Archivi categoria: testo a fronte

Taci, anima stanca

Camillo Sbarbaro

Taci, anima stanca di godere
e di soffrire – all’uno, all’altro vai
rassegnata –
Ascolto e mi giunge una tua voce.
Non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d’ira o di rivolta
e neppure di tedio.
…………………..Ammutolita
giaci col corpo in una disperata
indifferenza.
……………Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se adesso
il cuore s’arrestasse, se sospeso
ci fosse il fiato… Continua a leggere Taci, anima stanca

Muriel Rukeyser – Poem

Muriel Rukeyser (USA,1913-1980)

Poesia
(Ho vissuto nel primo secolo di guerre mondiali)

Ho vissuto nel primo secolo di guerre mondiali.
Alla mattina, più o meno sarei impazzita,
Presto sarebbero arrivati i giornali, pieni di storie indifferenti,
Le notizie sarebbero traboccate da vari apparecchi,
Interrotte soltanto dai tentativi di vendere qualcosa agli invisibili.
Con altri apparecchi avrei chiamato i miei amici;
Anche loro impazziti, più o meno per le stesse ragioni.
Con calma avrei preso in mano carta e penna e mi sarei dedicata
Alle mie poesie, scritte per altri invisibili e per quelli non ancora nati.
Durante il giorno, mi sarebbero venuti in mente questi uomini e donne,
Audaci, che lanciavano segnali da molto lontano,
Modi di vivere incomprensibili, valori impensabili. Continua a leggere Muriel Rukeyser – Poem

La grotta silenziosa

Yves Bergeret

Il dialogo creativo tra me e Maya Mémin ha avuto inizio trent’anni fa, e non si è mai interrotto. Insieme abbiamo spesso esposto in Bretagna e a Parigi e realizzato nella sua stamperia a Rennes parecchie edizioni di libri per bibliofili. Ho sempre sentito e compreso il lavoro di Maya Mémin, grazie alla maestria del colore a stampa, come la traccia di luce che ci offrono lo spazio, il mondo e la vita con le loro grandezze e i loro inciampi, le loro libertà e le loro profondità, che Maya Mémin depone sulla carta facendo girare la grande ruota della sua macchina stampatrice.
Philippe Miénnée, che ci ha riuniti per la sua rivista, ci dà la possibilità di far capire che un’opera non è certamente il frutto della rilucente sensibilità di qualche essere tutto compreso nella sua interiorità, che se ne sta in disparte, lontano dal mondo; ma che, al contrario, essa è una domanda senza compromessi sull’impressione che il mondo, in faticoso travaglio, lascia sul nostro corpo e sul nostro spirito; una domanda sullo slancio che ci piacerebbe imprimere al movimento della parola e della vita in cammino nel mondo, una domanda sull’impressione semplicemente umana che vorremmo suggerire alle nostre sorelle e ai nostri fratelli compagni di strada, tenaci e liberi costruttori come il tipografo e come noi stessi.

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Routine domestica

Stephen Dunn

The Routine Things Around the House

Traduzioni di Stefanie Golisch

When Mother died
I thought: now I’ll have a death poem.
That was unforgivable

yet I’ve since forgiven myself
as sons are able to do
who’ve been loved by their mothers.

I stared into the coffin
knowing how long she’d live,
how many lifetimes there are

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Quaderni di Traduzioni (LX)

Quaderni di Traduzioni
LX. Ottobre 2020

Yves Bergeret

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Losun Wu Pou, Vol. II (Poèmes 2019-2020)
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Quaderni di Traduzioni (LIX)

Quaderni di Traduzioni
LIX. Ottobre 2020

Yves Bergeret

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Losun Wu Pou, Vol. I (Poèmes 2018-2019)
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The Myth of Innocence

Louise Glück

The Myth of Innocence

Traduzioni di Stefanie Golisch

One summer she goes into the field as usual
stopping for a bit at the pool where she often
looks at herself, to see
if she detects any changes. She sees
the same person, the horrible mantle
of daughterliness still clinging to her.

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Tiwa tiégu ling

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I passi di Parra

Roberto Bolaño

Los pasos de Parra

Tratto da:
Los perros románticos
(I cani romantici)

Ahora Parra camina
ahora Parra camina por Las Cruces
Marcial y yo estamos quietos y oímos sus pisadas
Chile es un pasillo largo y estrecho
sin salida aparente
El Flandes indiano que se quema allá a los lejos
un incendio rodeado de huellas Continua a leggere I passi di Parra

Storie

Roberto Bolaño

Testi tratti da Los perros románticos
(da qui)

JUNTO AL ACANTILADO

En hoteles que parecían organismos vivos.
En hoteles como el interior de un perro de laboratorio.
Hundidos en la ceniza.
El tipo aquel, semidesnudo, ponía la misma canción una y otra vez.
Y una mujer, la proyección holográfica de una mujer, salía a la terraza
a contemplar las pesadillas o las astillas.
Nadie entendía nada. Continua a leggere Storie