Il linguaggio del tempo – Matteo POLETTI


(Emilio Merlina, Sailing in to the time, 1996)

Testi tratti dalla raccolta inedita Quarta dimensione

Qualcuno la chiama quarta dimensione,
ma non è altro che un percorso
a senso unico, il susseguirsi di minuti,
giorni e ore non si piega alle parole, Continua a leggere Il linguaggio del tempo – Matteo POLETTI

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Il ricordo è solo degli esseri che amano


(Paola Febbraro, 9/1/1956 – 22/5/2008)

***

ed io ora le canto quasi senza voce perché senta

e tu tu stai tranquilla
non vedi quanti pesci in fondo al mare
non senti come trillano gli uccelli
hanno trillato tutti dall’altra parte della terra
regina delle rondini
anzi
sorella

*

Addio, Paola. Non ti dimenticheremo mai.

Viaggio alle sorgenti della ferita – Antonio MORESCO

Antonio Moresco, Zingari di merda, Fotografie di Giovanni Giovannetti, Milano, Effigie Edizioni, 2008.

Già apparso in una edizione disponibile per tutti sul sito Il Primo Amore, è finalmente un libro l’intensissimo, drammatico reportage di Antonio Moresco e Giovanni Giovannetti “oltre la soglia del silenzio e della morte”, fino alle sorgenti dove si origina la “ferita”.
Di seguito, l’inizio del viaggio.
Continua a leggere Viaggio alle sorgenti della ferita – Antonio MORESCO

Le ultime poesie di Michele RANCHETTI

Come può il segno
di un corpo sopravvivere
entro il corpo di un altro
senza lederne il corso
e della mente, anzi proteggerlo
dai frammenti di morte in vita?
Mai più forte
la promessa amorosa
ti sillaba il vivere.

***

Uscita postuma con il titolo «Poesie ultime» la terza raccolta dell’intellettuale fiorentino, scomparso lo scorso febbraio, esalta le discontinuità della vita, rivelando quanto fosse proficua l’inattualità dei suoi interessi verso la religione, la psicoanalisi, l’editoria…
(Marco Pacioni, da Il Manifesto del 21 maggio 2008)

Continua a leggere qui.

***

Incisi per un dialogo augurale (II)

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Ecco l’elenco, in rigoroso ordine alfabetico, dei venti post più letti dal 25 dicembre 2007 al 25 aprile 2008. In realtà i post sono ventitré: infatti, quando ho preparato questo elenco, ce n’erano tre che, incredibilmente, avevano ottenuto lo stesso numero di visite.

Mi preme ribadire, comunque, quanto ho già avuto modo di scrivere in occasione del primo “inciso”: non si tratta di una classifica o di una graduatoria di merito, ma solo, e unicamente, di un modo di manifestare il mio ringraziamento a tutti gli ospiti, autori e lettori, senza i quali questo blog non avrebbe nessuna ragione di esistere.

Grazie a tutti.

***

Continua a leggere Incisi per un dialogo augurale (II)

Una poesia inedita di Chiara DE LUCA

Chiara De Luca

Sentire il moto inverso della vita
comporsi sotto il passo di tallone
è stato un giorno come rivenire,
non nelle pupille ma nel bianco
dell’occhio imprime la fascinazione,
animare dita timide di ombre
segnare volti in pace all’ubriaco
che sugge luce nel deserto dell’attesa
dove dimora è chimera in lontananza,
oasi coincisa col principio del ritorno
senz’aver coperto la distanza.

*

Il testo è tratto dalla raccolta inedita, in via di pubblicazione presso Fara Editore, Confinando l’inverno. Continua a leggere qui altri testi e una nota critica di Stefano Guglielmin.

Qui altri testi dalla stessa silloge, con una nota di Alessandro Ramberti, e qui i testi dell’autrice (I grani del buio) ospitati su questo blog.

*

Joë BOUSQUET nella lettura di Beppe SEBASTE


(Yves Tanguy, Le Jardin sombre, 1928)

[I testi di Joë Bousquet qui presentati sono dati nella traduzione di Charles Debierre e Beppe Sebaste; il saggio “Un viaggiatore immobile” è di Beppe Sebaste. Testi e saggio sono tratti da: In forma di parole, Libro VII, Il Pomerio. Antologia poetica, Reggio Emilia, Elitropia Edizioni, 1983, pag. 334-342 e pag. 803-809]
Continua a leggere Joë BOUSQUET nella lettura di Beppe SEBASTE

Andrea PONSO nella lettura di Stefano GUGLIELMIN


(Maria Antonietta Michelone, Finitudine)

[I testi di Andrea Ponso e il saggio di Stefano Guglielmin sono tratti da AA.VV., Leggere variazioni di rotta. Venti poeti dal blog LiberInVersi, Sasso Marconi, Le Voci della Luna, 2008, pg. 127 – 133]
Continua a leggere Andrea PONSO nella lettura di Stefano GUGLIELMIN

Urla la morte bianca – di Marco ROVELLI

carlo galleni
(Carlo Galleni, Cavatori)

Urla la morte bianca che quattro soldi vale.
Mastica il paradiso, in miniera si scende,
in cava si sale.

