Strage senza fine

La Costituzione della Repubblica Italiana
PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…

Dall’inizio dell’anno a ieri, 3 marzo 2008, per lavoro, ci sono:

180 morti

180724 infortuni

4518 invalidi

Dal 2003 ad oggi: 8000 morti.

(Manca ancora l’aggiornamento del bollettino
degli omicidi legalizzati di oggi.)

Uno stato che non rende esecutive e vincolanti le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, è uno stato criminale: al pari dei padroni, di ogni ordine e grado, per i quali la vita umana ha meno valore della più miserabile delle merci prodotte.

E’ ORA DI DIRE BASTA! PER SEMPRE.

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Anna Maria ORTESE – Orrore e poesia del reale

Si terrà domenica 9 marzo 2008 a Ischia il convegno

ANNA MARIA ORTESE
dieci anni dopo

Orrore e poesia del reale nell’ultima visionaria

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(clicca per ingrandire)

Curata da Giorgio Di Costanzo, la giornata di studio prevede, tra le altre iniziative, interventi di:

Luca Clerici
(Il lungo viaggio di Anna Maria Ortese)
Giorgio Di Costanzo
(“Mio fratello bambino” – Lettere a un giovane ischitano)
Goffredo Fofi
(Le voci inascoltate)
Franz Haas
(“Un solo libro ho scritto”: Anna Maria Ortese e il suo romanzo Il porto di Toledo)

[Ogni ulteriore informazione (sul convegno, sulla figura e l’opera di Anna Maria Ortese, e su parecchio d’altro) è disponibile sul blog In sonno e in veglia.
Cfr. in particolare qui, qui, e qui.]

Apokalypsis cum figuris – Reb Stein

Yves Tanguy, Dehors, 1929
(Yves Tanguy, Dehors, 1929)

Da: Quaderno 2005 (inedito)

I. Apokalypsis cum figuris

Percorriamo strade segnate
sulla pagina nuda di un grido.

(Meridiane)

Presagi di neve
trascorrono sui muri di meridiane spente.

Si ricompone come voce nell’onda
la stagione recisa confusa in pollini di luna

il tempo di una parola fatta grido
che sbarra il varco alla stella delle dune
e la piega ove si tacita la sete –

notturno intagliato nella sabbia delle labbra.
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Omaggio al “Meridiano” – Stefano GUGLIELMIN

paul klee
(Paul Klee, Angelus Novus, 1910)

Omaggio al Meridiano

Respiro, il che significa direzione e destino. Mi si chiede perché scrivo, ed io rispondo, con Celan: perché respiro. Dico: respiro, e scrivo. Scrivo del verso che si contrae e si dilata, del verso-mantice che dà fiato al mio “20 gennaio”. Così facendo, il verso lo traduce in canto, muta quel tragico giorno in direzione e destino. E tuttavia nel canto, nel mio canto, direzione è destino. Per me scrivere è andare incontro, andare verso, tornare. Verso, ossia volgere, girarsi, così che andare lungo la direzione sia, anche, tornare nei pressi di dov’ero già stato. E, da qui, parlare. Fato ha la medesima etimologia; phatos: detto, sentenza, oracolo. E sorte: annodare, legare insieme. Dico: respiro, e annodo la lingua al presente, indicando una direzione, facendo il verso alla direzione. Guardo indietro, come l’angelo di Klee. Riconosco nelle macerie il mio destino. Inorridisco, in loro vedo intero il mio 20 gennaio, la mia “soluzione finale”. Eppure destino è bifronte. Il futuro è già qui, aperto. Direzione è destino nell’aperto della lingua. […]

(Continua a leggere qui.)

Il silenzio impossibile – Joë BOUSQUET

Max Ernst
(Max Ernst, The eye of silence)

[Joë Bousquet, “Il silenzio impossibile”, cura e traduzione di Antonio Castronuovo, Pistoia, Via Del Vento Edizioni, Collezione “Ocra Gialla” – Testi inediti e rari del Novecento, 2007 (Le pays des armes rouillées (1946-1947), Limoges, Editions Rougerie, 1969)]

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Luce della parola insorta – René CHAR

Piegati soltanto per amore.
Se muori, continuerai ad amare.

