Archivi categoria: teoria

Gianluca D’Andrea: Forme del Tempo


Gianluca D’Andrea continua a dispiegare, accanto a una molto significativa attività poetica, una ricerca teorica, un’attività di studio, una riflessione di carattere critico, sociologico, politico e storico davvero degne di nota e meritevoli di essere seguite; a Postille (tempi, modi e luoghi del contatto), volume edito presso L’Arcolaio nel 2017, segue ora Forme del Tempo (Letture 2016-2018) pubblicato da Arcipelago Itaca; è un libro complesso, abitato da molteplici voci delle arti, della filosofia, della storia, un volume che fa piazza pulita (se ce ne fosse ancora bisogno) del puerile pregiudizio di una poesia “ispirata” ed “espressione dei sentimenti più autentici e sinceri  dell’autore”…  Continua a leggere Gianluca D’Andrea: Forme del Tempo

Annunci

Dispute ternarie e monodiche

Lucio Saffaro

Prima disputa ternaria

1,
Prima che il simulacro vivente si raccorci tra le vele del tempo, tentiamo di salire sugli spalti del caso, dove le mute perifrasi dell’essere si confondono con le ombre fastose dell’io.

2.
Il pegno richiesto dal caso ha intaccato tutte le ricchezze dell’anima, quasi fosse una frode esclamativa che non termina mani.

3.
E’ caduto l’alloro, appena pervenuto al centro degli indugi del pensiero, e la coscienza, in attesa, si perde tra le stasi sempreverdi del passato.

Tratto da:
Lucio Saffaro, Dispute ternarie e monodiche
A cura di Gisella Vismara
Prefazione e nota di Giuseppe O. Longo
Bologna, Luca Sossella Editore, 2019

Fondazione Lucio Saffaro

Dal frammento al Libro

Luigi Sasso

Dal frammento al Libro
(Su Insistenze
di Giuseppe Zuccarino)

Scrivere, fallire

Scrivere, sosteneva Samuel Beckett, è un modo di fallire. L’attività dello scrittore – ma la cosa è facilmente verificabile anche in altri campi della ricerca artistica, nella pittura, per esempio, o nella scultura – è, perlomeno in epoca moderna, inesorabilmente votata allo scacco. L’artista è definibile come colui che non solo non può prefiggersi il successo, non solo non può sperare di raggiungerlo, ma assolutamente non deve. Egli ha l’obbligo di restare fedele al suo destino. Il compito che si è assunto, quello di restituire – pensiamo a Cézanne o a Giacometti – la cosa com’è e nel contempo come egli la vede, è troppo arduo, è impossibile. Evitare il fallimento non sarebbe una vittoria, ma, appunto, semplicemente l’abbandono del campo, la rinuncia a giocare la partita fino in fondo, un modo di tradire se stessi e soprattutto l’opera intrapresa e interminabile. Continua a leggere Dal frammento al Libro

La Biblioteca di RebStein (LXVII)

La Biblioteca di RebStein
LXVII. Marzo 2017

etretatlibraryyq7

Marco Ercolani

______________________________
Galassie parallele. Libri II-III (2017)
______________________________

La Biblioteca di RebStein (LXVI)

La Biblioteca di RebStein
LXVI. Marzo 2017

etretatlibraryyq7

Marco Ercolani

______________________________
Galassie parallele. Libro I (2017)
______________________________

Il mondo nella scrittura

g-zuccarino-prospezioniMarco Ercolani

IL MONDO NELLA SCRITTURA
I libri di Giuseppe Zuccarino

Un’impresa chimerica

     Da L’immagine e l’enigma (Genova, Graphos, 1998) a Critica e commento. Benjamin, Foucault, Derrida (ivi, 2000), da Percorsi anomali (Udine, Campanotto, 2002) a Il desiderio, la follia, la morte (ivi, 2005), da Il dialogo e il silenzio (ivi, 2008) a Da un’arte all’altra (Novi Ligure, Joker, 2009), da Note al palinsesto (ivi, 2012) a Il farsi della scrittura (Milano-Udine, Mimesis, 2012) fino al più recente Prospezioni (ivi, 2016), la ricerca di Zuccarino si frastaglia, si affina, si cesella nella forma del saggio e nell’esercizio della traduzione (da Mallarmé a Bataille, da Klossowski a Blanchot, da Caillois a Barthes). Continua a leggere Il mondo nella scrittura

Poetica del basso continuo

Ida Travi, Poetica del basso continuo Ida Travi

Il vincolo

Come un bambino la parola nasce e non è sola. Nasce da un essere umano, ma non nasce una volta sola. Nasce continuamente, muore continuamente, per questo il mondo non le apparterrà mai. Per questo il mondo non avrà mai una parola definitiva.

La parola esce dalle labbra in stato d’emergenza. E’ un movimento d’uscita, sì – va verso il fuori, venendo da dentro. Coincide col movimento del ritorno e dell’addio. E più la parola è poetica – cioè più autenticamente politica -, più stretta è la porta da cui riesce a passare. Stretto è il passaggio da cui esce la parola, stretta è la parola finché qualcuno non la spalanca in chiacchiera.

La parola non nasce libera, viene al mondo in un vincolo, e sì, la vita della parola è il movimento di liberazione da quel vincolo. Come il primo respiro, come quando la testa esce dall’acqua e incontra un volto, la terra: fuori!… qui si nasce! Qui si afferma un distacco: movimento di liberazione dal chiuso, dalle cose come stanno, dalla insopportabile oscurità del più luminoso pensiero. (pag. 47)

Ida Travi
Poetica del basso continuo
La scrittura, la voce, le immagini

Bergamo, Moretti & Vitali Editori
“Le forme dell’immaginario”, 2015

L’utopia della lingua nell’ultimo Artaud

Artaud_Autoritratto2 Giuseppe Zuccarino

L’utopia della lingua
nell’ultimo Artaud

     Nell’opera di Antonin Artaud, si manifestano con costanza l’insoddisfazione per la lingua standard e la conseguente ricerca di nuovi modi di espressione. Tale ricerca presenta aspetti teorici, visto che si manifesta in specifiche affermazioni (certo non rapportabili alla linguistica scientifica), e aspetti pratici, connessi all’adozione – specie nei quaderni redatti nell’ultimo decennio di vita – di uno stile di scrittura anomalo, con scarso rispetto delle regole di sintassi e punteggiatura, con singolarità a livello di impaginazione (ad esempio i frequentissimi «a capo»), con l’inserimento di disegni e di glossolalie. Ma è in tutta la sua attività di uomo di teatro e scrittore che Artaud ha sognato una lingua con caratteristiche utopiche o contraddittorie, e proprio per questo singolari e affascinanti. Continua a leggere L’utopia della lingua nell’ultimo Artaud

Totilogia

Clicca sull'immagine
Clicca sull’immagine

Gianni Toti ha lasciato un segno talmente forte nel campo della poesia elettronica (poetronica, nuovo linguaggio espressivo da lui stesso creato) e della video-arte, che oggi si sono quasi perse le tracce delle sue opere letterarie, soprattutto poetiche. In effetti Toti è una figura poliedrica, multidirezionale di inesausta curiosità: scrittore, artista, giornalista, traduttore, regista, ma prima di tutto poeta. […]

E’ disponibile il quarto numero della Biblioteca di Floema. Curato da Daniele Poletti, in collaborazione con la Casa Totiana di Roma, è interamente dedicato alla figura e all’opera di Gianni Toti.