Risonanze V – Gabriele PEPE

Rotte tracciate sulle mappe oscure

“Che cruna del fiore squarciando
In palpebra sera sovviene”

Forse basta un accenno di luce per riconoscersi uguali sul baratro – come sillabe perse, in attesa del verso mai scritto in cui ritornare sostanza di corpi e di voce. Quel grumo di assenza che serve, perché s’agiti e splenda il dipinto di giorni caduti, la piaga del vento, l’autunno che chiama a raccolta i suoi fiumi di polvere e si impasta di sere sul fondo degli occhi. L’imbrunire è uno sguardo lanciato a ritroso nel tempo, è accorgersi che c’è un’ombra che preme più forte all’altezza del cuore, che un’àncora precipita al suolo tutto il peso dell’ala, lo stringe alla terra in un nodo. Come fa la memoria – quando risale furtiva il sentiero dei volti per legare un grido alle labbra. E’ in quel suono deserto che si pianta la tenda – per ripararsi dal buio.

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Alfred Kolleritsch tradotto da Riccarda Novello

Alfred Kolleritsch è nato nel 1931 a Brunnsee (Stiria, Austria). Nel 1960 a Graz è stato uno degli iniziatori in qualità di curatore della rivista “Manuskripte”, una delle più importanti dell’intero panorama letterario di lingua tedesca, e del gruppo artistico-letterario “Forum Stadtpark”. È autore di numerose raccolte poetiche, premiate con riconoscimenti prestigiosi, e di romanzi, pubblicati da Residenz e da Suhrkamp, gli editori letterari di qualità più importanti rispettivamente dell’Austria e della Germania.

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Il cavaliere di Graal di Patrizia VICINELLI

Il cavaliere di Graal

Da un altro punto furono viste le stagioni
fino lì sconosciute
solo allora poté sedersi ad ammirare
il senso dell’alternanza.
Dalla sua radice gassosa ne muta
la base visibile
e lo cimenta la traiettoria
di notte e giorno la luce,
il cielo. Continua a leggere Il cavaliere di Graal di Patrizia VICINELLI

Il passo nomade della scrittura – Ranieri TETI

leonora carrington

Da: Il senso scritto, con una nota critica di Tiziano Salari, Verona, Anterem Edizioni, “Limina. Collezione di scritture”, 2001

Non possiamo vivere che nel frammezzo, esattamente
sulla linea ermetica di condivisione dell’ombra e della luce.
Ma siamo irresistibilmente gettati in avanti.

René Char

Pneuma

dimora nel lineamento dell’ombra

idolo della veglia in opera
ha per titolo aperti e chiavi
iniziali a darsi incipit d’incognita
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La traccia vocale dei dispersi – Luigi NACCI

sandy skoglund

(Piccola antologia 2007-2004)  

Da: SS (2007-2006)

I

Dirottiamo aeroplani di carta nei giorni di vento
Tramontana ci porta lontano e maestrale ci impenna
Nella stiva fa freddo si ghiaccia si gelano gli occhi
Non si vedono piste e non sono previsti atterraggi
Ci copriamo con pacchi-lenzuola e con coltri-bagagli
Incrociamo gli sguardi ma senza azzardarci a parlare
Che l’ossigeno è poco e il pensiero si ossida presto
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Il grillo in salsa padana

Forza Beppe, dài, col carisma (sic!) che ti ritrovi, non ti sarà difficile organizzarci una bella crociata anti rom. Che ne dici, tanto per cominciare, di un beneaugurante “vaffanculo immigrati”?

Ecco, i tuoi nuovi sostenitori hanno già pronti i manifesti per la parata in ogni angolo del belpaese: vedrai quanti banchetti e gazebo ti prepareranno, e vedrai che audience nei tg e nei programmi di approfondimento (sic!) serali! Tornerai in tv a furor di popolo, e che importa se sarà la parte più becera a riportarti alla tua mai dimenticata prima dimora. Pensa al risultato: un’Italia tutta che, al mattino, appone questo bel distintivo sulla giacca, prima di uscire. Complimenti!!!

