Creature di rogo (II)

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Creature di rogo
(già parzialmente pubblicato in Anterem, XXV, n. 60, 2000; e in una prima versione, col titolo “Geoglifi“, nell’antologia della seconda edizione del premio “Città di Ceprano”, con 16 illustrazioni dell’autore e una nota ai testi a cura di Alfonso Cardamone, Frosinone, 1995)

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Voci dalla Palestina

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Sul blog di Georgia, è possibile leggere una interessante rassegna dedicata ad alcune voci della cultura palestinese: un modo intelligente di rompere il “muro” del silenzio intorno a una letteratura che annovera dei veri maestri della narrativa e della poesia contemporanee. Attraverso una rete di links e di rimandi testuali, è possibile ricostruire una piccola mappa di un universo tanto affascinante quanto a noi praticamente sconosciuto.

Ecco alcuni degli ultimi autori proposti:

Muhammad Hamza Gana’Yim
Bashir Shalash
Ibrahim Nasrallah
Mahmud Darwish
Suad Amiry
Sahar Khalifah (1) (2)

Altre notizie e indicazioni bibliografiche sono reperibili qui.
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La città di notte – di Roberto SAVIANO

Scampia

[Pubblicato da Tiziano Scarpa il 22 marzo 2004 su Nazione Indiana.]

Roberto SavianoLa città di notte

Esiste un posto dove nascere comporta avere colpa. Il primo respiro e l’ultimo catarro hanno equivalente valore. Il valore della colpa. Non importa quale volontà t’abbia guidato, non importa che vita hai svolto. Conta ancor meno il pensiero che ha rimbalzato tra le tue tempie ed ancor meno qualche affetto che hai speso, forse, in qualche ora quotidiana. Conta dove sei nato, cosa è scritto sulla carta d’identità. Questo posto è ampio e ricco. Non lo conoscono che le persone che vi abitano, perché tra colpevoli ci si conosce. Tutti colpevoli, tutti assolti. Ma chi non ha cittadinanza in questo posto, ignora questo luogo.
Continua a leggere La città di notte – di Roberto SAVIANO

Testi inediti di Federico ZULIANI

john walker
(John Walker, Reflected dawn)

Per Amleto il dilemma in aut aut, per il desterrado, invece, o per chi è nato e si muove lontano da casa, pare, a leggere Zuliani, il dilemma è in et ac. L’essere e il non essere sono la condizione, per chi è lontano da casa, la forma che regge è quella del dubbio sciolto nella contraddizione. L’essere e il non essere, l’essere qui (nel corpo) e (nella mente, e viceversa). […]
(Lorenzo Carlucci)

Una poesia di Federico Zuliani, da Travelling South, inedito.

Tu che non sei già più, ma sei
raccogli il mio pianto in fascine, e brucialo.
Quindi, dopo averle scelte con cura deponici

due monete d’oro: una per orbita.
Affinché la morte venga, ma non lo abbia.
Ti ho sognato così, questa notte, con i tuoi nuovi

occhi, senza pupilla, e finalmente, padre,
mi sono fatto leggere. Letto nella sabbia che ho camminato
e nel pane che ho rotto e che non tornerò a rompere

e che oggi è me prima che io ridivenga lui, frumento
e canapa, e giglio, e folle bellezza, nel sogno
o il tormento, e la lamina d’oro, o il martello.

[Continua a leggere su Absolute Poetry.]

Due interventi sulla poesia di Tiziano SALARI

[Alcuni testi tratti da Il fruscio dell’essere sono leggibili qui.]

Gaetano Chiappini
Tiziano Salari, Il fruscio dell’Essere, con un saggio di Mario Fresa, Salerno, Nuova Frontiera 2007.

Ho letto a lungo e doverosamente riletto questi testi bruniti e corruschi, collocati sulla flebile traccia di un capello ad ascoltare con amorosa fierezza il transito della natura. Tra visibile e invisibile, oltre i monti, Salari sta cogliendo l’antico messaggio della bottiglia cosmica. E ne viene questo cammino articolato – anche gli incipit sembrano riprendersi nell’indice come un unico cammino. Continua a leggere Due interventi sulla poesia di Tiziano SALARI

Il segno che rimane – Luigi DI RUSCIO

più degli assolutismi preferisco i miei relativismi
più di tutto il credere amo il mio dubitare
più della crocefissione d’Iddio amo la sua resurrezione
più delle concentrazioni amo le mie distrazioni

al papa mitrato preferisco un pippo scappellato
più della ritualità amo la creatività
più del sonno preferisco la veglia
più delle radici preferisco il radicalismo
all’occupazione preferisco la liberazione
degli occupanti preferisco chi lotta contro l’occupazione
non pregate
Iddio conosce tutto quello di cui abbiamo bisogno
e tutto ci sarà dato e ci è stato dato
senza chiedere niente

