Archivi categoria: stragi di stato

Piazza Fontana: una strage lunga quarant’anni

Nota editoriale

(Casa Editrice Odradek, ristampa della controinchiesta La strage di stato, 2001 e sg.)

La strage di piazza Fontana ha cambiato la storia d’Italia. Su questo non esiste praticamente difformità di opinione tra nessuno dei principali o secondari soggetti politici, osservatori, politologi, storici attendibili o contafrottole di bassa lega. Le bombe esplose il 12 dicembre inaugurarono la “strategia delle stragi”, prolungatasi fino al 1980 – quella con il bilancio più alto di vittime, il 2 agosto, alla stazione di Bologna. Tutte incontrovertibilmente stragi di Stato, ovvero stragi compiute da uomini facenti parte direttamente degli apparati più “coperti” dello Stato, oppure da fascisti da loro personalmente organizzati, indirizzati, finanziati, protetti – senza alcuna eccezione – fino al momento di andare in tipografia con questa nuova edizione. Continua a leggere Piazza Fontana: una strage lunga quarant’anni

Lavoro, dignità, memoria

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“ché non cessi nella memoria
di quest’Italia Repubblicana
la data del suo primo politico scempio”

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Avola, 2 dicembre 1968

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(Avola 1968, dal sito Brianza Popolare)

Su quella statale centoquindici, su quel terreno della Chiusa di Carlo, all’improvviso sparò e sparò la polizia contro i lavoratori scioperanti per il rispetto dei contratti, contro l’ingaggio di mano d’opera in piazza, la prepotenza dei padroni e caporali. Saltarono i muretti, corsero per la campagna dell’inverno, sotto i rami spogli, caddero morti a terra Scibilia e Sigona, caddero i feriti.
(Vincenzo Consolo, L’olivo e l’olivastro)

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Libertà per gli assassini – di Salvatore BORSELLINO

Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada, sotto la forma di arresti domiciliari per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l’opera mi ripugna, mi sconvolge.

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Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avevano rubato – Lucia MARCHITTO

Mentre gli assassini e i mandanti sono ancora liberi e ben protetti, qualcuno ricorda, e scrive, e racconta: qui (1), (2), (3), (4), (5).

Sono qui a guardare l’immobilità di questa donna che fino a ieri animava la mia classe, dava voce a chi non l’aveva, la mia per dire se ne sta sempre rintanata dentro l’oscurità della gola e quando con forza cerco di tirarla fuori è talmente fioca che non giunge da nessuna parte. Ma lei, la mia professoressa, ha saputo stanarla la mia voce e guidarla e ieri era chiara e forte, era tanto chiara e tanto forte da non sembrare la mia.

Ieri soltanto ieri.

Adesso guardo il suo corpo, osservo la sua bocca muta come non lo è mai stata, la cassa che la contiene, e mi chiedo:

“La voce, dov’è la sua voce?”

(Da: Lucia Marchitto, Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avevano rubato, pubblicazione a cura dell’Auser di Botticino, maggio 2004)

Urla la morte bianca – di Marco ROVELLI

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(Carlo Galleni, Cavatori)

Urla la morte bianca che quattro soldi vale.
Mastica il paradiso, in miniera si scende,
in cava si sale.

(Da: Marco Rovelli, Lavorare uccide, Milano, BUR, Futuropassato, 2008, pg. 135-142)

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Strage senza fine

La Costituzione della Repubblica Italiana
PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…

Dall’inizio dell’anno a ieri, 3 marzo 2008, per lavoro, ci sono:

180 morti

180724 infortuni

4518 invalidi

Dal 2003 ad oggi: 8000 morti.

(Manca ancora l’aggiornamento del bollettino
degli omicidi legalizzati di oggi.)

Uno stato che non rende esecutive e vincolanti le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, è uno stato criminale: al pari dei padroni, di ogni ordine e grado, per i quali la vita umana ha meno valore della più miserabile delle merci prodotte.

E’ ORA DI DIRE BASTA! PER SEMPRE.