Archivi categoria: yves bergeret

Rimbalzi/Rebonds (2)

Yves Bergeret

R I M B A L Z I
Vita e metamorfosi di otto poemi di montagna

REBONDS,
Vie et métamorphose de huit
poèmes de montagne.

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.

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Rimbalzi/Rebonds (1)

Yves Bergeret

R I M B A L Z I
Vita e metamorfosi di otto poemi di montagna

REBONDS,
Vie et métamorphose de huit
poèmes de montagne.

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.

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Il mare parla

Yves Bergeret

Onda                                                            Sabbia

Chi danza sulla mia lingua?	         la notte caduta dal cielo
Chi arriva col mio sangue? 	         generazioni e giochi, leggende 
                                                                         e infanzie
Chi disseta e rianima?	                 lo straniero, lo straniero
Chi va e viene nella mia vita?         il sale e l’amore
Chi rotola col mio flusso?	         la parola e il sorriso della lontananza

                                                                                                      (da: La mer parle, 2006,
                                                                  "Quaderni di Traduzioni", LXXIII, 2022)

Insorgenze

Contro le guerre del capitale globale e dei suoi servi

In un universo dominato dalle logiche aberranti e spietate del capitale e dalla mercificazione avvilente di ogni aspetto dell’esistenza, piagata e umiliata dalla proliferazione dei conflitti, dalle derive genocidiarie, dai fanatismi religiosi, dall’odio razziale, dal rifiuto dello “straniero” e del “diverso”; in un mondo che guarda con crescente e sempre più violenta ostilità l’esodo di masse immense di esseri umani costretti a migrare dalla fame, dalla guerra, dalla povertà e dalle carestie, l’arte e la poesia impongono, oggi come non mai, scelte drastiche e irreversibili in direzione del “dialogo” e della condivisione, l’assunzione di un compito di natura etico-politica inderogabile: vestire i panni dell’insorgenza, minare con l’esercizio inesausto della “parola” le basi di ogni società e di ogni cultura votata all’odio, al rifiuto e all’esclusione: una parola “piena e integra”, “vigile e resistente”, matrice indomabile di libertà, testimone di ogni slancio generoso e di ogni volontà concreta e operante di attraversamento delle “tempeste” del presente verso un nuovo e diverso inizio, fondatrice dell’unico “legame umano” per il quale è giusto e necessario impegnare tutta quanta la propria esistenza, quello per mezzo del quale “si identifica l’altro” come orizzonte e destino comune. (fm – da qui)

Carena:
per una civiltà del dialogo, della parola
e dell’accoglienza.

(cfr. qui e qui)

Nota dell’autore su “Il Crinale Puiseux”

Yves Bergeret

Da una mail a Francesco Marotta sulla traduzione di “L’arête Puiseux“.

Caro Francesco,
avevo probabilmente 18 anni, di sicuro non più di 20. Ero un giovane alpinista, troppo impulsivo, me ne rendo conto ora, che correva enormi rischi in imprese alpine particolarmente audaci. La mia famiglia era un disastro, oltretutto senza mezzi economici. A quanto ricordo, facevo di tutto per andarmene in montagna, da solo, ogni volta che potevo. Sono i giovani scalatori, di altissimo livello, che incontro da qualche anno, a mostrarmi l’assoluta spericolatezza di quello che facevo allora e di cui non mi ero mai reso conto; tra loro, anche una giovane coppia, sui trent’anni credo, con cui mi sono intrattenuto a lungo sabato scorso a Luc en Diois.

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Al vaglio della speranza

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