Continua a leggere Il segno che rimane – Luigi DI RUSCIO

Calendario oltre il tempo (Vol. II) – Luca ARIANO

Da: Calendario oltre il tempo (volume II)
[Il Vol. I è leggibile su www.lulu.com]

La poesia di Luca Ariano è vera, come vero è Luca. Ciò che scrive è, senza artifici, senza ricercare effetti speciali, senza rifarsi ai canoni imperanti. Riconoscibile, quindi, il suo tratto, la sua necessità di mantenere viva una memoria, una identità, in quel piacere che solo il ‘civile’ o il tuffo nel passato può arrecare a un giovane autore che nulla rinnega di quel che è stato, affrontando il presente con grande coraggio ed enorme senso critico, quindi proponendosi per un futuro che sappiamo fin troppo incerto. Continua a leggere Calendario oltre il tempo (Vol. II) – Luca ARIANO

DANTE nella traduzione di Jacqueline RISSET

Dante Alighieri

Traducendo Dante – di Jacqueline Risset

    Leggere Dante nel testo originale vuol dire fare l’esperienza di una sorpresa continua e stratificata, legata alla ricchezza costantemente imprevedibile del tessuto poetico, alla forza della sua formulazione: si ha l’impressione di circolare in un insieme di iscrizioni, simili ai messaggi misteriosi che il visitatore dei tre regni di quando in quando decifra sulle pareti, lapidarie, essenziali, portatrici dell’evidenza delle parole ascoltate in sogno; ma con un elemento che sfugge al sogno, un elemento che ne è fuori in modo radicale: la continuità attiva e affascinante, effetto della terza rima e della sua poderosa orditura, che lega il discorso e lo sospinge in avanti.
Continua a leggere DANTE nella traduzione di Jacqueline RISSET

Un poemetto inedito di Cristina ANNINO

maximilian capa
(Immagine di Maximilian Capa)

DUE CIVETTE SUL COMO’

BELLO BU, giovane poeta laico, “politicamente impegnato” lui dice.
GEGE’, vecchio poeta di scuola tradizionale. “Ho un piede nel Nobel” dice lui.
OSPITE, anonimo lettore di poesia.

(Di notte sempre la stessa lagna! Due civette sul comò; anche al buio le vedo, sul serio. Grido dal letto:” Bello Bu, Gegè, vade retro! “ Lì stanno, invece, togliendomi il sonno, di coccio grigio, o vetro, coi corpi fosforescenti. Si spengono solo all’alba. Che c’entro, io, con loro? e come fanno, dopo, a volare via?)

Continua a leggere Un poemetto inedito di Cristina ANNINO

Corpi sotto assedio


(Vignetta di Mauro Biani)

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,
ora basta!

L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Continua a leggere Corpi sotto assedio

Da un’eternità passeggera (II)

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(Immagine di Michele Guyot Bourg)

Da un’eternità passeggera (1998 – 2003)

II. Nelle rapide in secca dell’autunno

notti assediate di luna
alla curva di parabole
che dal corpo scivolano
in lampi di vele,
voci raccolte
in quell’unica sosta
tra le sabbie
che accese il foglio d’astri
e la lingua, franata
in voluttà di oasi
e di tende: –
Continua a leggere Da un’eternità passeggera (II)

“Art Poétique” di Roger CAILLOIS nella traduzione di Adriano MARCHETTI

Roger Caillois, ART POÉTIQUE /ARTE POETICA, Traduzione italiana con testo a fronte a cura di Adriano Marchetti, Rimini, Panozzo Editore “Episodi, 14”, 2008.

Preambolo

   

Roger Caillois appartiene a quella linea di pensiero del Novecento francese che si è mantenuta in un’estrema indipendenza sul piano intellettuale e artistico.
Nato a Reims il 3 marzo 1913, Caillois compie gli studi secondari nel liceo della città natale, frequentando anche Roger Gilbert-Lecomte e il gruppo del Grand Jeu. Gli anni di formazione rivelano un temperamento brillante e avido di conoscere. Si nutre fin dalla prima adolescenza di letture classiche o più segrete che lo iniziano al lato notturno della natura: Lautréamont, Sade e i romantici tedeschi. Continua a leggere “Art Poétique” di Roger CAILLOIS nella traduzione di Adriano MARCHETTI

Marginalità esposte – Fabiano ALBORGHETTI

(Jean-Michel Basquiat, Untitled, 1981)

Da: Verso Buda (LietoColle, 2004)

Di nascosto, col rumore capace dei bambini
compaiono in massa, in numero da tre a sette:
un drappello in sudore disperato

a dar la caccia al cane, al giorno lungo ancora.
Tutti figli di zona a scattare tra gli sterpi
urlando nomi, azioni anche: un’evidenza di energia
Continua a leggere Marginalità esposte – Fabiano ALBORGHETTI

La seconda natura – Alessandra PALMIGIANO

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(Immagine di Annamaria Palmigiano)

[Da: Alessandra Palmigiano, La Seconda Natura, traduzione di Nick Manho, Faloppio (CO), Lietocolle Libri, 2008. Opera vincitrice del premio “Lietocolle – Opera Prima”, 2006.]

