Archivi categoria: sebastiano aglieco

Appunti prima del romanzo

Sebastiano Aglieco

storia del cammello che piange

un cammello madre rifiuta il suo piccolo. un violinista appende il violino alla gobba dell’animale. il vento fa vibrare le corde del violino. una madre canta una nenia. il violinista suona. il cucciolo viene condotto al ventre della madre, il cammello piange.
una riflessione sulla lingua delle madri. qui è una madre che parla a una madre nel linguaggio primordiale delle bestie: un suono, una vibrazione del vento nel deserto.
è una comunicazione ancestrale che ci dice qual è la vera funzione di ogni lingua: essere chiamati, per la prima volta, al seno di una madre che nutre e accoglie. il primo rito del venire al mondo, rotto il quale ogni psicanalisi è possibile.
se una madre non accoglie, si muore. se un padre non è capace di presentarci al mondo, si muore una seconda volta.
che cosa si suggeriscono queste madri che parlano attraverso un canto? forse nulla; forse, semplicemente, si mettono in relazione, si accordano sulla stessa nota prima della diaspora di babele, prima della lingua come lotta e inganno, come retorica.

Tratto da:
Appunti prima del romanzo
“La foce e la sorgente”, Quaderni, II

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Poeti per Genova

“parlate bambini
additate i colpevoli le carte gli oracoli
riversate nel grigiore di questa pioggia
il vostro spudorato livore senza canto”

Sebastiano Aglieco

Genova nel mare

Pensiamo di conoscere tutto del mondo, e invece ne sappiamo sempre meno. Pensavamo che il Ponte Morandi si elevasse sul livello del mare fino ai 90 metri dei piloni e ai 50 dell’asfalto, pensavamo di conoscere bene quell’altezza, di attraversarla quasi incuranti. Invece nella nostra conoscenza sempre più approssimativa, e diminuita insieme a una quantità di altre cose, quel ponte è piombato improvvisamente a zero metri sul livello del mare. Il 14 agosto del 2018, alle ore 11.36 l’altezza si è abbattuta, azzerata, e tutta Genova è precipitata nel mare. L’anima di 43 persone è stata tolta di botto dai loro corpi, mentre l’intero corpo genovese si è preso in pieno petto il contraccolpo. In mezzo a tuoni, fulmini e pioggia battente, c’è stato un altro schianto. E un attimo dopo tutto è cambiato. Improvvisamente abbiamo saputo ben poco della realtà che ci circonda. Enorme cumulo di macerie. Tonnellate. Continua a leggere Poeti per Genova

Frammenti di maestro

Sebastiano Aglieco

“voi imparate anche dalle parole che feriscono. oppure non ascoltate. avanzate, con la nettezza e la brutalità dell’aratro e seppellite i semi cattivi. sono forti, lo sapete, rispuntano sempre. oppure trasformate i modesti fiori di campo in bellissime modelle da sfilata. bellissime, ma vuote. innocue, dunque. neutralizzate i pensieri cattivi bendandovi gli occhi. ma non fermatevi. lasciate nel vostro cammino i drammatici solchi di un inseguimento. gli schizzi di fango. ali a brandelli”.

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Un tempo in cui morire tra le cose

Filippo Ravizza

Il turista di Filippo Ravizza non è un semplice osservatore e neppure un testimone, ma un soggetto che attraversa il territorio dell’esistenza, un “attore della luce“, che si apre agli eventi umani e ai paesaggi, colti in attimi che restano nella parola, piccole o grandi rivelazioni che rimandano al mistero dell’essere. C’è in questi versi una forza oppositiva all’indifferenza del tempo, una volontà tenace di cogliere nella visione il segno della Storia, le tracce di una civiltà comune, una Heimat del cuore e della speranza, mentre incombe la vanità del tutto e l’accerchiamento di una “verità alta e insuperabile / lo sguardo asciutto e folle / che chiamasti il niente“. Continua a leggere Un tempo in cui morire tra le cose

La Poesia nella Rete

LA POESIA NELLA RETE
spazi virtuali
e immaginari poetici

PoesiaPresente
e
Poesia teXtura Festival
2010

Per il terzo anno consecutivo le associazioni Mille Gru (PoesiaPresente) e delleAli (Poesia teXtura Festival) incrociano le proprie strade. Dopo aver presentato, per la prima volta insieme, Mariangela Gualtieri e Mauro Ermanno Giovanardi (poesia e musica – 2008) e “Fra le mura”, di Maria Arena, con Rosaria Lo Russo e Daniela Orlando (poesia e danza – 2009), quest’anno il festival indagherà il rapporto tra “poesia, arti visive e nuove tecnologie” con Nanni Balestrini, Giovanni Fontana, Stefano Massari e Giacomo Verde (che per teXtura terrà anche un video-laboratorio).

