Icone del migrare III – Rotta albale

sciame

Rotta albale – da: Icone del migrare (1998-2000), ined.

Aube d’un second jour,
Je suis enfin venu dans ta maison brûlante
Et j’ai rompu ce pain où l’eau lointaine coule.

Yves Bonnefoy

*

Segnali d’ape in murature d’acqua: il breve lume della rosa.
La scrittura segreta di un fiume alla foce custodisce, tra l’ombra
e il mare, il fiore del suo volto. L’alfabeto indelebile del viaggio.
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Emilio VILLA: L’anti-Edipo e il primordiale – di Davide RACCA

DI LEGGE NON SI VIVE
DI LEGGE SI MUORE
LA LEGGE E’ MINACCIA
LA LEGGE E’ASSASSINIO
LA LEGGE E’ INGANNO
NESSUNO HA BISOGNO DELLA LEGGE
LEGGI SEMPRE QUESTA LEGGE

Tavola della legge del futuro testamento (opera visiva di Emilio Villa, Napoli 1974)

Emilio Villa è stato un uomo del desiderio, un anti-Edipo? Come dicono Deleuze e Guattari ne “L’anti-Edipo”, Questi uomini del desiderio (oppure non esistono ancora) sono come Zaratustra. Continua a leggere Emilio VILLA: L’anti-Edipo e il primordiale – di Davide RACCA

Günter KUNERT tradotto da Vincenzo GALLICO

Günter Kunert ha un sostrato di esperienze private che s’intreccia in modo particolare alle congiunture storiche del ventesimo secolo. Nato nel 1929 a Berlino, è il figlio di una donna ebrea sposata ad un ariano poco interessato alle diatribe politiche, ma molto innamorato di sua moglie. Per tale motivo la famiglia Kunert incappa nelle leggi razziali di Hitler e si trova a fare i conti con le confische, la fuga, la latitanza. Günter cresce dunque in un’atmosfera di persecuzione, escluso dalla scuola, Fremder in eigener Heimat, straniero in patria. Continua a leggere Günter KUNERT tradotto da Vincenzo GALLICO

Tropico dell’assenza

TROPICO DELL’ASSENZA
(Tratto da: Il Verbo dei Silenzi, Venezia, Edizioni del Leone, 1991)

I bagliori del mattino.
Luce estranea alla parola.
Il sole ci segue fino al grido.
Raccoglie di noi quanto muta.
Non pietra né sangue
ma di entrambi l’unico nome.
Fuoco taciuto
che il suo silenzio
contiene.
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Fare i conti con la poesia – di Jean-Luc NANCY

Fare i conti con la poesia – di Jean-Luc Nancy

Da: Anterem, a. XXV, n. 60, giugno 2000 (pag. 23-27)

Se la poesia insiste e resiste – in qualche modo, essa resiste a tutto, ed è forse per questo che i poeti appaiono talora come “pittori della domenica”: l’insistenza della poesia giunge fino alle forme più umili, più povere, più indifese, fino a vere miserie letterarie, fino al gusto più sdolcinato o insulso per poltiglie a metà tra l’esoterico e il sentimentale (qualcosa come una sottoproletarizzazione), ma essa giunge a un punto così basso, proprio perché insiste, domanda qualcosa, e qualcosa che, lo credo davvero, non si può ridurre alle ricadute piccolo borghesi del peggiore romanticismo (del genere “poesia adolescenziale”, o anche, procedendo a ritroso, «smania di costruire rime» di cui si ride in Molière), qualcosa che non appartiene alla “sottocultura”, e neppure alla “cultura” tout court -, se la poesia insiste e resiste, dunque, ciò avviene al di là di queste manifestazioni ridicole, avviene per altre ragioni. Continua a leggere Fare i conti con la poesia – di Jean-Luc NANCY

Icone del migrare II – Ipotesi di volo

migrazione

Ipotesi di volo – da: Icone del migrare (1998-2000), ined.

Stehen, im Schatten
des Wundenmals in der Luft.
Mit allen, was darin Raum hat,
auch ohne
Sprache
“.
Paul Celan

*

Sulle rive della strada, la sensazione di un angelo che annaspa
in pozzanghere di pioggia. L’autunno è stagione senza ali.
L’inverno il volo cieco che batte ai vetri della tua dimora.
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Moni OVADIA su Lager Italiani di Marco ROVELLI

1701141

L’iperbole è una delle forme retoriche preferite del linguaggio sopravvissuto alla morte apparente delle ideologie. La terminologia che definisce le modalità del totalitarismo nazista e dell’universo concentrazionario, pratica estrema e senso ultimo di quel regime, oggi viene mutuata con ridondanza da coloro che vogliono attirare l’attenzione e l’indignazione dell’opinione pubblica verso le forme della violenza, della guerra, del razzismo o della repressione contro popoli, minoranze, ceti sociali marginali. Continua a leggere Moni OVADIA su Lager Italiani di Marco ROVELLI

Icone del migrare I – Sul confine

migrazione

Sul confine – da: Icone del migrare (1998-2000), ined.

Wir sind aufgestiegen von einem Hafen
wo wiederkeher nicht zahlt
“.
Ingeborg Bachmann

*

Grappoli d’ali colorano di abissi l’orizzonte.
Il giorno migra verso la prima stella – illimitata pupilla
dischiusa sopra il grido delle sabbie.
Acqua che si trascina nel lucore ramato dell’assenza.

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Poesie di Ferruccio MASINI

mano rossa

Nulla

Metti accanto al fiore la parola nulla
metti accanto a tutte le cose la parola nulla
mettila accanto all’amore
mettila accanto all’ira della giustizia
all’orgoglio della fame ai grandi libri della saggezza
come il vuoto del silenzio che ammorza la memoria
come il limite dell’anticipazione
questo nulla che è soltanto nulla
e non è neppure il tuo nulla – è il nulla Continua a leggere Poesie di Ferruccio MASINI

Alejandra PIZARNIK tradotta da Florinda FUSCO

La noche

Poco sé de la noche
pero la noche parece saber de mí,
y mas aún, me asiste como si me quisiera,
me cubre la conciencia con sus estrellas.
Tal vez la noche sea la vida y el sol la muerte.
Continua a leggere Alejandra PIZARNIK tradotta da Florinda FUSCO

“Inquietarsi di bellezza” – Poesie di Paola LOVISOLO

paola lovisolo 

Presentazione – di Raffaele Ibba

Inquietarsi di bellezza.

Inquietarsi di bellezza.
Piccola sponda accanto a Paola.
Paola Lovisolo è una poeta. Lo è sempre stata.
Non è l’unica ma lei è diversa: ha un demone che la guida.
Non sapevo che fosse possibile avere ancora un demone guida. Continua a leggere “Inquietarsi di bellezza” – Poesie di Paola LOVISOLO

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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