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Chant de l’encrier-plumier

Yves Bergeret

Questo è il canto del calamaio-portapenne da viaggio che Linette Guéron El Houssine mi mostra (di lei si legga “Violino-nascita”). Un pregevole oggetto in cuoio, venti centimetri di lunghezza, antico, almeno del XIX secolo. Un tempo nella sua famiglia ebrea, a Karaağaç, un sobborgo di Adrianopoli, alla frontiera tra la Turchia, la Bulgaria e la Grecia, lo si tramandava di generazione in generazione; Linette pensa che provenga invece dal ramo materno della sua famiglia, espulsa dalla Spagna alla fine del XV secolo, che si chiamava Cordova.

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Il mio primo corpo

“Il cielo è la mia pelle più estesa; il soffio del vento è l’annuncio della parola che mi accingo a dire, che sto per ascoltare. La terra s’inarca e si rigira su se stessa come in un sonno agitato; il suo spessore genera la mia corporatura e il mio scheletro, le mie ossa sono le dure rocce e le creste. Attraverso le mie vene l’acqua corre dal cielo alla terra e dalla cavità della roccia alle nuvole del cielo. Il cielo e la terra sono il mio primo corpo.”

NEL DESERTO DEL MALI

La Dimora del Tempo sospeso è il viandante di Briançon

02-le-marcheur-de-briancon-23-septembre-2021

Yves Bergeret ha fotografato su un grande muro di Briançon quest’opera di street art che ha chiamato “Le marcheur de Briançon” – marcheur: viandante, camminatore, pellegrino, fuggiasco, migrante, perseguitato…

Tutto quello che pensiamo, leggiamo, scriviamo non avrebbe alcun valore né senso se, in ogni momento della nostra attività, non fossimo consapevoli delle migliaia e migliaia di marcheurs che tentano di varcare i confini tra disperazione e speranza.

La Dimora del Tempo sospeso è il viandante/migrante/pellegrino di Briançon perché nella Dimora del Tempo sospeso non esiste mai distinzione tra scrittura e atto politico della scrittura.

L’ascolto (I, 11-16)

Yves Bergeret

L’ÉCOUTE / L’ASCOLTO

Cherchant l’harmonique ou Prométhée androgyne
Cercando l’armonico o Prometeo androgino

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.

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L’ascolto (I, 1-10)

Yves Bergeret

L’ÉCOUTE / L’ASCOLTO

Cherchant l’harmonique ou Prométhée androgyne
Cercando l’armonico o Prometeo androgino

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.

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Ascoltare…

Yves Bergeret a Noto Antica

 

Segnalo la prima parte di un formidabile lavoro in fieri (avviato già da tempo e che richiederà ancora molto impegno nel futuro) di Yves Bergeret.

Si tratta di un progetto degno d’attenzione per gli orizzonti che spalanca, per le suggestioni che propone, per le riflessioni che provoca, per la postura antiaccademica e del tutto originale che lo caratterizza:

L’ECOUTE

Breve saggio sulla restituzione

yves-bergeretEsiste un tipo di scrittura in versi che sedimenta lungo vasti archi di tempo, che ha bisogno di lunghi intervalli per giungere a un testo ritenuto completo; ne esiste un altro che sembra nascere immediatamente e contestualmente a un episodio, a un accadimento, a un incontro – non necessariamente queste due tipologie sono in contrasto o inconciliabili: la scrittura di Yves Bergeret, per esempio, sembra situarsi su entrambi i versanti, ma restando sempre totalmente e convintamente immersa nella concretezza del vivere e del pensare.  Continua a leggere Breve saggio sulla restituzione