Dolcezza di non aver nulla da dire, diritto di non aver nulla da dire: è questa la condizione perché si formi qualcosa di raro o di rarefatto che meriti, per poco che sia, d’esser detto.”

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Dal frammento al Libro

Luigi Sasso

Dal frammento al Libro
(Su Insistenze
di Giuseppe Zuccarino)

Scrivere, fallire

Scrivere, sosteneva Samuel Beckett, è un modo di fallire. L’attività dello scrittore – ma la cosa è facilmente verificabile anche in altri campi della ricerca artistica, nella pittura, per esempio, o nella scultura – è, perlomeno in epoca moderna, inesorabilmente votata allo scacco. L’artista è definibile come colui che non solo non può prefiggersi il successo, non solo non può sperare di raggiungerlo, ma assolutamente non deve. Egli ha l’obbligo di restare fedele al suo destino. Il compito che si è assunto, quello di restituire – pensiamo a Cézanne o a Giacometti – la cosa com’è e nel contempo come egli la vede, è troppo arduo, è impossibile. Evitare il fallimento non sarebbe una vittoria, ma, appunto, semplicemente l’abbandono del campo, la rinuncia a giocare la partita fino in fondo, un modo di tradire se stessi e soprattutto l’opera intrapresa e interminabile. Continua a leggere Dal frammento al Libro

Via degli occhi sporgenti

Massimo Sannelli

VIA DEGLI OCCHI SPORGENTI
Ai narratori di Pino Pelosi

     Questo non è un articolo su Pino Pelosi, vivo o morto. E nemmeno sul morto disadorno e sull’Ambiguo, l’amante di Pino. È un articolo su un meccanismo atroce: si tratta delle parole; e su un’impotenza generale: si tratta della ripetizione. Ed è rivolto ai narratori del primo e del secondo, come un testo polemico e non fraterno. Continua a leggere Via degli occhi sporgenti

Frammenti d’esilio, 13

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Questo dovevo dirvi. È in una sera
dipinta sulla seta che vi lascio…
Vittorio Bodini

 

frammento 13

401. Eh no, amico Kiarostami, se noi fossimo sempre consapevoli del fatto che ogni attimo computato sull’orologio ci avvicina di quell’attimo alla morte, non potremmo, letteralmente non potremmo vivere, impazziremmo per il panico del senso che diventerebbe imprendibile alla mente e della mancanza di tempo che verrebbe giustamente percepita come inarrestabile. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 13

Sconfinamenti

PHILOSOPHY KITCHEN

Samuel Beckett Georges Bataille Pierre Klossowski, 1 Maurice Blanchot, 1

Giuseppe Zuccarino
Quattro Sconfinamenti

Blanchot e i filosofi di Thomas
Sulla teoria dell’opera pittorica in Klossowski
Fisiologia fantastica. Bataille e Descartes
Fare l’immagine. Deleuze su Beckett

Le architetture dell’orrore

auschwitz-letti Natàlia Castaldi

E’ il 27 gennaio e, ormai da undici anni, ogni ventisette di gennaio si torna a parlare e polemizzare sull’utilità di celebrare la memoria dell’Olocausto e la liberazione del Campo di concentramento e sterminio di Auschvitz, avvenuto nel corso de La Grande Offensiva dell’Armata Rossa, il 27 gennaio del 1945. La settimana del 27 gennaio anno dopo anno va perdendo di vista il suo obiettivo principale, saturando l’informazione con discussioni sterili, o peggio pavoneggianti, sulla retorica della memoria, sull’inutilità dell’istituzione di una data in cui celebrare una memoria tanto scomoda da meritare l’etichetta dell’ipocrisia, del fastidio, della noia, del trito e ritrito talmente ripetuto e celebrato da causare irritata indifferenza, un distacco emotivo assuefatto e malato che non si ferma al passato, ma si protrae ed estende al presente, al punto di “banalizzare il male” come qualcosa che comunque non ci appartiene se non come spettatori inermi, indispettiti, disturbati.

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Frammenti d’esilio, 11

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Stamane
per la prima volta dopo lungo
tempo di nuovo la gioia di
immaginare un coltello girato
nel mio cuore.
Franz Kafka

frammento 11

336. In che cosa consiste il piccolo? Il piccolo evento, la piccola idea, il piccolo racconto? La micrologia finisce per disperdere l’osservatore, che non riesce più a raccogliere tutto ciò che vede sotto un solo orizzonte, e questo lo inquieta, in qualche caso lo spinge a non accontentarsi, in molti altri lo deprime, poiché la mancanza di una qualche solidità d’orizzonte viene subito identificata con l’insensatezza. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 11

Paesaggio con viandanti

paesaggio  con viandanti

Marco Ercolani e Massimo Barbaro
Paesaggio con viandanti
Joker, 2015

Ci sono gesti insignificanti, piccoli, marginali, che da soli rinchiudono in sé il senso di una vita, il famoso senso della vita: l’Inutile, l’unica cosa al mondo utile davvero. Ineffabile, si rivela inaspettato, il più delle volte senza neanche rendersene conto. Accorgersi, puramente e semplicemente, rende poeti, (uomini) ancor prima di ogni commercio con l’espressione e la scrittura.

Non tanto una «foresta di segni», ma una foresta di senso. Inavvertita. Perché è sempre più facile vedere l’albero, non la foresta.

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