Archivi categoria: resistenza

Qualcuno tornerà…

“Qualcuno tornerà
per sentire la tua voce,
per dirti che la vita è un gioco
in mezzo ai prati,
che il tempo non ha fine
se vivi per qualcuno.
Qualcuno tornerà
per amarti tutti i giorni.”

(Piero Ciampi,1961)

 

SABATO 16 GENNAIO 2010
Manifestazione con i familiari delle vittime dello Stato
Concentramento ore 10.00
in Piazza della Repubblica a Livorno

MORTI DI STATO ovvero ASSASSINATI dallo STATO
NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE PERCHE’ SI VIENE UCCISI

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Apartheid di Rosarno: Dov’è la collera di Dio?

Domenico Ciardulli

D’ora in avanti anche la Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi dovrà valutare bene l’opportunità di inviare vescovi, prelati o diaconi di colore nelle parrocchie dei paesi della piana di Gioia Tauro. Attenzione, dunque, all’abbronzatura nel caso si dovesse fare sosta o soggiornare nella rinnovata e ripulita cittadina di Rosarno. Probabilmente è solo una minoranza di rosarnesi che si è dedicata alla caccia armata contro i braccianti africani, ma già si riesce ad immaginare quale sarà il programma elettorale di qualche candidato a sindaco di Rosarno. Magari viaggi di studio verso Città del Capo per importare nuovi modelli culturali. Come dire, per una volta il Sudafrica diviene punto di riferimento culturale dell’Italia che è la settima potenza mondiale. Ma quale è stato a Rosarno il ruolo delle autorità civili e religiose locali in questi vent’anni in cui i migranti africani hanno pagato il pizzo ad autisti di furgoni e ai caporali per poter raccogliere mandarini, olive e pomodori per pochi euro al giorno? Quanti parrocchiani che la domenica frequentano la messa hanno dato in affitto a 50 o 100 euro un materassino nei fabbricati rustici e inabitabili dei loro terreni agricoli? E quale percentuale incassano i grandi e piccoli proprietari calabresi per far alloggiare i numerosi ambulanti del Senegal che quotidianamente percorrono con le loro mercanzie artigianali decine di chilometri a piedi sulle spiagge delle coste ioniche e tirreniche?

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Giù le mani da Frigolandia!

26 novembre 2009: Thanksgiving day
(di Vincenzo Sparagna)

Il 26 novembre 2009 si celebra negli States il “Thanksgiving day“, il giorno del ringraziamento. La festa ricorda l’odissea del Mayflower, un battello carico di 102 profughi che nel 1621 vagò per mesi nelle tempeste atlantiche prima di approdare sulle coste americane. Accolti amichevolmente dagli indigeni, che li saziarono di fagioli, i migranti decisero di festeggiare l’avvenimento in un giorno speciale che chiamarono Thanksgiving day. In seguito nel 1863 il presidente Abramo Lincoln stabilì che questa festa si celebrasse nell’ultimo giovedì del mese di novembre, che quest’anno cade appunto il giorno 26. Ora, per una di quelle coincidenze che appassionano gli studiosi di misteri, è proprio il 26 novembre 2009 il giorno ultimo fissato dal Comune di Giano per il suo attacco a Frigolandia. In quella data, ci intima un recente atto giudiziario tanto provocatorio quanto immotivato, dovremmo lasciare la repubblica immaginaria che con fatica e sacrifici abbiamo creato qui in Umbria e con essa cancellare il sogno/realtà del Museo/Laboratorio dell’Arte Maivista. Continua a leggere Giù le mani da Frigolandia!

Verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni

COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA
PER FRANCESCO MASTROGIOVANNI

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Sul sito del Comitato tutte le notizie e gli aggiornamenti del caso Mastrogiovanni, con numerosi links alla legislazione in materia di salute e libertà personali e ai principi fondamentali della Costituzione, palesemente violati e calpestati, in questa come in tante altre vicende analoghe.

Qui, nel colonnino dei commenti, prosegue la raccolta di materiali e testimonianze su questo e altri crimini di stato, non ultimo, purtroppo, l’omicidio di Stefano Cucchi.

Tenere desta l’attenzione sulla violenta e repressiva
espropriazione quotidiana di diritti e libertà è un dovere.

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Francesco Mastrogiovanni, anarchico…

SE NON C’E’ LA FINESTRA DI UNA QUESTURA A DISPOSIZIONE, PER UCCIDERE UN UOMO LIBERO VA BENE ANCHE IL LETTO DI CONTENZIONE DI UN OSPEDALE PSICHIATRICO…

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Si chiamava Francesco Mastrogiovanni, anarchico, è stato assassinato il 4 agosto 2009 in una delle sezioni più violente e criminali delle istituzioni totali di controllo: in un ospedale psichiatrico.

