Postludium III

(Da: Postludium, nota critica di Giuliano Gramigna, con un disegno di Giovanna Fra, Verona, Anterem Edizioni, “La Ricerca Letteraria – Collezione del Premio Lorenzo Montano”, 2003)

Mit Namen, getränkt
von jedem Exil.

Paul Celan

Continua a leggere Postludium III

Annunci

Il libro di Egon – di Stefano ZANGRANDO

g-de-chirico-melanconia-1912.jpg

1

Egon Ventura atterrò a Berlino il 29 ottobre 2000, nel tardo pomeriggio. Aveva alle spalle venticinque anni di vita vissuta tra virgolette all’ombra di un monumento fascista, in tasca un’inutile laurea in lettere brillantemente conseguita quattro mesi prima e in banca un gruzzolo di proporzioni assai modeste, frutto di un’estate d’intenso lavoro come inserviente aggiunto in un autogrill dell’autostrada del Brennero. Uscì dall’aeroporto di Tegel trascinando il suo pesante bagaglio e salì sull’autobus 128, il quale, secondo le indicazioni della mappa contenuta nella sua nuovissima guida turistica, lo avrebbe portato alla più vicina fermata della metropolitana U6, quella il cui percorso era indicato dalla linea viola. Fiducioso, richiuse il libretto. L’autobus chiuse le porte e partì. Continua a leggere Il libro di Egon – di Stefano ZANGRANDO

Lascia che parli il respiro – Caterina ACCARDO

giuseppe-santomaso-ricordo-verde.jpg

(Giuseppe Santomaso, Ricordo verde)

*

Da Guanciali di terra, Empoli, Ibiskos Editrice, 2004

IL MONDO PIÙ VERO

 

Hai vissuto così intensamente da stare male.

L’arcobaleno iridante che hai avuto davanti

ti ha fatto svolazzare da un colore all’altro

per poi ripiombare nel nero più nero.

Continua a leggere Lascia che parli il respiro – Caterina ACCARDO

Canti dalle rovine – Rossano ASTREMO

edvard-munch.jpg
(Edvard Munch, Night in Saint Cloud)

Da Corpo poetico irrisolto (Besa, 2003)

La notte ha perso le sue ore di acidi e vomiti
e tu sei qui, accanto a me,
con la tua carne nuda che mi solletica e satura,
sei qui, con i tuoi occhi che mangiano
profumi di illusioni e catene, Continua a leggere Canti dalle rovine – Rossano ASTREMO

Coltivare macerie sul volto (Parte seconda) – Enrico CERQUIGLINI

[La prima parte si può leggere qui.]

Da Tra nebbia e fango, Campanotto, Udine, 2007

Elegia di fine anno/secolo/millennio
(Arbeit macht frei)

reloj, detén tu camino…
se cade in piedi
vedi l’elasticità del corpo
…haz que esta noche sea perpetua… Continua a leggere Coltivare macerie sul volto (Parte seconda) – Enrico CERQUIGLINI

De requie et natura – Biagio CEPOLLARO

biagio cepollaro - insieme

Dalla Trilogia De requie et natura (1985-1997)

Con un saggio di Giuliano Mesa

*

Da Scribeide (1985-1989), Piero Manni Ed., 1993

www.cepollaro.it/Scribeide.pdf

Da Sintagma sperso

*

donna in te se duplica la vurticanza

e più te mòvi e più chiara la viulenza Continua a leggere De requie et natura – Biagio CEPOLLARO

Nell’ora che traduce fine alla fine – Marina PIZZI

marilde magni
(Marilde Magni, Una casa alla fine del tempo, 2006)

*

Da Marina Pizzi, Ricette del sottopiatto, 2007, inedito.

2.
ho pianto sul salario dell’alba
sul bavero scosceso, alzato, fatto frotta
sul gelo e la calura della postazione
informatica. ti dico dio per dirti un fratello
scalcinato, nato solo.

Continua a leggere Nell’ora che traduce fine alla fine – Marina PIZZI

Postludium II

(Da: Postludium, nota critica di Giuliano Gramigna, con un disegno di Giovanna Fra, Verona, Anterem Edizioni, “La Ricerca Letteraria – Collezione del Premio Lorenzo Montano”, 2003)

Nati dalle ceneri di un volo
osserviamo transiti di aurore
dalle grate vocali di giardini murati.

Portiamo in bocca
le nostre candele accese.

Nelle mani ali recise senza cielo.

Continua a leggere Postludium II

Affreschi sul palmo della mano – Franco ARMINIO

Franco Arminio

Da Affreschi sul palmo della mano

1977-2007

Nota d’avvio

Ho scritto una quantità imprecisata e imprecisabile di versi. Più che a libri o plaquette nel mio caso l’unità di misura più appropriata è il metro cubo: cinque, sei metri, senza considerare quello che non è mai arrivato alla carta, i versi che vivono nelle cantine del computer.

Di tutta questa produzione estraggo qui una sorta di campionatura annuale, il dna, il cimelio di una disfatta dell’anima e delle sue ossessioni.

Continua a leggere Affreschi sul palmo della mano – Franco ARMINIO

Per quanta memoria si perderà – di Massimo SANNELLI

engel3jpg.jpg
(Manfred Schnell, Engel, 2001)

*

Fa pietà Grünewald, non Warhol. Fa pietà Van Gogh, non Bacon. Fa pietà il caso ostentato (e il cazzo teso del poeta A. è rispettato: piange di desiderio). Si ammirano le parole di four letters, perché sono allegre; e queste parole si voltano in italiano. Ma l’italiano è il bel canto, sempre: nessuno l’ha mai, veramente, parlato.

Continua a leggere Per quanta memoria si perderà – di Massimo SANNELLI

Nel mare del poema III – Christian SINICCO

(La prima parte, con la nota critica di Christian Sinicco, qui; la seconda, qui.)

***

Da Passando per New York (2001-2002)
(Faloppio, Edizioni LietoColle, 2005)

primo passaggio su New York
in risposta ad un Arcano di Jack Hirschman

Scende la neve nera
sopra New York,
la neve nera di piccole labbra rosate
e nuvole da cui non vorrei sgorgasse l’origine
di una creatura talmente inospitale da fluttuare
nella natura… O Man, per ogni spenta coscienza
i versi composti dalla sera inginocchiata, Continua a leggere Nel mare del poema III – Christian SINICCO

Max LOREAU tradotto da Adriano MARCHETTI


(Jean Dubuffet, Lunaison claire, 1954)

Dans l’Éclat du Moment
(Nell’erompere del momento)

VII

J’allais ce matin-là
épris de très vaste et de mer fuyante,
songeant, sans le savoir, au sol,
à ses distances de jour en jour si courtes,
à ses galleries ensevelies
s’enforçant vers les regions basses d’avant-éclore
où les ombres de presumption, revenants,
se mêlent à l’ombre,
Continua a leggere Max LOREAU tradotto da Adriano MARCHETTI

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

Blog su WordPress.com.