Paesaggi in attesa di sguardo – Pierluigi LANFRANCHI

mondrian
(Piet Mondrian, Mill in Sunlight, 1908)

SETTE SONETTI PER UNA CITTÀ
a Kees Verheul

I.

La pioggia fa da terza dimensione
a questo paesaggio altrimenti
del tutto piano, una composizione
monocroma di linee e gradienti
Continua a leggere Paesaggi in attesa di sguardo – Pierluigi LANFRANCHI

Annunci

Wallace STEVENS nella lettura di Nadia FUSINI (II)

L’alfabeto che uccide – Wallace Stevens

(La prima parte della Nota di traduzione di Nadia Fusini si può leggere qui)

[…]

    Esattamente al culmine di questa volontà annichilente il linguaggio e l’immaginazione, Stevens trionfa della poesia nella poesia, e scrive «la profonda poesia» di chi, povero all’estremo, fissa, con il poco che ha, «l’icona» che è «l’uomo».
    Abbandonata ogni altra idea di poesia «ierofante», Stevens procede piuttosto verso un linguaggio che muove per apofasi: e si fa sommamente «astratto», nel senso particolare che Stevens dà a questa parola: nel senso cioè in cui ogni apofasi è astratta, perché lì il dire è insidiato (e misurato) da una sottrazione (apo, ab). La parola umana per Stevens è segnata in radice da quella preposizione sottrattiva: che toglie la base su cui il discorso umano potrebbe (vorrebbe) trovar fondamento. Continua a leggere Wallace STEVENS nella lettura di Nadia FUSINI (II)

Il Copernico: dialogo – di Giacomo LEOPARDI

IL COPERNICO: DIALOGO

Scena prima.

L’Ora prima e il Sole

Ora prima.     Buon giorno, Eccellenza.
Sole.     Sì: anzi buona notte.
Ora prima.     I cavalli sono in ordine.
Sole.     Bene.
Ora prima.     La diana è venuta fuori da un pezzo.
Sole.     Bene: venga o vada a suo agio.
Ora prima.     Che intende di dire vostra Eccellenza? Continua a leggere Il Copernico: dialogo – di Giacomo LEOPARDI

Il bavaglio e l’immor(t)alità dell’anima

Si è discusso molto ultimamente, soprattutto in relazione alla “mancata” visita del papa all’università di Roma (con annessa lectio magistralis, totalmente ignorata dalla stampa e da tutti gli organi di informazione nei giorni successivi!), del clima di intollerante ostracismo e di totale negazione del diritto di parola (sic!) che in questo paese è riservato alla chiesa e ai suoi rappresentanti.

E, in effetti, le cose stanno proprio così. Anzi, a ben riflettere, la realtà è ancora più cupa di quello che all’apparenza, già di per sé inquietante, può sembrare!

E’ quanto ci attestano, inequivocabilmente, i dati pubblicati in una conferenza stampa del 19 gennaio scorso dal partito radicale.
Proviamo a guardarli da vicino…

Continua a leggere Il bavaglio e l’immor(t)alità dell’anima

L’attimo che si fa durata – Silvia MONTI

Da Più primavera che paranoia, Lietocolle Edizioni, 2006

death or glory

Non c’è gloria, è solo un’altra storia.
La solita storia di triste vergogna, paura strisciante
e disordinata. La solita gloria civile
di rassegnazione e silenzi. Una madre che sale le scale di casa, si volta]
e sorride a nessuno. Una madre che resta in silenzio
e continua a salire.

Una madre che finge, una donna che mente, una figlia che scappa.
Continua a leggere L’attimo che si fa durata – Silvia MONTI

Dimettetevi! Siate onorevoli e non complici!

immagine.jpg

Lettera aperta di Benny Calasanzio ai parlamentari siciliani di opposizione.

Al capogruppo
Rita Borsellino

Ai deputati dell’Assemblea Siciliana
del Partito Democratico

Gentili deputati,

i fatti di questi giorni impongono una vostra presa di posizione forte e senza precedenti, per far sì che il Presidente Cuffaro rassegni le dimissioni da una carica che ormai indegnamente ricopre. Noi, la società civile, ci mobiliteremo in tutti i modi e in tutte le sedi. Ma voi, che rappresentate l’opposizione politica al progetto di Cuffaro, dovete stare dalla nostra parte, credo sia un obbligo morale. Con i fatti e non con le dichiarazioni. […]

Continua a leggere qui.

