Una buona azione

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DI CHE COLORE E’ LA DISCREZIONALITA’?

«Chi ha particolari tendenze sessuali, come gli omosessuali, non va discriminato, ma aiutato con interventi di tipo psicologico e con terapie adeguate. Sempre nella discrezionalità e nell’accoglienza e soprattutto senza battaglie ideologiche».

(Da un articolo-intervista letto su Repubblica)

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Tra el lusch e’l brusch di Francesco PISCITELLO nella lettura di Adele DESIDERI

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(Alice Czech, Dämmerung, 2001)

Francesco Piscitello, Tra el lusch e’l brusch, Edizioni Nuove Scritture, Abbiategrasso (MI), 2007.

“Io son solo poeta di silenzi.//” (“mì son domà poètta de silenzi.//”, pag. 15), scrive Francesco Piscitello in questa sua nuova raccolta di poesie. E da poeta sa accostarsi al non detto con il giusto tatto. Nell’incavo della coscienza crepuscolare, tra il lusco e il brusco, mentre il giorno muore ed il suo sguardo visionario abbandona la razionalità per immergersi nel dormiveglia, egli transita nel crocevia creativo, magico, della rêverie. Allude, musica il senso, fa tacere la volgarità della parola quotidiana e permette alla metafora di volare alto.
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Ora e sempre: NO DAL MOLIN

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Classe politica, tutta, a novanta gradi e di schiena nei confronti del capitale; società civile testardamente convinta che la POLIS sia cosa di tutti, per il bene di tutti. E così, c’era un sacco di gente, ieri, alla manfestazione contro la base. Ma a contare davvero è il fatto che, padri e madri e figli testimoniano quanto la decisione politica sia prassi, non teoria: e allora eccoli tutti a presidiare i dintorni della base, tutti i giorni e tutte le notti. Fuori è sotto zero, il palazzo scalda i forzieri, e loro se ne stanno là, al freddo e al gelo, come gesubambini, in attesa che l’impero dia peso alla loro parola. Intanto, hanno aperto un sito, dove possiamo leggere e vedere e ascoltare il gran rumore che fa la gente per bene quando si accorge di aver delegato una classe politica che è la copia di quella precedente, ossia sostanzialmente democristiana.

Vi invito dunque a visitare il sito del NODALMOLIN, così che il Veneto non sia ricordato solo per le uscite fasciste di consiglieri comunali e sindaci sparsi sul territorio.

Stefano Guglielmin

Dentro la vita – Angelo FERRANTE

Angelo Ferrante

Giunto alla sua ottava raccolta, Angelo Ferrante si rivela come uno dei pochi poeti contemporanei capaci di coniugare un lirismo alto, di ascendenza leopardiana (e non solo il Leopardi idillico, ma anche quello, più severo, dei Canti di Aspasia), con un’intensa passione civile – spesso nutrita di toni aspri e polemici, ma anche di una tormentosa e umanissima pietas -, di ascendenza questa volta pasoliniana (e non a caso sotto il segno, anche stilistico, di Pasolini è posta tutta la seconda parte della raccolta).
    Poeta lirico e morale, alieno da ogni forma di minimalismo e di intimismo, Ferrante – come già dicono le programmatiche quartine dell’esordio – si pone dunque dinanzi all’opera del tempo, cosmico e umano, nella duplice attitudine di chi vuole contemplarne, foscolianamente, “l’orme / che vanno al nulla eterno”, ma anche di chi non vuole disperdere le memorie storiche: il linguaggio dell’idillio potrà allora fondersi con le crudezze del lessico quotidiano; il mondo della natura con quello della città; la tenerezza con la rabies; la nostalgia per la giovinezza troppo lontana con la fermezza di uno sguardo lucidamente puntato sul nostro presente. Continua a leggere Dentro la vita – Angelo FERRANTE

Aldo Bianzino era mio fratello…

Aldo Bianzino
L’ennesimo intollerabile caso di omicidio silenzioso in carcere.