Stato di vigilanza di Gianfranco FABBRI nella lettura di Luciano BENINI SFORZA

La consistenza fluida e ambigua del mondo
(Luciano Benini Sforza)

1.

Le note, le riflessioni, gli appunti sparsi che nascono nella nostra lettura-testimonianza dalla raccolta poetica Stato di vigilanza di Gianfranco Fabbri (San Cesario di Lecce, Manni 2006; il volume ha una presentazione critica firmata da Nicola Vacca) ci conducono su una pista interessante, stimolante, che speriamo possa essere ripresa e approfondita da studi o interventi più sistematici e organici. Continua a leggere Stato di vigilanza di Gianfranco FABBRI nella lettura di Luciano BENINI SFORZA

Macello di Ivano FERRARI nella lettura di Antonio MORESCO

Ivano Ferrari, Macello, Torino, Einaudi, Collezione di Poesia, 2004.

Prima cosa da dire: questa raccolta di poesie è stata scritta quasi trent’anni fa.
Già questo dato è sorprendente. A volte, di fronte a libri di narrativa e di poesia, qualcuno si domanda se avranno ancora qualcosa da dire da qui a dieci, venti, trent’anni, se supereranno la prova del tempo. Bene, questa raccolta viene alla luce dopo averla già superata. Ci arriva anzi – se possibile – ancora più forte, più necessaria e bruciante di quando è stata scritta. Continua a leggere Macello di Ivano FERRARI nella lettura di Antonio MORESCO

Dialogo sulla fantasia – Gianni CELATI risponde a Massimo RIZZANTE

fantasia

Dialogo sulla fantasia
Gianni Celati risponde a Massimo Rizzante

Tratto da www.zibaldoni.it II serie (19 settembre 2005)

Ever let Fancy roam,
Lascia sempre vagar la Fantasia,
Pleasure never is at home.
Il Piacere non ha casa in cui stare.
At a touch sweet Pleasure melteth
A un dolce tocco il Piacer si dissolve
Like to bubbles when rain pelteth
Qual bolla d’aria nella pioggia battente.
Then let wìnged Fancy wander
Lascia dunque che vada l’alata fantasia
Through the thought still spred beyonder her. Continua a leggere Dialogo sulla fantasia – Gianni CELATI risponde a Massimo RIZZANTE

Nel mare del poema I – Christian SINICCO

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(Clifton Mack, Dawn sea moonset)

La potenza e l’oblio del controllo

Presentare una serie di opere e delineare un percorso… Innanzitutto è stata pubblicata solo la mia terza opera, “passando per New York”. Presso la casa editrice LietoColle avevo la possibilità di scegliere quale opera pubblicare, ma eravamo già nell’anno 2005 e ho scelto quella più contemporanea.
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Segnare un secolo – Due libri su Emilio VILLA

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(Testi e immagini di questo post sono tratti dal sito della casa editrice DeriveApprodi.)

Il libro

Su una cosa tutti i critici, gli amici, i conoscitori e gli estimatori dell’opera di Emilio Villa concordano: ha utilizzato la parola poetica come mezzo per ricreare un mondo o riportarlo alla sua origine. Da qui una continua ricerca che lo ha portato a frequentare campi vastissimi e apparentemente distanti fra loro: dall’arte primitiva allo studio dei testi sumero accadici, dall’immane fatica della traduzione della Bibbia a quella dell’Odissea, fino all’interesse per l’arte contemporanea in veste tanto di critico quanto di artista. Continua a leggere Segnare un secolo – Due libri su Emilio VILLA

La latenza del testo – di Biagio CEPOLLARO

“Per comprendere la questione della latenza del testo, bisogna partire da ciò che per lo più oggi intendiamo per ‘senso’ della poesia. Diciamo che per lo più, in epoca moderna, è scontato il fatto che da una poesia bisogna chiedere più del suo significato letterale: si parla di ‘ambiguità semantica’ o di ‘polisemia’ come statuto specifico del testo poetico e delle sue connotazioni. Continua a leggere La latenza del testo – di Biagio CEPOLLARO

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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