Il dolore rivelato del seme – Paolo FICHERA

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(Helmut Middendorf, Menge + Roter Kopf, 1991)

Da Lo speziale (LietoColle)

Da lì è nato e
doveva morire il dovere
del figlio al figlio del padre,

le ossa predisposte al massacro
le sue al dovere di una variazione
e scarto nel seme tra natiche – Continua a leggere Il dolore rivelato del seme – Paolo FICHERA

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Elle – di Giorgio MORALE

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(Marc Chagall)

Pirulin, Pirulin piangeva

“Ho scoperto un locale vicino via Torino. Si può bere e ascoltare musica” disse Elio.
Fu una sera dopo il pasto alla mensa universitaria, prima che il gruppo s’abbandonasse alla solita deriva. Andarono anche Vincenzo e Mariarosa, Cecè, Lux ed Elle. Le stradine erano strette e potevano camminare solo appaiati.
Continua a leggere Elle – di Giorgio MORALE

La voce dei segni

Ricevo dall’amico Fabiano Alborghetti, e rilancio con molto piacere, la segnalazione di una interessante e meritoria iniziativa editoriale.

Nel settembre 2006 è uscito per i tipi di alla chiara fonte di Lugano qualcosa di davvero speciale: un libro con poesie di Giovanni Orelli, Fabio Pusterla, Alberto Nessi, Amleto Petroli, Aurelio Buletti, Donata Berra, Gilberto Isella, Giorgio Orelli, Antonio Rossi, Dubravko Pusek.

La straordinarietà è che il libro è accompagnato da un DVD e le poesie sono tradotte in LIS (lingua italiana dei segni), ovvero il linguaggio usato da chi è sordo e muto, per esprimersi (a tal riguardo si dia anche un’occhiata al sito che propone il dizionario LIS, www.dizlis.it).

[…]

Continua a leggere qui.

Rompere il silenzio!

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Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia.

Occorre rompere il silenzio, resistere alla ferocia. E serve farlo subito, in tanti, senza deleghe ad alcuno, perché stiamo scivolando in un baratro. Hanno cominciato dagli ultimi, dai poveri, dagli immigrati, dai lavoratori, dagli oppositori politici, ma se non li fermiamo andranno avanti.

Le destre e le sinistre evocano una presunta “emergenza sicurezza”, individuando negli ultimi, negli immigrati poveri i capri espiatori da offrire in sacrificio, per allontanare lo spettro che i penultimi si alleino agli ultimi, che l’odio lasci il posto alla solidarietà. E dalla solidarietà la capacità di opporsi ai nemici veri, quelli che lucrano sulle nostre esistenze, quelli per i quali una vita non vale i 20 euro per ricaricare un estintore.

[Leggi l’appello dell’assemblea antifascista e antirazzista riunita a Torino il 19 dicembre 2007]

Tirar su con le mani tutta l’acqua del mare – Cristina ANNINO

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(Cristina Annino, Lina in giardino con Koko, 2005)

Ottetto per madre

“Cristo santo! a chi può importare
se uno ama la propria madre o no!”
(Céline, Viaggio al termine della notte)

1
Il Panda

Senza pace, con pena e senza girarmi
mai, pestando
mica pepe o caffè ma gardenie, io amo
la mamma e i topi; li metto insieme chissà
perché. O ancora perché voler bene a quel
modo spezzato così in due, collo in giù,
polvere senza cerniere, bottone, qualcosa. Continua a leggere Tirar su con le mani tutta l’acqua del mare – Cristina ANNINO

Con lo sguardo fisso all’altra riva – Bianca MADECCIA


(Lughia, Architettura di sabbia)

Da Alta tensione (inedito)

ALTA TENSIONE

Sono nata nel giorno dell’alta tensione,
la mia arma preferita il pugnale arabo,
quella, cioè, che più mi somiglia
nel suo linguaggio di giri corti e serrati.
Continua a leggere Con lo sguardo fisso all’altra riva – Bianca MADECCIA