Nasce “Scritture in attesa”

klimt - l'albero della vita

Chi si occupa di giovani, bambini e adulti sul versante dell’espressività e della pedagogia, sa benissimo che ogni protagonismo personale va bandito; che la questione riguarda la crescita delle persone, vuoi per dono disinteressato, vuoi perché, attraverso la crescita degli altri, rimane qualche briciola anche per la nostra maturazione. Le graduatorie e le classifiche, in un contesto del genere, lasciano molti dubbi. Altra cosa è una Comunità, un luogo cioè dove le persone, grandi e piccole, anche nel riconoscimento dell’altrui grandezza, possano stare insieme, scambiarsi parole. Per far circolare idee, emozioni, affetti; per tenere a freno il narcisismo forzato che genera mostri. […]

(Dall’editoriale di presentazione di Sebastiano Aglieco)

[Continua a leggere su Scritture in attesa]

Chiusi in combinazioni di respiri – Alessandro GHIGNOLI

Da Fabulosi parlari, Firenze, Gazebo Libri, 2006

fosse somma cosa il fabulare fabuloso insieme de come li poeti
deono parlare de l’amistade de i viaggi andati si todo fuera la
vita vera del dire sfinita e todavía in questa curva via ancora
scriventi ancora cercando una sola una palabra mia
Continua a leggere Chiusi in combinazioni di respiri – Alessandro GHIGNOLI

Segni del perturbante (II) – Flavio ERMINI

gottfried-ecker.jpg
(Gottfried Ecker, o. T., 2001)

Segni del perturbante

[Tratto da Flavio Ermini, Antiterra, premessa di Marco Ercolani, Novi Ligure, “I Libri dell’Arca”, 2006, pag. 65–67; già in Anterem, XXVIII, n. 66, Giugno 2003. // Qui è possibile leggere “Il perturbante” (I)]

Mi addosso alla sua ombra
raccolgo il suo silenzio tra le mani.

                               JACCOTTET

    Ogni processo approfondito di conoscenza non porta che alla scansione di strati sempre più profondi e abissali d’incomprensibilità.
    Nei suoi sforzi cognitivi, l’uomo segue un itinerario paradossale e contraddittorio nel corso del quale l’attività della mente si manifesta nel sentire e nel pensare contro, giungendo a volgere ogni emozione e concetto nel loro contrario, fino alla sperimentazione dell’indifferenziato. I segni del perturbante ne sono una testimonianza.
Continua a leggere Segni del perturbante (II) – Flavio ERMINI

Riti di passaggio (II) – Lorenzo CARLUCCI

    Nel 2001, nel primo anno di Dottorato in Matematica a Siena, ho scritto una brevissima raccolta a tema, “Cane”. L’ho scritta a Castellina in Chianti in una casa isolata e aperta (entrava il vento dalla cantina, come un cinghiale) che mi avevano prestato per andare a dormire quando ero a Siena. I “cani di coscienza” sono le persone meschine, poco oneste con loro stesse. Nel testo il “cane” è la coscienza mia.
Continua a leggere Riti di passaggio (II) – Lorenzo CARLUCCI

La donna che parlava coi morti – Remo BASSINI

erich heckel
(Eric Heckel, Ragazza sofferente, 1914)

Da La donna che parlava coi morti, Roma, Newton Compton Editori, 2007.

Capitolo 1

Si parlava poco di lei. Quando se ne parlava i vecchi dicevano, ma solo in certe occasioni, banchetti funebri, domeniche nebbiose trascorse tra amici e parenti a mangiar castagne, dicevano, questi vecchi, che era «come una santa». Santa Nunzia del bosco. O dei castagni.
Aveva poco più di vent’anni quando lasciò il Palazzone per andare a vivere come in clausura nel cascinale in fondo alla valle, costruito in una sola estate dai muratori venuti da lontano con muli e cavalli da tiro, in fretta, e un capomastro che urlava, e gente armata su cavalli e mule, a controllare.
Continua a leggere La donna che parlava coi morti – Remo BASSINI

Il dolore rivelato del seme – Paolo FICHERA

i.jpg
(Helmut Middendorf, Menge + Roter Kopf, 1991)

Da Lo speziale (LietoColle)

Da lì è nato e
doveva morire il dovere
del figlio al figlio del padre,

le ossa predisposte al massacro
le sue al dovere di una variazione
e scarto nel seme tra natiche – Continua a leggere Il dolore rivelato del seme – Paolo FICHERA

Elle – di Giorgio MORALE

marc chagall
(Marc Chagall)

Pirulin, Pirulin piangeva

“Ho scoperto un locale vicino via Torino. Si può bere e ascoltare musica” disse Elio.
Fu una sera dopo il pasto alla mensa universitaria, prima che il gruppo s’abbandonasse alla solita deriva. Andarono anche Vincenzo e Mariarosa, Cecè, Lux ed Elle. Le stradine erano strette e potevano camminare solo appaiati.
Continua a leggere Elle – di Giorgio MORALE

La voce dei segni

Ricevo dall’amico Fabiano Alborghetti, e rilancio con molto piacere, la segnalazione di una interessante e meritoria iniziativa editoriale.

