Postludium II

(Da: Postludium, nota critica di Giuliano Gramigna, con un disegno di Giovanna Fra, Verona, Anterem Edizioni, “La Ricerca Letteraria – Collezione del Premio Lorenzo Montano”, 2003)

Nati dalle ceneri di un volo
osserviamo transiti di aurore
dalle grate vocali di giardini murati.

Portiamo in bocca
le nostre candele accese.

Nelle mani ali recise senza cielo.

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Testo a fronte III – José Ángel VALENTE/Alessandro GHIGNOLI


(Jesús Gómez Ortega “Acebuch”)

José Ángel Valente (1929-2000) tradotto da Alessandro Ghignoli.

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Affreschi sul palmo della mano – Franco ARMINIO

Franco Arminio

Da Affreschi sul palmo della mano

1977-2007

Nota d’avvio

Ho scritto una quantità imprecisata e imprecisabile di versi. Più che a libri o plaquette nel mio caso l’unità di misura più appropriata è il metro cubo: cinque, sei metri, senza considerare quello che non è mai arrivato alla carta, i versi che vivono nelle cantine del computer.

Di tutta questa produzione estraggo qui una sorta di campionatura annuale, il dna, il cimelio di una disfatta dell’anima e delle sue ossessioni.

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Per quanta memoria si perderà – di Massimo SANNELLI

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(Manfred Schnell, Engel, 2001)

*

Fa pietà Grünewald, non Warhol. Fa pietà Van Gogh, non Bacon. Fa pietà il caso ostentato (e il cazzo teso del poeta A. è rispettato: piange di desiderio). Si ammirano le parole di four letters, perché sono allegre; e queste parole si voltano in italiano. Ma l’italiano è il bel canto, sempre: nessuno l’ha mai, veramente, parlato.

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Nel mare del poema III – Christian SINICCO

(La prima parte, con la nota critica di Christian Sinicco, qui; la seconda, qui.)

***

Da Passando per New York (2001-2002)
(Faloppio, Edizioni LietoColle, 2005)

primo passaggio su New York
in risposta ad un Arcano di Jack Hirschman

Scende la neve nera
sopra New York,
la neve nera di piccole labbra rosate
e nuvole da cui non vorrei sgorgasse l’origine
di una creatura talmente inospitale da fluttuare
nella natura… O Man, per ogni spenta coscienza
i versi composti dalla sera inginocchiata, Continua a leggere Nel mare del poema III – Christian SINICCO

Max LOREAU tradotto da Adriano MARCHETTI


(Jean Dubuffet, Lunaison claire, 1954)

Dans l’Éclat du Moment
(Nell’erompere del momento)

VII

J’allais ce matin-là
épris de très vaste et de mer fuyante,
songeant, sans le savoir, au sol,
à ses distances de jour en jour si courtes,
à ses galleries ensevelies
s’enforçant vers les regions basses d’avant-éclore
où les ombres de presumption, revenants,
se mêlent à l’ombre,
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Risonanze VI – Stefano GUGLIELMIN

Sorga a Fontaine-de-Vaucluse

Sulle rive della Sorga

Rivière des égards au songe, rivière qui rouille le fer,
Où les étoiles ont cette ombre qu’elles refusent à la mer.

René Char

Des bras muets t’accueillent, arbres d’une autre rive.
Yves Bonnefoy

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Coltivare macerie sul volto (Parte prima) – Enrico CERQUIGLINI

Parlare della propria scrittura non è mai facile e lo diventa ancora di meno se si deve provare a tracciare una linea, un’autoantologia che riesca in qualche modo ad essere rappresentativa della propria produzione. Ho cominciato a scrivere, come molti, nell’adolescenza, affascinato dai versi di Rimbaud e di Gozzano ma anche dai versi meno letterari di Bob Dylan, di Neil Young e Leonard Cohen. Era, come quasi tutte le scritture giovanili, una scrittura ingenua, in cui il dire immediato trovava una costruzione metrica balbettante e precaria. Una scrittura che, solo oggi, leggerei come eserciziario, come adolescente tentativo di interagire col mondo in modo naif e disperato. Continua a leggere Coltivare macerie sul volto (Parte prima) – Enrico CERQUIGLINI

I grani del buio – di Chiara DE LUCA

Da I grani del buio

Wie ein Knabe, ein Fremder, wenn man endlich ihn zuläßt,
doch den Ball nicht fängt und keines der Spiele
kann, die die andern so leicht an einander betreiben,
dasteht und wegschaut, – wohin? -: stand ich und plötzlich
daß du umgehst mit mir, spielest, begriff ich, erwachsene
Nacht, und staunte dich an. […]

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Ricordo di un poeta: Manfred STREUBEL – di Stefanie GOLISCH

Ricordo di un poeta: Manfred Streubel – di Stefanie Golisch

Percorrendola a ritroso dal momento della scelta suicida, la vita del poeta Manfred Streubel (1932-1992) appare un fallimento: un uomo si spezza al centro. Si arrende.
In molte poesie Streubel evoca il preciso istante in cui la capacità dell’uomo di resistere si esaurisce. Divenire scambiabile/ uno dei tanti, una prova malriuscita: questa è una possibilità. L’altra è di andarsene come scelse lui, quando non vide più nessuna possibilità, né per sé né per la sua poesia.
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Il ritorno del MinCulPop

Giordano Bruno, Campo dei Fiori

Il ritorno del MinCulPop

Si parla tanto in questi giorni, con toni giustamente allarmati, del disegno di legge Levi-Prodi (tutti i particolari, con annessi links, li trovate qui). Se venisse approvato, significherebbe (ne è la “logica”, e deliberata, conseguenza), la fine della libertà di pensiero e di espressione in rete. E’ questo il fine a cui tendono?

Io non ho nessuna intenzione di firmare petizioni, a partire da quella del “grillo parlante in salsa padana“: so solo che ho voglia di combattere, come sempre, in tutti i luoghi possibili, con le armi del pensiero e della critica, in difesa di questo inalienabile diritto. Intanto, comincio col lasciare il mio primo commento su questa ennesima boiata fascista

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Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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