“Dolore della casa” di Sebastiano AGLIECO nella lettura di Stefano GUGLIELMIN

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Stefano Gugliemin

Sebastiano Aglieco, Dolore della casa, Il Ponte del Sale, Rovigo 2006

Ci sono autori, e Aglieco è fra questi, la cui opera fonda il proprio centro poematico sin dapprincipio, mettendo sempre più a fuoco – di libro in libro – le ossessioni che la abitano: il sogno di un abbraccio fraterno delle genti, la Storia quale luogo dell’inautenticità, la lontananza dall’origine, il senso d’inadeguatezza personale, e, prima fra tutte, gli affetti familiari, che, con la casa e il paesaggio, costituiscono il nucleo di un presepe che ha nella madre (e, come vedremo, nel padre) il suo fulcro. Continua a leggere “Dolore della casa” di Sebastiano AGLIECO nella lettura di Stefano GUGLIELMIN

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Sulla strada per Carlos Paz – di Marino MAGLIANI

Sulla strada per Carlos Paz

In Liguria quelli nati al fondo delle valli come me per guardare le cose devono sempre alzare gli occhi e allora scoprono le terrazze il verde degli orti che ascende a quello più azzurro degli ulivi poi una fascia boscosa e prativa gialla o verde anch’essa dipende dalle stagioni ma pietrosa pietrosa quanto basta da staccare il blu del cielo dall’azzurro degli ulivi che sta lassù più per i turisti che per noi a dire come una valle debba per forza morire in un pezzo di cielo o in un’altra valle.
Nella mia valle i nati al fondo delle cose li riconosci perché hanno la fronte sempre arrugata perché nella mia valle per guardare le cose si potrebbe alzare la testa e invece si alzano solo gli occhi. Continua a leggere Sulla strada per Carlos Paz – di Marino MAGLIANI

Charles REZNIKOFF tradotto da Andrea RAOS

[Da: Charles Reznikoff (1894-1976), Holocaust, Black Sparrow Press, Santa Barbara 1975 (2 ed.), p. 113. La traduzione del libro di cui si presenta qui un estratto è dedicata ai detenuti di Guantanamo (e chissà quanti altri). A.R.]

III

RESEARCH
(RICERCHE)

1

We are the civilized –
Aryans;
and do not always kill those condemned to death
merely because they are Jews
as the less civilized might:
we use them to benefit science
like rats or mice;
Continua a leggere Charles REZNIKOFF tradotto da Andrea RAOS

Della solitudine come spazio di scrittura – di Edmond JABÈS

E. Jabès

Della solitudine come spazio di scrittura

(Tratto da: Edmond Jabès, Il libro della sovversione non sospetta (Le petit livre de la subversion hors de soupçon, 1982), traduzione di Antonio Prete, Milano, Feltrinelli, “Impronte”, 1984, pg. 43-48).

Continua a leggere Della solitudine come spazio di scrittura – di Edmond JABÈS

Lettera di Telemaco da Albufeira – di Massimo RIZZANTE

Massimo Rizzante

Tratto da: Massimo Rizzante, Nessuno, Lecce, Piero Manni Editore, 2007.

Lettera di Telemaco da Albufeira

Non si occupò mai di se stesso a fondo
Fu questo che gli permise di attraversare la frontiera del secolo
senza troppi «non ricordo» Continua a leggere Lettera di Telemaco da Albufeira – di Massimo RIZZANTE

Poeta: sei stato nominato! – di Carla BENEDETTI

Poeta: sei stato nominato! #1 – di Carla Benedetti

(Pubblicato il 15-05-06 in www.ilprimoamore.com)

*

Espulsi dalla storia, dati per estinti, inutili, fuori tempo massimo: i poeti sono come organisti rinchiusi a suonare in uno sgabuzzino. Ma è proprio in fasi storiche come queste che può succedere che tutto improvvisamente si riapra e si reinventi, su terreni imprevisti. Continua a leggere Poeta: sei stato nominato! – di Carla BENEDETTI