Lettera di Claudio Bianzino al presidente della repubblica

Signor presidente, nonostante la grande stima che ho nei suoi confronti, mi perdonerà se, seguendo l’esempio dei miei genitori, volutamente non uso le lettere maiuscole nel rivolgermi a lei ed alle istituzioni in genere, nel tentativo di riavvicinarvi un po’, almeno simbolicamente, alla popolazione italiana.

[…]

Continua a leggere qui.
Qui una ricostruzione del caso.
Qui, ancora, come sempre, altri links di approfondimento.

La carezza di un moto per saperci – Danilo DOLCI

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(Paolo Domeniconi, Illustrazioni ispirate all’opera di Danilo Dolci)

Ricercari

« In un momento di saggezza, verso i venticinque anni, ho bruciato tutto, millecinquecento versi, allora li contavo. Ho tenuto solo le voci dei Ricercari, che – appuntate nel ’49-’50 nella silenziosa pianura dello Scrivia -, pur ancora letterarie, pervenivano ad un nodo essenziale: la coscienza che nella vita ciascuno è – può, deve essere – ostia agli altri. Mangiare è un dramma: cosmico. Accetto di mangiare per poter farmi mangiare. »

(Dalla premessa dell’autore a “Poema umano“, Einaudi 1974)

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Oralità Poesia Scrittura (II) – Lello VOCE


(Lello Voce e Michael Gross)

Io sono soprattutto un poeta. Tale mi considero, anche se mi è capitato e mi capita di scrivere romanzi, o di collaborare a quotidiani. Questo probabilmente deriva dalla ’fisicità’ della poesia, dal fatto che metto in gioco il mio corpo e la mia voce. Da anni ormai pratico uno strano tipo di poesia ad alta voce che forse si potrebbe definire Spoken Words, o Hip Hop Poetry, o Performance Poetry. Quello che è certo è che non si tratta di ’poesia lineare’, scritta, nè di ’poesia sonora’, almeno non nell’accezione che si dà a questa definizione quando si pensa ai prodotti delle Avanguardie e delle Neo-Avanguardie. E’ un ibrido strano, che si fa sul palco, davanti alla gente, per la comunità. E’ fatta di respiri e sudore, di fiato e di quei pochi pensieri che riesco a mettere insieme, mentre vengo, come voi, centrifugato in quest’enorme frullatore che chiamiamo società postmoderna globalizzata.
Lello Voce
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Fiori di memoria I – di Anselmo F. BERARDI

Pinelli

Fiori di memoria
(Milano, 16 dicembre 1969)

[Tratto da: www.georgiamada.splinder.com del 26 marzo 2006. La revisione del testo è opera dell’autore.]

I

L’adolescente che in quella freddissima mattinata del 16 dicembre 1969 vedeva Milano per la prima volta, non poteva mai immaginare che in quella città avrebbe trascorso molti dei futuri anni della sua vita. Una città che avrebbe sempre amato, con la tenerezza e la rabbia con cui si guarda la ferita mai cicatrizzata di una passione tradita, il taglio che invano si cerca di medicare ogni volta che nel pensiero riprende a sanguinare. Continua a leggere Fiori di memoria I – di Anselmo F. BERARDI

La parete di luce – Antonio MORESCO

[…]

“Perché sono contro la parola “realismo”? Prima di tutto perché – come ho cominciato a pensare molti anni fa mentre ancora scrivevo Lettere a nessuno – la realtà non è affatto “realistica”. Ciò che è stato chiamato “realistico” deriva solo dall’avere selezionato alcuni elementi della realtà e solo questi, dall’averli messi insieme e dall’avere poi ritenuto di stabilire: questa e solo questa è la realtà. Il resto no. Tutto quello che sta fuori da questa piccola rete orizzontale è finzione, inganno. Invece, se la letteratura non riesce a sbaragliare sul proprio stesso corpo questa lobotomizzazione, se non riesce a compiere questo drammatico movimento all’indietro e in avanti, se non riesce a rovesciare questa mancanza di proporzionalità non solo con il mondo e la vita ma persino con le conoscenze su di essi che sono emerse nella nostra epoca, è fuori gioco, non avrà futuro.”