Voci di un canto ostinato (II) – Stelvio DI SPIGNO

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[La prima parte si può leggere qui]

Da Formazione del bianco (2003-2006)
(Lecce, Manni Editori, 2007)

Il coniglio di casa

Mi abituerò a vedere la gabbietta vuota
dove facevi le tue evoluzioni
perché va detto che anche un coniglio molle,
come diceva Catullo, è capace di rigirarti il cuore,
e quando se ne va il mondo è ancora più vuoto.
Continua a leggere Voci di un canto ostinato (II) – Stelvio DI SPIGNO

Quanto vale la tua vita?

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La strage dei lavoratori va avanti, ad una media di tre morti al giorno, vite spezzate, rubate, sacrificate quotidianamente all’altare del dio profitto, il leviatano che divora tutto ciò che non si può trasformare, a violenza, in denaro.

Le parole del presidente di questa oligarchia che continuano a spacciare per democrazia, di questa congregazione di lobbies clericali, di padroni travestiti da imprenditori, di quest’orda di ignoranti, fascisti, razzisti, mafiosi, amici degli amici, di servi potenti ed armati, il presidente di questo paese umiliato si esprime indignato per le “morti sul lavoro”. E le sue parole sono il distillato della beffa più sottile che la retorica democratica sa produrre. Lui si indigna, ma la sua stessa figura è la più alta carica di quel sistema che legittima proprio quella legislazione che permette condizioni di lavoro, di vita e salariali grazie alla quale si determinano situazioni pericolose e spesso mortali per chi lavora.

(Continua a leggere qui…)

Il tredicesimo invitato di Fernanda ROMAGNOLI nella lettura di Giovanni NUSCIS

[La recensione di Giovanni Nuscis è pubblicata per gentile concessione della Rivista on line Italia Libri. Alla Redazione va il mio sentito ringraziamento.]

Fernanda Romagnoli, Il tredicesimo invitato (1980)
Libri Scheiwiller, 2003

Il libro comprende l’ultima raccolta di poesie di Fernanda Romagnoli, Il tredicesimo invitato, edito da Garzanti nel 1980, una scelta di testi tratta da opere precedenti — Confiteor (1965-1972), Berretto rosso (1963) — e altri componimenti ripartiti tra le sezioni Inediti (1965-1986) e Altre poesie. Continua a leggere Il tredicesimo invitato di Fernanda ROMAGNOLI nella lettura di Giovanni NUSCIS

Rose abbagliate da passi di fango – Marco ROVELLI

Marco Rovelli, Corpo esposto, postfazione di Mariella Bettarini, Massa, Memoranda Edizioni, 2004.

In margine
(davanti alla Flagellazione
del Caravaggio
)

Il corpo ripiegato, abbandonato alla piega, esposto alla morte, ma prima ancora all’infamia dell’assedio dell’altro. Corpo che in questa esposizione espone la sua bellezza. La bellezza di chi non ha nulla da perdere, perché ha già perduto tutto, ed è solo un corpo, un corpo senz’altro, nudo nella sua esposizione, nel gesto dell’esporsi, nell’aperto della passione, del patimento. Corpo che patisce l’altro, ne patisce il legame. In questa esposizione del finito alla sua finitezza traluce il divino dell’uomo. Continua a leggere Rose abbagliate da passi di fango – Marco ROVELLI

Sull’utilità della rete per la poesia

E’ disponibile sul portale letterario Nabanassar l’ottimo e-book Bacheche 2006. Curato da Giuseppe Cornacchia e Gianfranco Fabbri, raccoglie i frutti dell’encomiabile e prezioso lavoro di scoperta e valorizzazione della buona poesia che quest’ultimo va conducendo da anni nel suo La costruzione del verso.

Luogo di dialogo e di intelligente scambio umano e culturale, questo blog cerca di colmare, insieme a pochi altri, grazie alla passione del suo ideatore e gestore, uno dei vuoti più devastanti dell’odierno panorama dell’editoria italiana: l’oblio di qualsiasi forma di poesia, o di espresione artistica in generale, che non sia immediatamente riconducibile alle logiche dell’accademia, del controllo, del familismo più becero e degradante.