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Leggi liberticide, controllo, censura

Non la ritengo, sinceramente, una forma di protesta particolarmente incisiva. Penso, invece, che vadano escogitate altre modalità di lotta e di resistenza contro il dilagare di leggi liberticide che, in ogni campo, tendono a restringere gli spazi di movimento e di libertà in funzione di logiche di controllo e di asservimento. Staccata da una più generale strategia di rifiuto e di contrapposizione alle politiche di regime imperanti, anche la migliore iniziativa finisce per lasciare il tempo che trova. C’è bisogno di ben altro. Comunque, auguri… (fm)

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Il pezzullo di db (XVII) – DE GOAL

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DE GOAL

                                                           Torino, 1 Gennaio 2000

All’alba del terzo millennio l’Italia, una nazione la cui identità culturale e civile risale all’inizio del primo millennio cristiano – come testimonia la decisione di Augusto di rinominare il Praefectus Urbis in Praefectus Italiae – dopo aver riconquistato da poco più di un secolo l’unità e l’indipendenza, corre oggi il rischio gravissimo di perdere la coscienza di questa sua identità. Continua a leggere Il pezzullo di db (XVII) – DE GOAL

Attilio Vecchiatto su Zibaldoni e altre meraviglie

[ZIBALDONI]

Da domani 3 giugno prende il via su “Zibaldoni e altre meraviglie” la pubblicazione di un progetto in memoria dell’attore Attilio Vecchiatto.

Insieme a una testimonianza diretta di Enrico De Vivo e a scritti inediti di Gianni Celati, saranno riproposti, in varie puntate, i “Sonetti del Badalucco”, nella versione a cui l’autore ha lavorato fino alla sua morte.

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Giulio Cavalli, il giullare con la scorta – di Gianni Biondillo

C’è un giullare dalle parti di Lodi che si chiama Giulio Cavalli. Fa una cosa che non dovrebbe fare: teatro civile. Parla di Resistenza, di G8, parla del disastro aereo di Linate e da un po’ di tempo, soprattutto, parla di mafia e di mafie. Fa nomi e cognomi. A Teatro. Li fa a Milano, li fa a Gela.
Errore! I nomi non si fanno, non è elegante. Qualcuno poi si arrabbia e te la vuole far pagare. Così è: Giulio Cavalli ha subito minaccie mafiose e vive sotto un programma di protezione dallo scorso anno. Solo che lui è cocciuto e continua a fare i nomi e i cognomi. Ci dice cose che non vogliamo sentire: tipo che la ‘Ndragheta non è mica roba di montanari calabresi. È roba di gente che fa affari a Milano. Insieme ai casalesi e a tutta la solita cricca.
È che i politici milanesi non amano sentir parlare di mafia a Milano quando hai un Expo da organizzare. Ma Giulio insiste, giullare cocciuto.

(Continua qui…)

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Il sito di Giulio Cavalli (Contiene anche il link al suo blog).
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Il pezzullo di db (XIV) – PRETI

Se a fine ’56 in Ungheria si mossero i carri sovietici, a fine ’57 in Italia li imitarono i carristi ideologici; solo che lì il bersaglio era lato e vago, qui puntiforme e rispondente al nome di Giulio Preti. Ovviamente era un nemico interno, e perciò benissimo localizzato: iscritto al Pci verso la fine della guerra, ne era uscito infatti nel ’46 per due bocconi che non riuscì a ingoiare: l’amnistia ai fascisti e il concordato ai preti (nomen ≠ omen)…

Finché, undici anni dopo, esce per Einaudi Praxis ed empirismo, una miscela di giovane Marx e nuova logica viennese che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, esplodere sul campo imprescindibile della democrazia. Continua a leggere Il pezzullo di db (XIV) – PRETI

Siamo tutti in pericolo – di Giuseppe Catozzella

pasolini21

Un uomo giace sdraiato a terra accanto allo spigolo del marciapiede. Ha la testa coperta da un telo bianco chiazzato al centro di rosso rappreso. Sparato in faccia, come i codardi camorristi usano fare, colpendo da due passi chi neppure può difendersi. È una grande fotografia, quella che sta sul ledwall semovibile e luminoso, nello studio TV3 di corso Sempione stracolmo di ragazzi. Roberto Saviano sta un po’ scostato sulla destra e indica quell’istantanea, mentre Fabio Fazio gli passa addosso un fugace sguardo di terrore. Poi indica i bambini, i tanti bambini che nell’immagine assistono al lavoro della polizia mortuaria e grida, quasi sorprendendo anche se stesso: “Che tipo di Paese è quello che permette tutto questo?”.
Che tipo di Paese è, il nostro?

Seduto sullo strapuntino poco imbottito sotto i caldissimi riflettori dello studio televisivo mi vengono in mente chissà perché i discorsi che faceva Pier Paolo Pasolini prima di essere ritrovato ammazzato sulla spiaggia dell’idroscalo di Ostia.

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