Dal testo dell’intervento di Antonio Moresco al Seminario Internazionale sul Romanzo, coordinato da Massimo Rizzante, che si è tenuto all’Università di Trento nel corso del 2007, e che uscirà in volume, assieme agli altri interventi, nel 2008.

Una riflessione “indispensabile” su letteratura, pensiero, realtà e dintorni. Il resto qui oppure qui.

La sabbia e l’angelo – Margherita GUIDACCI

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(Andrea Stella, I cercatori del silenzio)

[Tratto da Poesia italiana contemporanea (1909 – 1959), a cura di Giacinto Spagnoletti, Parma, Casa Editrice Ugo Guanda, Collezione Fenice, 1959, pag. 801 – 803]

I

Non occorrevano i templi in rovina sul limitare dei deserti,
Con le colonne mozze e le gradinate che in nessun luogo conducono;
Né i relitti insabbiati, le ossa biancheggianti lungo il mare;
E nemmeno la violenza del fuoco contro i nostri campi e le case. Continua a leggere La sabbia e l’angelo – Margherita GUIDACCI

Apprendimento di cose utili (II) – Gennaro GRIECO

(Volker Klein, Terra lucana)

[Testi tratti da Gennaro Grieco, Apprendimento di cose utili, prefazione di Sandro Gros-Pietro, Torino, Genesi Editrice, 2007. La prima parte è leggibile qui.]

RIVUS NIGER

I

Quando d’Inverno dai picchi imbiancati
dell’avvoltoio¹ adagiato in stanchezza
dei millenni il riverbero veniva
nel chiuso delle incatenate² stanze
vedevo mia madre ancora più bella
nel tragitto dei vetri che di lena
sua giovane specchiavano movenze; Continua a leggere Apprendimento di cose utili (II) – Gennaro GRIECO

La vita semplice – Franco ARMINIO

     Ormai vivo murato in casa. Esco solo per depositare il sacchetto con l’immondizia e già mi pare un viaggio. Sono una trentina di metri. Tanto basta per tornare a casa disgustato. Non sopporto le ragazzine col telefonino. Non sopporto i ragazzi che girano con la macchina perché non hanno niente da fare. Ma dove cazzo li prendono i soldi per la benzina? Io ho fatto l’insegnante e adesso sono in pensione. Ho sempre la stessa macchina da vent’anni. E anche gli stessi libri. La mia giornata passa quasi tutta tra la casa e la campagna. Prendo una strada che non passa per il paese. A me la piazza del mio paese fa schifo. Continua a leggere La vita semplice – Franco ARMINIO

Testo a fronte V – Andrew ZAWACKI/Andrea RAOS

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(Paola Rago, L’incontro tra acqua e fuoco, 2006)

(Tratto da Andrew Zawacki, Anabranch, Wesleyan University Press, 2004; traduzione di Andrea Raos)

Credo

You say wind is only wind
and carries nothing nervous

in its teeth. I do not believe it.
I have seen leaves desist from moving
Continua a leggere Testo a fronte V – Andrew ZAWACKI/Andrea RAOS

Omicidi legalizzati

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ANTONIO SCHIAVONE E ROBERTO SCOLA
ANGELO LAURINO E BRUNO SANTINO

ASSASSINATI.

CON LA COMPLICITA’ DELLO STATO E DELLE SUE LEGGI ASSERVITE ALLE LOGICHE DEL CAPITALE E DEL PROFITTO.

GIUSTIZIATI INSIEME A MIGLIAIA DI ALTRI LAVORATORI, SOLO NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI, PERCHE’ COLPEVOLI DI UN UNICO ORRENDO CRIMINE COLLETTIVO: ESSERE OPERAI.

LA MERDA IPOCRITA CHE RAPPRESENTA LE ISTITUZIONI A QUALSIASI LIVELLO, CI RISPARMI, ALMENO STAVOLTA, LA SUA VOMITEVOLE RETORICA DI CIRCOSTANZA E CI LASCI PIANGERE IN SILENZIO I NOSTRI MORTI.

PAGHERETE TUTTO, COMUNQUE.

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Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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