Archivi categoria: poesia brasiliana

Dois sonetos


Vinicius de Moraes


Soneto de separação

De repente do riso fez-se o pranto
Silencioso e branco como a bruma
E das bocas unidas fez-se a espuma
E das mãos espalmadas fez-se o espanto.

De repente da calma fez-se o vento
Que dos olhos desfez a última chama
E da paixão fez-se o pressentimento
E do momento imóvel fez-se o drama.

De repente, não mais que de repente
Fez-se de triste o que se fez amante
E de sozinho o que se fez contente.

Fez-se do amigo próximo o distante
Fez-se da vida uma aventura errante
De repente, não mais que de repente.

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Distratti vinceremo

Paulo Leminski

Transpenombra

tempesta
che passa
ma lascia i petali intatti
sei passata in me
le tue ali aperte
è passata
ma sento ancora un dolore
nel punto esatto del corpo
che la tua ombra ha toccato
che razza di dolore è questo
che quanto più duole
più ne esce sole?

“In ognuno di noi esiste ciò che si chiama “comprensione immobile”. Questo devi esercitare. Immobilità non vuol significare essere come una pietra o un tronco d’albero senza intendimento. La comprensione immobile è quanto di più agile vi sia al mondo, pronta a intraprendere ogni possibile direzione e non ha essa alcun punto su cui sosta. Immobile vuol significare senza eccitazione, non fissare né trattenere l’attenzione sopra un unico punto, in tal maniera impedendo ad essa di dirigersi su altri punti che in continuazione si susseguono. La v’è un albero con molti fusti e rami e foglie. Se la tua mente si limitasse a una di quelle foglie, non potresti tu vedere tutte le altre, mentre ne vogliamo vedere la totalità. Perciò, non dobbiamo trattenerci in alcun punto che tolga integrità alla sequenza dell’esistente.”

Paulo Leminski
Distratti vinceremo
(Destraídos venceremos)
Cura e traduzione di Massimiliano Damaggio
Forlimpopoli, Editrice L’Arcolaio, 2022

Arnaldo Antunes


inferno

qui l’ala non esce dal bozzolo, il blu
non esce dal buio, la terra
non semina, il seme
non esce dallo scroto, lo scolo
non scorre, non sgorga
la fonte, il ponte
riporta allo stesso lato, il gallo
tace, non canta la serena, l’uccello
non cinguetta, il loglio
divora il grano, il verbo avvelena
il mito, il vento
non muove il velo, il tempo
non passa, ritarda,
la pace annoia, fermo
il mare, senza maremoto,
come una foto, la vita
senza uscita, qui,
si spegne la luna, termina
e continua.

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Haroldiana 04. Scacchi e galassie.

Haroldiana
Puntate: 00 / 01 / 02


di Lello Voce
da L’educazione dei cinque sensi
Metauro Edizioni, 2005

prosegue da qui


Avvicinarsi alla poesia di Haroldo de Campos significa accettare di fare i conti con un paradosso, tentare di risolvere l’enigma di un apparente Giano bifronte. Haroldo de Campos è tanto il poeta dell’essenzialità concreta, l’autore di testi di assoluta, bruciante “povertà”, come cristal, o nascemorre, quanto l’acrobata ardito e barocco delle Galáxias, il trapezista che lancia se stesso e la sua lingua oltre il baratro dell’invenzione, con ineguagliabile agudeza, a cavallo di mot-valise e paronomasie, di invenzioni linguistiche stupefacenti e di tessuti sintattici stringenti sino all’inestricabile. Haroldo “ascetico ed epicureo del discorso”, così lo ha felicemente definito Walter Moser [MOSER, 1996, p. 141].

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Haroldiana 03. Intervista a Daniela Ferioli.

Haroldiana
Puntate: 00 / 01 / 02 / 03


di Katia Zornetta
a proposito de e intorno a
L’educazione dei cinque sensi
Metauro Edizioni, 2005


da Cadernos de tradução vol.36 no.3, Sept./Dec.2016
traduzione consultabile in Scielo


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Haroldiana 02. Galáxias Canto Primo tradotto da Daniela Ferioli.