Nota critica di Giorgio Caproni (1962)

“Perché ho tradotto, o cercato di tradurre nonostante i rischi, René Char? Quale simpatia irresistibile mi ha spinto al tentativo – il più delle volte disperato, almeno per i miei mezzi – d’un’imitazione italiana? Dico imitazione perché mi rendo conto che una restituzione perfetta rimane sempre, quando si tratta di poesia traslata, una chimera, non fosse che per l’inevitabile usura che le parole, come le monete, subiscono attraverso il cambio.

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Microracconti – di Bianca MADECCIA

Cinderella

Microracconti

La bambina utile

La bambina utile un giorno aprì alle bambine inutili.
Era da molto che premevano alla porta, così, le lasciò entrare.
In pochi minuti, le bambine inutili presero possesso della casa.
La loro prima azione fu bruciare pile di libri da cui divamparono storie ardenti.
La fiamma,
che mai prima aveva brillato tra quelle pagine, ora svettava incontrastata.
La cenere,
bianca e compatta, riposava a terra, cipria cocente di rare pagine avoriate di buona grammatura.

(Da “La bambina utile”, inedito)

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Cirque de la solitude – di Marco ROVELLI

Federico Bebber, Luna

CIRQUE DE LA SOLITUDE
una storia vera ed una fiaba

Tutti gli uomini profondi sono unanimi nel ritenere – ne prendono coscienza Lutero, Agostino, Paolo –
che la nostra moralità e i fatti di essa non coincidono con la nostra volontà consapevole.

Jacob Taubes

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Voci dalla Palestina

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Sul blog di Georgia, è possibile leggere una interessante rassegna dedicata ad alcune voci della cultura palestinese: un modo intelligente di rompere il “muro” del silenzio intorno a una letteratura che annovera dei veri maestri della narrativa e della poesia contemporanee. Attraverso una rete di links e di rimandi testuali, è possibile ricostruire una piccola mappa di un universo tanto affascinante quanto a noi praticamente sconosciuto.

Ecco alcuni degli ultimi autori proposti:

Muhammad Hamza Gana’Yim
Bashir Shalash
Ibrahim Nasrallah
Mahmud Darwish
Suad Amiry
Sahar Khalifah (1) (2)

Altre notizie e indicazioni bibliografiche sono reperibili qui.
Continua a leggere Voci dalla Palestina

La città di notte – di Roberto SAVIANO

Scampia

[Pubblicato da Tiziano Scarpa il 22 marzo 2004 su Nazione Indiana.]

Roberto SavianoLa città di notte

Esiste un posto dove nascere comporta avere colpa. Il primo respiro e l’ultimo catarro hanno equivalente valore. Il valore della colpa. Non importa quale volontà t’abbia guidato, non importa che vita hai svolto. Conta ancor meno il pensiero che ha rimbalzato tra le tue tempie ed ancor meno qualche affetto che hai speso, forse, in qualche ora quotidiana. Conta dove sei nato, cosa è scritto sulla carta d’identità. Questo posto è ampio e ricco. Non lo conoscono che le persone che vi abitano, perché tra colpevoli ci si conosce. Tutti colpevoli, tutti assolti. Ma chi non ha cittadinanza in questo posto, ignora questo luogo.
Continua a leggere La città di notte – di Roberto SAVIANO

Testi inediti di Federico ZULIANI

john walker
(John Walker, Reflected dawn)

Per Amleto il dilemma in aut aut, per il desterrado, invece, o per chi è nato e si muove lontano da casa, pare, a leggere Zuliani, il dilemma è in et ac. L’essere e il non essere sono la condizione, per chi è lontano da casa, la forma che regge è quella del dubbio sciolto nella contraddizione. L’essere e il non essere, l’essere qui (nel corpo) e (nella mente, e viceversa). […]
(Lorenzo Carlucci)

Una poesia di Federico Zuliani, da Travelling South, inedito.

Tu che non sei già più, ma sei
raccogli il mio pianto in fascine, e brucialo.
Quindi, dopo averle scelte con cura deponici

due monete d’oro: una per orbita.
Affinché la morte venga, ma non lo abbia.
Ti ho sognato così, questa notte, con i tuoi nuovi

occhi, senza pupilla, e finalmente, padre,
mi sono fatto leggere. Letto nella sabbia che ho camminato
e nel pane che ho rotto e che non tornerò a rompere

e che oggi è me prima che io ridivenga lui, frumento
e canapa, e giglio, e folle bellezza, nel sogno
o il tormento, e la lamina d’oro, o il martello.