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Radici delle isole

Sebastiano Aglieco

Vorrei che questo libro fosse letto come un racconto dell’attenzione e della cura, non come un saggio letterario. Non si discute alcuna teoria. Si indica, piuttosto, un compito: il racconto dei libri, degli incontri che li hanno preceduti e accompagnati, come ci cercano e ci accompagnano le presenze nel corso dei nostri anni. A volte questi incontri finiscono dietro l’angolo di una strada, si esauriscono nello sguardo quando intuiamo una cattiveria, una furbizia non necessaria. Altre volte proseguono. La poesia continua a sfidarci: nei sogni, nelle pieghe delle nostre giornate. Allora si sente il bisogno di conoscere da vicino l’autore delle parole, o di leggere i suoi pensieri come fossero striature della pelle, cicatrici nascoste o esibite come trofei. Quest’incontro, a volte, è avvenuto. Altre volte la poesia ha continuato ad alimentarlo.

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Poema per una terra – Sebastiano Aglieco

[SEBASTIANO AGLIECO]

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Ho sempre pensato a una rifondazione / uno stato della parola / in cui le cose emergono dalle loro trame / per un avvicendamento del sonno / i pensieri in una riva asciutta / ossa indelebili / cantilena di un popolo intero.

Tutto sarà restituito / nel suo unico pensiero / un flusso di sangue / che chiede una costrizione / un figlio dagli occhi duri / emersi dalle macerie.

Pagheremo lo sconforto ai vivi / e le parole si ammutineranno.

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Serie del ritorno – di Stefano Massari

2007_Koerner_Jesaja_P800_D001Bisogna leggere questi versi. Hanno un’urgenza mortale, hanno la tensione di chi compie un atto decisivo, un atto oscuro e antico dove si intrecciano salvezza e catastrofe. Bisogna credere, letteralmente, a ognuna di queste parole. Portano con sé un urlo, ce l’hanno addosso, sono infestate dall’urlo dei morti. Perché questo è un libro scritto vicino alla morte. Con improvvise rinascite, barlumi, terre felici. La morte sembra dettarlo a viva voce. L’addio è incessante. La parola è tempestosa. Chiede, invoca, comanda, crolla. Tutto avviene sul bordo dei pozzi. Una minaccia ignota la insegue, la spinge nelle vie buie del mondo e della mente, come in certe pagine russe, dove l’assoluto si sfiora nel grido e nella bestemmia, come in certe imprecazioni notturne dei Karamazov, dove l’assassino più infame legge nelle linee della mano una strana pietà. Continua a leggere Serie del ritorno – di Stefano Massari

Quattro metalli – Sebastiano AGLIECO

miriam rimon
(Miriam Rimon, Alla memoria, 2006)

PIOMBO 1

Ogni traccia viene a noi
da un tempo dove abitammo
nella distanza delle mani
nel dolore della casa.

Essere sostanza e tempo
venire, partire, dal cono d’ombra
del piombo, da una casa, nei cerchi.

Riduci la parola a un suono
la parola nel suo apparire
nella distanza dei nomi.

Nell’ombra percepire la bocca
il petto, l’inguine, le presenze che ci
dicono del nostro timore.

(Tratto da: Quattro metalli, Pagina Zero e-book, a cura di Paolo Fichera)

Nasce “Scritture in attesa”

klimt - l'albero della vita

Chi si occupa di giovani, bambini e adulti sul versante dell’espressività e della pedagogia, sa benissimo che ogni protagonismo personale va bandito; che la questione riguarda la crescita delle persone, vuoi per dono disinteressato, vuoi perché, attraverso la crescita degli altri, rimane qualche briciola anche per la nostra maturazione. Le graduatorie e le classifiche, in un contesto del genere, lasciano molti dubbi. Altra cosa è una Comunità, un luogo cioè dove le persone, grandi e piccole, anche nel riconoscimento dell’altrui grandezza, possano stare insieme, scambiarsi parole. Per far circolare idee, emozioni, affetti; per tenere a freno il narcisismo forzato che genera mostri. […]

(Dall’editoriale di presentazione di Sebastiano Aglieco)

[Continua a leggere su Scritture in attesa]

“Dolore della casa” di Sebastiano AGLIECO nella lettura di Stefano GUGLIELMIN

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Stefano Gugliemin

Sebastiano Aglieco, Dolore della casa, Il Ponte del Sale, Rovigo 2006

Ci sono autori, e Aglieco è fra questi, la cui opera fonda il proprio centro poematico sin dapprincipio, mettendo sempre più a fuoco – di libro in libro – le ossessioni che la abitano: il sogno di un abbraccio fraterno delle genti, la Storia quale luogo dell’inautenticità, la lontananza dall’origine, il senso d’inadeguatezza personale, e, prima fra tutte, gli affetti familiari, che, con la casa e il paesaggio, costituiscono il nucleo di un presepe che ha nella madre (e, come vedremo, nel padre) il suo fulcro. Continua a leggere “Dolore della casa” di Sebastiano AGLIECO nella lettura di Stefano GUGLIELMIN