Haroldiana
Puntate: 00 / 01 / 02 / 03


Primo Canto di Galáxias
Tradotto da Daniela Ferioli
da L’educazione dei cinque sensi
Metauro Edizioni, 2005


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Haroldiana 01. Al lettore che non l’ha conosciuto.

Haroldiana
Puntate: 00 / 01


di Daniela Ferioli
da L’educazione dei cinque sensi
Metauro Edizioni, 2005

prosegue da qui


Non posso ricordare Haroldo che con allegria. Tutto in lui era prorompente: il pancione, la risata, la parlantina, la curiosità, l’attenzione agli amici, tutto in lui era immenso.

Haroldo è stato uno di quei regali inaspettati che a volte la vita concede. E pensare che non ci tenevo a incontrarlo. Poteva essere il 1975 e avevo da poco pubblicato presso Einaudi due poemi di João Cabral de Melo Neto, uno dei quali destinato alla rappresentazione teatrale. Cercavo qualcosa o qualcuno di altrettanto particolare e, nel corso del primo congresso degli editori che nel mondo avevano pubblicato scrittori brasiliani, il critico Antônio Houaiss mi suggerì i Noigandres. Andai alla «Livraria Cultura» ed esaminai i loro scritti, concludendo rapidamente che i tre autori (Haroldo de Campos, suo fratello Augusto e Décio Pignatari), oltre che un po’ matti, erano intraducibili. Ma Houaiss non demordeva, e un giorno mi chiamò Haroldo, felice della sfida, lanciatissimo, travolgente, disponibile, un uragano di entusiasmo. Sbaragliò le mie resistenze e ci incontrammo, simpatizzando all’istante. L’amicizia nacque spontanea e coinvolse in breve le rispettive famiglie.

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Haroldiana 00. Breve intro.

Haroldiana
Puntate: 00 / 01 / 02 / 03


L’educazione dei cinque sensi
Metauro Edizioni, 2005


Era da molto tempo che volevo tradurre alcune poesie di Haroldo de Campos (San Paolo 1929-2003). E così, per curiosità, sono andato a sbirciare nel web italiano per vedere se qualcuno se ne fosse occupato. Ho trovato qualcosa nell’archivio di Maurizio Spatola, il fratello di Adriano. Nessuna sorpresa che gli Spatola si siano occupati dei Campos, visto che sono stati fra gli “importatori” della poesia concreta in Italia e, soprattutto, fra i loro migliori “facitori”.

Grande sorpresa invece scoprire che nel 2005, a due anni dalla morte di Haroldo, uscì per la Metauro Edizioni di Pesaro un’antologia delle poesie del brasiliano: L’educazione dei cinque sensi, curata e fortemente voluta da Lello Voce, con le traduzioni di Daniela Ferioli, nome che, per chi si occupa di Brasile, è di riferimento. E infine, libro voluto da Massimo Rizzante, che dirige la biblioteca di poesia della Metauro, e il cui proponimento (leggo dal sito) è presentare “al lettore importanti poeti del XX secolo di cui non esiste ancora, nel mercato editoriale italiano, una raccolta significativa e tende a scoprire opere e valori estetici del XX secolo in grado di mettere in discussione le prospettive poetiche italiane in materia di creazione e interpretazione”. Buon lavoro. In Italia ne mancano moltissimi all’appello.

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Pedro Xisto 1 : Haikais

Pedro Xisto
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Questo è il primo di 3 articoli su Pedro Xisto (1901-1987. Si pronuncia “Scistu”). Il nome di questo poeta brasiliano non dice granché al di fuori del Brasile e di chi conosce la poesia concreta. Xisto è stato parte integrante del gruppo “Noigandres” e, forse, fra i creatori di poesia più innovativi di sempre.

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