Sniper:
Una vita nel massimo riparo
e nel costante pensiero della guerra
viene la morte a guardia della vita:
presidia le derive dei fotoni, i bagliori
della retina, della falce delle unghie: Continua a leggere La seconda natura – Alessandra PALMIGIANO

Sergio Angeletti, in arte ANGESE

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Sergio Angeletti (Roma 1952 – Perugia 11 Febbraio 2008)

E’ morto Angese, Sergio Angeletti per l’anagrafe. Un grande amico. Un grande artista. Sergio è morto. Stroncato da una malattia che non aveva lasciato speranze. Ma potremmo dire che è stato abbattuto mentre caricava a cavallo le trincee fortificate dei demoni. Sergio è stato un grande combattente per la libertà. Uno che ha sempre messo la sua dignità di fronte alle convenienze. Uno dei più grandi disegnatori italiani, giornalista e vignettista acuto, originale e geniale, al quale questo sistema di merda ha negato la possibilità di lavorare. Le grandi testate per le quali disegnava lo hanno via via cacciato perché non riusciva proprio ad arruolarsi nel manierismo leccaculo dominante. Dentro di me io piango il fratello che mi ha lasciato, ma sento che sia giusto innanzi tutto ricordare che era un combattente della libertà di pensiero, armato di un pennello sublime. E credo sia giusto dire che molto nella sua malattia ha pesato l’essere cacciato, esiliato, lasciato per anni senza lavoro. […]

(Jacopo Fo)

[Continua a leggere qui.]

Il fruscio dell’Essere – Tiziano SALARI

kandinsky
(Wassily Kandinsky, Composition X, 1939)

Testi tratti da: Tiziano Salari, Il fruscio dell’Essere, con un saggio di Mario Fresa, Salerno, Cooperativa Sociale Nuova Frontiera, “Il Vulcano e la Rosa”, 2007.

Il fruscio dell’essere

1

dentro è tutto regolare
nel senso delle finestre e delle porte
quando abbassi le maniglie
le resistenze dell’aria svaniscono
racchiuso in una bottiglia il passato
scrivi: “il saccheggio bianco del mattino”,
uno sventagliare di piume
attraverso le brecce dei monti Continua a leggere Il fruscio dell’Essere – Tiziano SALARI

Voci di un canto ostinato (III) – Stelvio DI SPIGNO

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(Elio Copetti, We need high ceilings for the ghosts
to copulate against
, 2007)

[La prima parte è leggibile qui. La seconda qui.]

Da Fine, inediti 2006-2007.

Panavision

Alma. Carver. Noia. Ottone I e la notte d’Europa.
Trascrivi pure, bella pupa, si pronuncia sempre Leopardi
(Giacomo conte di -) il penzolare della scatola
cranica, da Recanati in giù, fino alla cabala cartesiana –
poi la notte dei sensi in Roma città aperta:
Rossellini e Papa Borgia che ti amano
come Machiavelli i mercenari al soldo.
Continua a leggere Voci di un canto ostinato (III) – Stelvio DI SPIGNO

Horcynus Orca di Stefano D’ARRIGO nella lettura di Giorgio MORALE (I)

Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca, Milano, Mondadori, 1975.

… ripigliò a muoversi scuroscuro all’orbisca e inaspettatamente, fatti pochi passi, trovò finalmente uno sbocco sulla marina: sentì sulla faccia una leggerezza d’aria, l’oscurità davanti sgombra di case, e il respiro del grande animatone gli soffiò all’orecchio e gli si girò intorno come un filo sottile, in giri e giri di fili di bava che si pietrificava, come filamenti di una conchiglia che andavano e venivano con gli echi della sua animazione misteriosa e immensa. Se lo immaginò così, lo scill’e cariddi, con una sensazione fisica strana di disorientamento, come non lo ricordasse più come e dove era o come non fosse più, a causa di qualche nuovo, nuovo e ogni volta sempre peggio, terremoto, o più precisamente terremaremoto, dove e come lui lo ricordava, un animatone sgomentevole che col suo squasso di respiro occupava ogni tenebre, passaggio, apertura o spiraglio, tra lì e l’isola. Continua a leggere Horcynus Orca di Stefano D’ARRIGO nella lettura di Giorgio MORALE (I)

Il tema umano della quiete – Enzo FERRARI

n. cilia
(Nicolà Cilia, Lo sguardo sospeso, 2006)

Da Nuvole d’estate in Liguria, Genova, De Ferrari Editore, 2007.

La rugiada e il miele

Sono gli anni che mi portano in giro
come i segnavia sui sentieri di montagna,
bianchi e rossi riquadri.
La luce traccia una striscia,
il colore si disvela,
agli angoli di invitanti crocicchi. Continua a leggere Il tema umano della quiete – Enzo FERRARI

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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