A Gianfranco Fabbri un grazie riconoscente per il suo lavoro e le sue iniziative. A Giuseppe Cornacchia un grazie per aver messo a disposizione di tutti, editandola, un’opera di sicuro valore.

Ecco gli autori coinvolti:

Sebastiano Aglieco – Fabiano Alborghetti – Filippo Amadei – Danni Antonello – Luca Ariano – Cristina Babino – Mimmo Cangiano – Roberto Ceccarini -Giacomo Cerrai – Fabrizio Centofanti – Tiziana Cera Rosco – Giuseppe Cornacchia – Daniele De Angelis – Salvatore Della Capa -Matteo Fantuzzi – Sabrina Foschini – Luca Frudà – Stefano Guglielmin – Davide Nota – Massimo Orgiazzi – Adriano Padua – Gabriele Pepe – Vittorio Pergola – Antonella Pizzo – Alessandro Ramberti – Marco Ricci – Nicola Riva – Massimo Sannelli – Francesca Serragnoli – Christian Sinicco – Giovanni Tuzet – Paola Turroni – Matteo Zattoni

L’estate di San Martino – di Andrea TOSTI


(Francis Bacon, Portrait of Michel Leris, 1976)

L’estate di San Martino
   

L’estate di San Martino impone il silenzio. Nel palazzone condominiale i vicini dormono: anche se è sabato qualcuno il giorno dopo andrà lo stesso a lavorare, e per non rischiare di dovere discutere si rimane lì a fumare, chiacchierando sotto voce poiché non è troppo tardi e stranamente è ancora troppo presto per uscire. Ma, si sa, da lì a poco, si sarà fuori, e tutto questo stare insieme è solo un’attesa. Nella stanza accanto, un’altra ragazza, una trovata già dentro l’appartamento da affittare, scontata e silenziosa come il mobilio o i piatti in cucina, è a studiare: neanche lei bisogna disturbare. Arrivati rumorosamente all’ora di cena, una piccola tribù carica di spaghetti e vino, mangiando insieme si è provati a convincerla a venir fuori con noi, ma lunedì ha un esame e non è sicura, e ripassa, e studia: neanche il sabato sera la tenta dal lasciar perdere, neanche il dirle che tanto è inutile, un giorno in più non l’aiuterà e farebbe meglio a rinunciare, a staccare la testa. Eppure la nostra compagnia è anche buona, non delle peggiori: potrebbe capitarle di star bene. Continua a leggere L’estate di San Martino – di Andrea TOSTI

Il codice delle sabbie (I) – Reb Stein

Reb SteinIl codice delle sabbie (Opus Postumum)

Dice lo straniero nel deserto: “Ogni cosa
al mondo mi è nuova”. E la nascita del suo
canto non gli era meno straniera.

Saint-John Perse

L’OBLIO DELL’EVENTO (1998)

Sul bordo di astri ombrosi

I

Lingue notturne cumulano dal futuro macine di canti
per te che segui pupille non ancora cieche
sul bordo di astri ombrosi
Continua a leggere Il codice delle sabbie (I) – Reb Stein

Palori aschi e maravigghi – Marco SCALABRINO

Marco Scalabrino
Antologia poetica

Papuzzana

Satarii
murritii
ti fissii
strulluchii a leta cera cu mia.
Bedda
ogni jornu chiù
leggia e sapurita
farfalla.

Chiù tardu …
quannu poi pigghi volu
e ti ni vai
ricordati di sta staciuni persa
di stu sularu di li maravigghi
di stu carduni allaccarutu e sulu
e torna
siddu poi
di tantu in tantu.