(Da: Marco Rovelli, Lavorare uccide, Milano, BUR, Futuropassato, 2008, pg. 135-142)

Continua a leggere Urla la morte bianca – di Marco ROVELLI

L’inferno come istituzione: Lautréamont – di Giampiero Marano

               L’inferno come istituzione
(Tratto da La parola infetta, Varese, Nuova Editrice Magenta, “Lo scrittoio”, I edizione, 2003, pg. 147 – 160)

Continua a leggere L’inferno come istituzione: Lautréamont – di Giampiero Marano

Camera oscura di Paolo RUFFILLI nella lettura di Mirko SERVETTI


(Immagine fotografica di Abelardo Morell)

Paolo Ruffillioltre il soggetto, dentro la storia
(su Camera oscura)

I) mimesi di una Premessa

     Frequentando i miti, i corpi e i luoghi componenti l’ossatura metastorica quale principale motivo del magistero poetico di Paolo Ruffilli, occorre considerare la topologia entro cui si morfologizza il flusso poematico che da Piccola colazione, transitando per gli ‘scartamenti’ di Diario di Normandia, riprende il suo corso nel ‘letto’ a brevi anse di questa Camera oscura. Continua a leggere Camera oscura di Paolo RUFFILLI nella lettura di Mirko SERVETTI

La generazione cancellata (II) – Ivano FERMINI


(Jackson Pollock, Galaxy, 1947)

[Ringrazio Sebastiano Aglieco, Giampiero Marano e Andrea Raos, coautori di questo post. Un ringraziamento speciale a chiunque vorrà fornire notizie sull’opera di questo grandissimo poeta dimenticato.]

Da: Ivano Fermini, Bianco allontanato, Milano, Corpo 10, 1985

poi la neve la cifra verde
nella parola fino al gomitolo
nessuno tufferà i mirtilli in linea
alta stesura
Continua a leggere La generazione cancellata (II) – Ivano FERMINI

Manifesto per un teatro poetico – di Ida TRAVI


(Immagine fotografica di Marzia Poerio)

MANIFESTO
per un
TEATRO POETICO

teoria e forma d’un teatro trasparente

FARE POESIA La poesia si fa camminando, lavorando, mangiando, dormendo, sognando. Solo alla fine si può scrivere. La poesia di parola si fa vivendo in quel teatro naturale e trasparente ch’è il mondo visto dall’interno.

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Cartoline dai morti (I) – di Franco ARMINIO

arnold boecklin
(Arnold Boecklin, L’isola dei morti, terza versione, 1880)

Cartoline dai morti di Franco Arminio
(Testi tratti da Il Primo amore)

Io avevo cinquantasei anni. Vivevo da solo, ero tornato al paese dopo vent’anni di Svizzera. La mattina uscivo in piazza, passeggiavo o stavo seduto sulle panchine. Il pomeriggio non uscivo e la sera nemmeno. Mi mettevo nel letto e aspettavo il sonno senza pensare a niente. Mi sono sentito male una notte che il sonno proprio non voleva venire. Saranno state le due. Non sono riuscito neppure ad alzarmi dal letto. All’improvviso non vedevo più niente. L’ultima cosa che ho sentito è stata la mano allungata per cercare di accendere la luce sul comodino.
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Altri 25 aprile – di Andrea ZANZOTTO

Altri 25 aprile – di Andrea Zanzotto

Tristissimi 25 aprile
morti in piedi, sull’attenti
al cimitero
qualche osso perso per la strada
nel sole sfacciato freddo
– o è lo stesso, tutto raggi gamma
noi sordi al 70%
sentiamo gente che parla
come da un altro mondo. Continua a leggere Altri 25 aprile – di Andrea ZANZOTTO

Impronte sull’acqua (II)


(Barbara Cimino, Sorgente)

(La prima parte qui)

Impronte sull’acqua
(inedito, 2006)

2.

una piuma, un’ala, una
figura sospesa tra
origine e bagliore, è quanto
resta per fare visita al
la notte, la sua natura di
smanie sepolte, preghiere
tirate al cielo come pietre, un
dolce rimasuglio d’aria
il fiato di un in
visibile Continua a leggere Impronte sull’acqua (II)

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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