Risonanze I – Massimo SANNELLI

Su Nome, nome di Massimo Sannelli

I. Nel grembo d’ombre della madre

***

Tutto ciò che accade, si accende, si disperde – si rivela fiamma sconosciuta all’ordine dei giorni. Tutto ciò che accade è un corpo che tende alla visione, epifania di transito – l’istante, ridiventato carne, che risponde in natura di specchio alla notte, all’immutato esilio della luce. Continua a leggere Risonanze I – Massimo SANNELLI

Inquiete maternità di voci (I, 1-7)

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Inquiete maternità di voci (2006)

A Biagio Cepollaro

*

difficile madre, imminente,
da cui mosse
nella continuazione si riflettono
da lontano forse parlano
cose che non si deve
porre alla lingua.
senso per somiglianza incustodito.

Nanni Cagnone Continua a leggere Inquiete maternità di voci (I, 1-7)

Pensare nelle immagini – di Enrico DE VIVO

(Il testo è tratto da: www.zibaldoni.it – III serie, 26 febbraio 2006)

*

Abituati come siamo a considerarci sempre e comunque degli esseri cogitabondi, riusciremmo mai ad accettare un’ipotesi secondo cui “l’uomo non pensa”, perché il pensiero si trova staccato da noi, non dentro di noi? Continua a leggere Pensare nelle immagini – di Enrico DE VIVO

Idea dell’immemorabile – di Giorgio AGAMBEN

Giorgio Agamben, Wall portrait

Idea dell’immemorabile

Svegliandoci, sappiamo, a volte, di aver veduto in sogno la verità con tanta palpabile chiarezza, da esserne perfettamente appagati. Ci viene, una volta, mostrata una scrittura che dissigilla a un tratto il segreto della nostra esistenza; altre volte, una sola parola, accompagnata da un gesto imperioso o ripetuta in una cantilena puerile, candisce in una luce di lampo un intero paesaggio di ombre, consegnando ogni dettaglio alla sua ritrovata e definitiva fattezza. Continua a leggere Idea dell’immemorabile – di Giorgio AGAMBEN

Icone del migrare V – La lingua delle pupille

La lingua delle pupille – da: Icone del migrare
(1998-2000, inedito)

La poésie domine l’absurde. Elle est l’absurde suprême:
la cruche élevée à hauteur de la bouche amoureuse
emplissant celle-ci de désir et de soif,
de distance et d’abandon.

René Char Continua a leggere Icone del migrare V – La lingua delle pupille

Lluna de terra – di Joan NAVARRO

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Lluna de terra – da: Bardissa de foc (Siepe di fuoco), Edicions del Mall, Barcelona 1981.

Traduzione di Giuseppe Fiorelli, da: Il Pomerio. Antologia Poetica, Biblioteca In Forma di Parole, Libro VII, Reggio Emilia, Elitropia Edizioni, 1983.

*

I

La tardor s’embosca a les cambres de les
mansardes com una fugitiva, lluny de tot perill,
alhora que el mirall s’emplena el rostre d’estels,
cometes de cabells caragolats. Continua a leggere Lluna de terra – di Joan NAVARRO

Le cose come stanno – di Franz KRAUSPENHAAR

Da: Franz Krauspenhaar, Le cose come stanno,
Milano, Baldini & Castoldi, 2003.

[…] Ho ripreso a scrivere che è notte quasi avanzata: mi sto trasformando in uno scrittore di memorie scandite al tempo presente. Pensavo di poter dipingere, un giorno: ma me ne manca la forza, mi manca la benedetta forza di afferrare le mie budella e schiantarle, così come si trovano, contro la tela. Solo così potrei dipingere, ora. Continua a leggere Le cose come stanno – di Franz KRAUSPENHAAR

Wallace STEVENS tradotto da Nadia FUSINI

A primitive like an orb
(Un primitivo come un globo)

I

The essential poem at the centre of things,
The arias that spiritual fiddling make,
Have gorged the cast-iron of our lives with good
And the cast-iron of our works. But it is, dear sirs,
Continua a leggere Wallace STEVENS tradotto da Nadia FUSINI

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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