Continua a leggere Palori aschi e maravigghi – Marco SCALABRINO

Rose e gigli – di Massimo SANNELLI

umberto boccioni
(Umberto Boccioni, Nudo di spalle (Effetto di sole), 1909)

1
Lettore, ora ti raccomando di leggere *Nudo di madre* di Aldo Busi. In primo luogo, perché Busi è innominabile, tra gli intellettuali, anche giovani. Tu troverai un intero capitolo *contro la poesia*, che per Busi è la serva e l’epigona di cose troppo umane: un’antiopera e un antigenere che non contesta e non descrive, e si trasforma in un gioco sociale, inutile e ridicolo. [ricorda: se Busi ride di te, come ha riso del vecchio Montale «gelatinoso», è perché *se lo può permettere*: e tu non puoi dirgli niente, perché Busi non ha nascosto nulla di sé, né del suo sesso né della sua cultura; e non puoi rispondergli che tu conosci meglio la vita e che la ami, mentre lui è «suicidale»; di vite, Busi ne ha già vissute tre, quante le lingue che parla – eppure ride, in italiano].
Per Busi, la poesia così infinitamente ripetuta è vacua: tutti sono poeti, in ragione della volontà di *esporre il sentimento* caldo e il cuore rosso – cosa che Shakespeare e Rimbaud [che Busi difende] considerano abominevole. La teoria di Busi è in lingua di Scrittore, dunque in una forma assoluta e sacrale da tradurre per gli uomini. Ora, Lettore, ti prego: leggi *Nudo di madre*, criticamente; però leggilo. Dopo, sopporta i sorrisi dei colleghi e del Gotha «gelatinoso», che io ti esorto a *non* frequentare. Infine: chiediti se sia ancora il caso di scrivere *in versi* la tua poesia [e non, ad esempio, in prosa o con altri media: potresti sorprenderti di te stesso]

[…] Continua a leggere:
Scuola di poesia, 4 (Rose e gigli)

E ancora:
Scuola di poesia, 3 (Festa dei sensi)
Scuola di poesia, 2 (Conosci te stesso)
Scuola di poesia, 1 (Al lettore)

Un po’ di febbre – di Sandro PENNA

Un po’ di febbre

    Da qualche giorno aveva un po’ di febbre. Anzi era certo che si trattasse di un morbo tubercolare. Sapeva, in breve, di dover morire. Però doveva farsi tagliare ugualmente i capelli, e la barba. Certo, aveva capito che anche chi sa di dover morire non può sfuggire alle cose di tutti. I pensieri di un simile stato d’animo sono diversi, sì, da quelli di un altro, ma si finisce coll’andare ugualmente dal parrucchiere. Si fa tutto con quella lenta angoscia che sta in fondo, ma la cosa più triste è appunto quel sapere che non c’è altro da fare che le solite cose. Continua a leggere Un po’ di febbre – di Sandro PENNA

Risonanze VIII – Nicola PONZIO

Da Gli ospiti e i luoghi, Varese, Nuova Editrice Magenta, 2005

Il falegname Zimmer

I

Diversi troveremo insieme un luogo.
(Terribile e affettuosa,
al di là di quelle case,
oltre la cinta si offrirà
la luce in un riparo – giustizia Continua a leggere Risonanze VIII – Nicola PONZIO

Per evitare la polvere del nulla – Jolanda CATALANO

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(Mario Sironi, Nausicaa e la nave di Ulisse)

Da Alternanze, Calabria Letteraria Editrice, 1996

Vieni

Vieni,
una voce inquieta
ti prega di venire,
di farti viva
tra l’ombra del presente. Continua a leggere Per evitare la polvere del nulla – Jolanda CATALANO

Dopo lo tsunami – Canto per la notte di capodanno

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Dopo lo tsunami – Canto per la notte di capodanno
(Tratto da: Hairesis – 2004/2005, E-book, Milano, Biagio Cepollaro Edizioni, 2007)

rovine aperte al nulla del risveglio
aborti di rose nel grembo umido dell’alba
che rampica latrine e
accende lumi su terre di naufragio   un faro Continua a leggere Dopo lo tsunami – Canto per la notte di capodanno

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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