Archivi categoria: testo a fronte

La mano che canta

«Voyez, allez, apprenez, c’est le chemin de la vie que vous devez mener, bâtir, terrasser, inventer. Moi, je broute ma vie autour de mon rocher. Mais c’est ma vie-empreinte que je veux vous donner, recevez ces pierres aussi vides que les étoiles, recevez».

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Sul Ghiacciaio Nero

Yves Bergeret

Au Glacier Noir
Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.

*

Il y a des barques dans le ciel.
Les montagnes de quatre mille mètres
sont leurs ancres.
Qui a dormi dans les barques ?
Qui a traversé la mer ?
Qui a survécu ?

Ci sono delle barche nel cielo.
Le montagne di quattromila metri
sono le loro ancore.
Chi ha dormito in quelle barche?
Chi ha attraversato il mare?
Chi è sopravvissuto?

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Finestre

Rainer Maria Rilke

Finestre

Traduzione di Lucetta Frisa.

I

Basta che ad un balcone
o nel riquadro di una finestra,
sosti una donna… e già lei è perduta
senza che sia mai apparsa.

E se solleva le sue braccia
per annodarsi i capelli – tenero vaso,
quanta enfasi alla nostra perdita
dedichiamo e al rilievo dell’infelicità?

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Alla salute del serpente

Combien durera ce manque de l’homme mourant au centre de la création parce que la création l’a congédié?

Quanto durerà questa mancanza dell’uomo, che muore al centro della creazione perché la creazione l’ha ricusato?

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Introduzione alla poesia

Billy Collins

Introduction to Poetry

I ask them to take a poem
and hold it up to the light
like a color slide

or press an ear against its hive.

I say drop a mouse into a poem
and watch him probe his way out,

or walk inside the poem’s room
and feel the walls for a light switch.

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Rauco in noi un linguaggio


Jean-Charles Vegliante
Rauco in noi un linguaggio

Interno Poesia, 2021

Traduzione e cura di
Mia Lecomte


Papiers entassés là, stratifications
de mots dans les tranches d’ombre, repentirs
d’où émerge parfois une source vive
un temps couverte, oubliée, qui tout à coup
émeut la poussière du bureau où l’on
relit sans reconnaître mais leur emprise
était une demeure depuis toujours.
Vous prenez alors un cahier neuf ligné
ou à carreaux, laissant par timidité
la première page blanche et recopiant
comme autrefois “au propre” les quelques bouts
de quelque chose qui deviendra peut-être
si l’on peut dire ça – un poème – ou bien
vont rester là perdus, bientôt orphelins.

. . .

Cumuli di carte là, stratificazioni
di parole nei tagli d’ombra, pentimenti
da cui a volte emerge una fonte viva
un tempo coperta, dimenticata, che a un tratto
commuove la polvere dello scrittoio dove si
rilegge senza riconoscere ma la loro tenuta
era dimora da sempre.
Prendi allora un quaderno nuovo a righe
o a quadretti, lasciando per pudore
bianca la prima pagina e ricopiando
come un tempo “in bella” alcuni estremi
di qualcosa che diventerà forse
se si può dire – una poesia – oppure
resteranno là perduti, presto orfani.

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