Nel settembre 2006 è uscito per i tipi di alla chiara fonte di Lugano qualcosa di davvero speciale: un libro con poesie di Giovanni Orelli, Fabio Pusterla, Alberto Nessi, Amleto Petroli, Aurelio Buletti, Donata Berra, Gilberto Isella, Giorgio Orelli, Antonio Rossi, Dubravko Pusek.

La straordinarietà è che il libro è accompagnato da un DVD e le poesie sono tradotte in LIS (lingua italiana dei segni), ovvero il linguaggio usato da chi è sordo e muto, per esprimersi (a tal riguardo si dia anche un’occhiata al sito che propone il dizionario LIS, www.dizlis.it).

[…]

Continua a leggere qui.

Rompere il silenzio!

rompere_il_silenzio.jpg

Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia.

Occorre rompere il silenzio, resistere alla ferocia. E serve farlo subito, in tanti, senza deleghe ad alcuno, perché stiamo scivolando in un baratro. Hanno cominciato dagli ultimi, dai poveri, dagli immigrati, dai lavoratori, dagli oppositori politici, ma se non li fermiamo andranno avanti.

Le destre e le sinistre evocano una presunta “emergenza sicurezza”, individuando negli ultimi, negli immigrati poveri i capri espiatori da offrire in sacrificio, per allontanare lo spettro che i penultimi si alleino agli ultimi, che l’odio lasci il posto alla solidarietà. E dalla solidarietà la capacità di opporsi ai nemici veri, quelli che lucrano sulle nostre esistenze, quelli per i quali una vita non vale i 20 euro per ricaricare un estintore.

[Leggi l’appello dell’assemblea antifascista e antirazzista riunita a Torino il 19 dicembre 2007]

Tirar su con le mani tutta l’acqua del mare – Cristina ANNINO

cristina-annino-lina-in-giardino-con-koko-2005.jpg
(Cristina Annino, Lina in giardino con Koko, 2005)

Ottetto per madre

“Cristo santo! a chi può importare
se uno ama la propria madre o no!”
(Céline, Viaggio al termine della notte)

1
Il Panda

Senza pace, con pena e senza girarmi
mai, pestando
mica pepe o caffè ma gardenie, io amo
la mamma e i topi; li metto insieme chissà
perché. O ancora perché voler bene a quel
modo spezzato così in due, collo in giù,
polvere senza cerniere, bottone, qualcosa. Continua a leggere Tirar su con le mani tutta l’acqua del mare – Cristina ANNINO

Con lo sguardo fisso all’altra riva – Bianca MADECCIA


(Lughia, Architettura di sabbia)

Da Alta tensione (inedito)

ALTA TENSIONE

Sono nata nel giorno dell’alta tensione,
la mia arma preferita il pugnale arabo,
quella, cioè, che più mi somiglia
nel suo linguaggio di giri corti e serrati.
Continua a leggere Con lo sguardo fisso all’altra riva – Bianca MADECCIA

Voci di un canto ostinato (II) – Stelvio DI SPIGNO

luna_albero00-b.jpg

[La prima parte si può leggere qui]

Da Formazione del bianco (2003-2006)
(Lecce, Manni Editori, 2007)

Il coniglio di casa

Mi abituerò a vedere la gabbietta vuota
dove facevi le tue evoluzioni
perché va detto che anche un coniglio molle,
come diceva Catullo, è capace di rigirarti il cuore,
e quando se ne va il mondo è ancora più vuoto.
Continua a leggere Voci di un canto ostinato (II) – Stelvio DI SPIGNO

Quanto vale la tua vita?

roy_dies.jpg

La strage dei lavoratori va avanti, ad una media di tre morti al giorno, vite spezzate, rubate, sacrificate quotidianamente all’altare del dio profitto, il leviatano che divora tutto ciò che non si può trasformare, a violenza, in denaro.

Le parole del presidente di questa oligarchia che continuano a spacciare per democrazia, di questa congregazione di lobbies clericali, di padroni travestiti da imprenditori, di quest’orda di ignoranti, fascisti, razzisti, mafiosi, amici degli amici, di servi potenti ed armati, il presidente di questo paese umiliato si esprime indignato per le “morti sul lavoro”. E le sue parole sono il distillato della beffa più sottile che la retorica democratica sa produrre. Lui si indigna, ma la sua stessa figura è la più alta carica di quel sistema che legittima proprio quella legislazione che permette condizioni di lavoro, di vita e salariali grazie alla quale si determinano situazioni pericolose e spesso mortali per chi lavora.

(Continua a leggere qui…)

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.