[Continua a leggere su Absolute Poetry.]

Due interventi sulla poesia di Tiziano SALARI

[Alcuni testi tratti da Il fruscio dell’essere sono leggibili qui.]

Gaetano Chiappini
Tiziano Salari, Il fruscio dell’Essere, con un saggio di Mario Fresa, Salerno, Nuova Frontiera 2007.

Ho letto a lungo e doverosamente riletto questi testi bruniti e corruschi, collocati sulla flebile traccia di un capello ad ascoltare con amorosa fierezza il transito della natura. Tra visibile e invisibile, oltre i monti, Salari sta cogliendo l’antico messaggio della bottiglia cosmica. E ne viene questo cammino articolato – anche gli incipit sembrano riprendersi nell’indice come un unico cammino. Continua a leggere Due interventi sulla poesia di Tiziano SALARI

Il segno che rimane – Luigi DI RUSCIO

più degli assolutismi preferisco i miei relativismi
più di tutto il credere amo il mio dubitare
più della crocefissione d’Iddio amo la sua resurrezione
più delle concentrazioni amo le mie distrazioni

al papa mitrato preferisco un pippo scappellato
più della ritualità amo la creatività
più del sonno preferisco la veglia
più delle radici preferisco il radicalismo
all’occupazione preferisco la liberazione
degli occupanti preferisco chi lotta contro l’occupazione
non pregate
Iddio conosce tutto quello di cui abbiamo bisogno
e tutto ci sarà dato e ci è stato dato
senza chiedere niente

Continua a leggere Il segno che rimane – Luigi DI RUSCIO

Calendario oltre il tempo (Vol. II) – Luca ARIANO

Da: Calendario oltre il tempo (volume II)
[Il Vol. I è leggibile su www.lulu.com]

La poesia di Luca Ariano è vera, come vero è Luca. Ciò che scrive è, senza artifici, senza ricercare effetti speciali, senza rifarsi ai canoni imperanti. Riconoscibile, quindi, il suo tratto, la sua necessità di mantenere viva una memoria, una identità, in quel piacere che solo il ‘civile’ o il tuffo nel passato può arrecare a un giovane autore che nulla rinnega di quel che è stato, affrontando il presente con grande coraggio ed enorme senso critico, quindi proponendosi per un futuro che sappiamo fin troppo incerto. Continua a leggere Calendario oltre il tempo (Vol. II) – Luca ARIANO

DANTE nella traduzione di Jacqueline RISSET

Dante Alighieri

Traducendo Dante – di Jacqueline Risset

    Leggere Dante nel testo originale vuol dire fare l’esperienza di una sorpresa continua e stratificata, legata alla ricchezza costantemente imprevedibile del tessuto poetico, alla forza della sua formulazione: si ha l’impressione di circolare in un insieme di iscrizioni, simili ai messaggi misteriosi che il visitatore dei tre regni di quando in quando decifra sulle pareti, lapidarie, essenziali, portatrici dell’evidenza delle parole ascoltate in sogno; ma con un elemento che sfugge al sogno, un elemento che ne è fuori in modo radicale: la continuità attiva e affascinante, effetto della terza rima e della sua poderosa orditura, che lega il discorso e lo sospinge in avanti.
Continua a leggere DANTE nella traduzione di Jacqueline RISSET

Un poemetto inedito di Cristina ANNINO

maximilian capa
(Immagine di Maximilian Capa)

DUE CIVETTE SUL COMO’

BELLO BU, giovane poeta laico, “politicamente impegnato” lui dice.
GEGE’, vecchio poeta di scuola tradizionale. “Ho un piede nel Nobel” dice lui.
OSPITE, anonimo lettore di poesia.

(Di notte sempre la stessa lagna! Due civette sul comò; anche al buio le vedo, sul serio. Grido dal letto:” Bello Bu, Gegè, vade retro! “ Lì stanno, invece, togliendomi il sonno, di coccio grigio, o vetro, coi corpi fosforescenti. Si spengono solo all’alba. Che c’entro, io, con loro? e come fanno, dopo, a volare via?)

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Corpi sotto assedio


(Vignetta di Mauro Biani)

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,
ora basta!

L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Continua a leggere Corpi sotto assedio

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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